I Consigli comunali sono come una scatola di cioccolatini, frase mitica pronunciata da Forrest Gump, riferita alla vita: non sai mai quello che può capitare. Pensi di parlare degli argomenti all’ordine del giorno e invece tutto si stravolge e si finisce a discutere di tutt’altro. Le prime volte, sono al mio primo mandato da consigliera, rimanevo sbalordita; ormai mi sono abituata. Alcuni temi però sono fissi, ripresi all’infinito dalla minoranza: Parco Castello, buche, taglio del verde, illuminazione, cavallerizza ecc. ecc. Mentre ascolto penso: basta! Lo abbiamo già ripetuto cento volte.

Il vicesindaco Tedeschi, assessore ai Lavori pubblici, credo abbia un registratore incorporato: quando iniziamo la tiritera del Castello pigia il pomo d’Adamo e parte un intervento preregistrato. Il Consiglio del 15 dicembre ha seguito questo cliché. Il tema principale avrebbe dovuto essere il bilancio.

Inizia il Sindaco, riferisce sull’ex Ilva e subito dalla minoranza partono gli interventi. Un “figlio dell’Ilva”, si definisce così il consigliere Oscar Poletto, afferma che lo sciopero all’ex Ilva non servirà, che la Cgil dovrebbe pensare ad altro, che il Sindaco non doveva partecipare alla manifestazione ecc. ecc. Aggrotto la fronte e penso che lo sciopero era contro la manovra di bilancio del Governo e, vista la situazione dell’azienda cittadina, ovviamente a Novi si è parlato di Ilva. Ma che male ci sarà mai in un Sindaco che, insieme a diverse centinaia di persone, difende un’azienda intrecciata indissolubilmente alla città di Novi? Mi dico che certe raffinatezze politiche non posso capirle, sono inesperta, come spesso ci ricorda la minoranza di centrodestra: io e i miei colleghi di centrosinistra non abbiamo capacità di programmazione, visione politica, non sappiamo neanche scrivere le mozioni. Mi spremo le meningi per capire come mai allora, dal dopoguerra a oggi, il centrodestra novese ha governato la città solo per tre anni scarsi. Niente da fare, non lo capisco, sono troppo limitata.

Un altro consigliere di minoranza, Pino Dolcino, si alza per dichiarare con fermezza che tutti questi scioperi, manifestazioni pro Palestina, generano violenza, un clima di tensione che non gli piace per nulla. Mah, mah, non ci posso credere: è lo stesso consigliere che alcune settimane fa si è presentato sul palcoscenico di Facebook per dichiarare di essere pronto a fare le ronde notturne per la città, un po’ come nel Far West: mezzanotte invece di mezzogiorno di fuoco.

Ora si procede con l’ordine del giorno: approvazione verbali delle sedute precedenti. Qui tutto liscio, approvati. Procediamo spediti, bene. Alza la mano il consigliere Perocchio: inizia con la gestione calore, Tortona spende meno. Sì, peccato che il Comune di Tortona faccia pagare alle associazioni il riscaldamento degli impianti sportivi. Poi, piano piano, prepara la bomba di Maradona, il mortaretto più potente mai creato a Napoli. Se un anno fa il Sindaco Muliere e la sua maggioranza avessero fatto i bravi bambini sulla questione idrica… Qui mi fermo, ma non ci provo neanche a spiegarvi cos’è la questione idrica: è un anno che studio e ascolto e ho imparato giusto l’ABC. Cercate le decine di articoli sul tema usciti su Il Moscone. Non avete obbedito e quindi gne gne: i soldini per la tangenziale li vedrete con il binocolo, visto che in Provincia, in Regione, in Italia e nella galassia interstellare comandiamo noi. Ci teniamo anche il pallone e voi rimanete in castigo dietro la lavagna!

No, no, mi dico, non può dire apertamente queste cose. Ma poi, alla mia destra, sento i miei colleghi di maggioranza, Mascia, Cattaneo e Patelli, sibilare e gonfiarsi come cobra ai quali hanno pestato la coda: le zanne stillano veleno, si agitano e strepitano. Ops, caspiterina, lo ha detto veramente.

Abbiamo iniziato la seduta alle ore 18.00, quindi piccola pausa per mangiare qualcosina. Il figlio della ginecologia, al secolo Marco Bertoli, capogruppo di FdI, si è arrabbiato e se n’è andato da tempo. Il perché non l’ho capito bene: qualcosa che riguarda la cavallerizza. Comunque l’importante è che ci abbia lasciato il prosecco, di sua produzione, veramente buonissimo.

Rientriamo in aula, appello e penultimo punto: aziende partecipate, argomento spinoso come un cactus. Il Sindaco relaziona, come sempre chiaro ed efficace, ma per me, che ho fatto il turno del mattino e con la sveglia suonata alle cinque, gli occhi hanno iniziato a farsi pupi pupi. Il Sindaco ha concluso, chiede la parola il consigliere Paolo Coscia, M5S, consigliere con il quale lavoro bene, ci accomunano alcune tematiche, ma, come dire, i suoi interventi sono effervescenti come la Coca-Cola sgasata. Poi, quando parla delle partecipate, Acos in particolare, il ringhio è quello di un orso al quale hanno rubato il miele.

Ormai non resisto, gli occhi mi si chiudono. Per fortuna la mia vicina, la consigliera Cattaneo, mi tocca il braccio: sobbalzo, mi viene un colpo. Mi sa che ho saltato la votazione. Invece, per fortuna, la Presidente Mantero pronuncia: astenuti, favorevoli, contrari. Voto, ma i conti non tornano: in maggioranza siamo 11 e i favorevoli sono 10.

Ultimo punto, tutto liscio. Votazione, i voti di maggioranza tornano a essere 11. Un consigliere durante la precedente votazione è uscito, forse in bagno. Meglio non farsi troppe domande e pensare che, quando scappa, scappa.

Mentre faccio queste riflessioni profonde, la seduta del Consiglio si chiude nei dintorni di mezzanotte. Finalmente a nanna.

Un Consiglio comunale che avrebbe dovuto essere dedicato al bilancio di previsione, al lavoro dell’assessora Caraturo, del dirigente Moro e degli uffici, che hanno girato come criceti nella ruota per preparare lo schema di bilancio e farlo approvare nei tempi dal Consiglio. Invece niente. Non prendetevela a male e ricordate che i Consigli comunali sono come una scatola di cioccolatini: non sai mai cosa può capitare.

Tanti auguri di buone feste a tutti.
Enrica


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