alerio Binasco (Clov) e Carlo Cecchi (Hamm) in «Finale di partita» per la regia dello stesso Cecchi (Premio Ubu 1994)

Se ne è andato Carlo Cecchi, attore che ha segnato la scena teatrale italiana degli ultimi cinquant’anni. C’è un legame, ideale se vogliamo, tra questo grande attore e Novi tramite un nostro concittadino, per me più che caro amico, Valerio Binasco. Credo anche di avergli stretto la mano, in una fugace presentazione, dopo una serata al Duse. Non so quante volte ho visto Fin de partieFinale di partita, l’atto unico di Samuel Beckett. Quello spettacolo mi è tornato con prepotenza in mente leggendo della morte di Carlo Cecchi, per un inevitabile e tragico paragone con i tempi che viviamo.

Ham-Cecchi e Clov-Valerio, suo servo, chiusi in una claustrofobica stanza, con i genitori Nagg e Nell, che moriranno, chiusi senza gambe in due bidoni della spazzatura da cui di tanto in tanto emergono per raccontarci qualcosa della loro vita, vivono immersi in una grigia e desolata solitudine quasi post-nucleare. Solo Clov, che non si può sedere, può dare un’occhiata fuori da una finestra difficile da raggiungere; Hamm invece è cieco e immobilizzato.

Forse sono contenti così. Clov continua a dire che se ne andrà, ma non se ne va mai; improvvisamente Clov, alla finestra, arrampicato sulla scala, ne esce con un’esclamazione preoccupata. «Cosa c’è?» chiede Hamm. Ed ecco la tragica risposta: «Un bambino!».

Non c’è salvezza, non sono soli: è ricomparso l’uomo e il dramma continua, dell’uomo e del mondo. Scritto nel 1957. Le profezie dei geni, uno dice?

Carlo Cecchi e Valerio Binasco furono ancora insieme per un’epica avventura teatrale, mettendo in scena al teatro Garibaldi di Palermo, ancora semidistrutto dai bombardamenti dell’ultima guerra, una memorabile trilogia shakespeariana in tre serate consecutive: Il mercante di VeneziaLa tempesta e Amleto. Non riuscii purtroppo ad assistervi, per pigrizia. Avrei potuto esserci: non bisogna mai rinunciare a quello che si può fare.

Spectator quidam, se possibile.

alerio Binasco (Clov) e Carlo Cecchi (Hamm) in «Finale di partita» per la regia dello stesso Cecchi (Premio Ubu 1994)

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