Giovedì 18 dicembre all’alba, a Torino non è stata applicata la legge: è stata usata come arma politica. Lo sgombero di Askatasuna non è un atto neutro, non è “ordine pubblico”, è una scelta di campo. Un campo che vede la destra al governo del Paese e un centrosinistra che, invece di opporsi, si accoda, rinunciando a qualsiasi autonomia politica.
Mentre Askatasuna viene sgomberata con perquisizioni, blindati e quartieri militarizzati, CasaPound a Roma continua a occupare tranquillamente uno stabile da oltre vent’anni. Nessun blitz all’alba, nessuna emergenza sicurezza, nessuna indignazione istituzionale. Questa non è legalità: è doppiopesismo di Stato, repressione selettiva contro chi sta a sinistra e tolleranza verso l’estrema destra.
contriIl sindaco Lo Russo aveva scelto — una delle poche volte — la strada del confronto e del riconoscimento di uno spazio sociale come bene comune. Oggi ha fatto marcia indietro, spalancando la porta alla destra e trasformando un problema politico e sociale in una questione di polizia. Quando il centrosinistra usa il linguaggio e gli strumenti della destra, il risultato è sempre lo stesso: vince la destra.
Askatasuna non è un “covo”, come vorrebbero raccontare. È stato per anni uno spazio di aggregazione, mutualismo, cultura, solidarietà. Potete chiudere una sede, non potete chiudere il bisogno di socialità, il conflitto, la critica radicale a un sistema che produce precarietà, guerra e disuguaglianze. Pensare di risolvere tutto con uno sgombero è politicamente miope e socialmente pericoloso.
Qui non si sta difendendo l’illegalità. Si sta denunciando l’uso politico della legalità. Se ci sono responsabilità individuali, si perseguano. Ma non si cancelli un’esperienza collettiva per mandare un messaggio intimidatorio a tutto il movimento: “state zitti o tocca a voi”. Questo è il vero obiettivo dell’operazione di oggi.
Rifondazione Comunista non accetta questa logica.
Non accetta la criminalizzazione delle lotte sociali.
Non accetta la sicurezza trasformata in propaganda.
Non accetta che si sgomberi a sinistra mentre si protegge l’estrema destra.
Se la legge è uguale per tutti, allora lo sia davvero.
Se Askatasuna va sgomberata, CasaPound va chiusa domani mattina. Altrimenti la verità è una sola: non è lo Stato di diritto che parla, è uno Stato che colpisce chi contesta e tollera chi lo legittima.
Per questo siamo e saremo in piazza.
Perché la libertà non si sgombera, il conflitto non si arresta, la sinistra lotta,come sempre,  scende in piazza per difendere le proprie idee.
Robbiano Laura PRC

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3 pensiero su “Lo sgombero di Askatasuna non è un atto neutro”
  1. Prima il Leoncavallo poi Askatasuna. Questo governo fascista ammutolisce le voci del dissenso con la repressione. Intanto CasaPound è arrivata ad un debito con il comune di Roma e con lo stato di oltre 5 milioni di euro mentre festeggiano il 23esimo anno di occupazione col beneplacito di Meloni e Piantedosi.

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