Giovedì 11 dicembre alle ore 15.30, nella sala conferenze della Biblioteca Civica, l’Unitre propone un nuovo appuntamento del ciclo Popoli e Paesi con uno dei più autorevoli antropologi italiani: Marco Aime. L’incontro, dal titolo Muoversi, spostarsi, vivere, affronta uno dei temi che più caratterizzano il nostro tempo, il fenomeno migratorio, osservato però con lo sguardo lungo della storia umana.
Aime ricorda come la mobilità sia una componente costitutiva dell’umanità: da sempre gli esseri umani si spostano, migrano, si incontrano, scambiano geni e idee. Comprendere il presente richiede dunque di collocare gli eventi attuali in un contesto più ampio, superando visioni semplificate e riscoprendo la natura profondamente mobile della nostra specie. La conferenza offrirà quindi una riflessione antropologica capace di unire passato e contemporaneità, fornendo strumenti per interpretare un fenomeno spesso oggetto di dibattito pubblico ma raramente affrontato con rigore scientifico.
Nato a Torino nel 1956, Marco Aime è antropologo e scrittore, professore ordinario di antropologia culturale all’Università di Genova. La sua passione per questa disciplina nasce dai viaggi compiuti in gioventù: dal trekking tra le montagne dell’Hindukush e del Karakorum nel 1983 al viaggio in Mali del 1984, che gli ha aperto la strada alla lunga frequentazione del Sahel e dei territori desertici africani.
Dopo la laurea in Lettere e Filosofia a Torino con una tesi sulle credenze magiche della valle Grana, Aime ha lavorato come giornalista, scrittore e fotografo per testate quali La Stampa, Airone, Atlante e Gulliver. Nel 1996 ha conseguito il dottorato in Antropologia culturale ed Etnologia, dedicando una ricerca approfondita ai Tangba-Taneka del Benin settentrionale. Dal 1999 è docente all’Università di Genova, dove ha intrapreso una carriera accademica culminata con l’ordinariato.
La sua attività scientifica si è sviluppata soprattutto in Africa occidentale e sulle Alpi, ma Aime ha viaggiato e condotto osservazioni etnografiche in numerosi paesi extraeuropei, dal Maghreb all’Africa australe, dallo Yemen al subcontinente indiano, dal Sud-est asiatico all’America Latina. Autore prolifico, ha ricevuto riconoscimenti come il Premio Chatwin e il Premio Albatros per il libro di racconti Taxi Brousse.
L’appuntamento dell’Unitre rappresenta un’occasione preziosa per ascoltare una voce autorevole e per approfondire, attraverso l’antropologia, uno dei temi più complessi del nostro presente.
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