Il quadro demografico dei principali centri zona della provincia di Alessandria restituisce un’immagine articolata, segnata da dinamiche differenti ma accomunata da un elemento di fondo: la difficoltà a invertire un trend strutturale di invecchiamento e calo naturale della popolazione. I dati aggiornati al 2025 mostrano lievi oscillazioni, spesso sostenute dai movimenti migratori, che tuttavia non compensano la debolezza della natalità.

Novi Ligure si registra un leggero calo dei residenti, passati da 27.490 a 27.455 unità. Il saldo naturale resta negativo, con più decessi che nascite, mentre il saldo migratorio è positivo grazie soprattutto agli arrivi dall’estero, che consentono di limitare la perdita complessiva. La popolazione straniera rappresenta una componente ormai strutturale del tessuto cittadino, ma non sufficiente a compensare il declino demografico interno.

Situazione simile a Casale Monferrato, che chiude l’anno con 32.967 abitanti, in aumento di 31 unità rispetto all’anno precedente. Anche qui la crescita è trainata prevalentemente dai flussi migratori, mentre il saldo naturale rimane negativo. Il dato, pur positivo, resta lontano dai livelli storici del passato e conferma una stabilità fragile.

Segnali più incoraggianti arrivano da Ovada, che guadagna 90 residenti rispetto all’anno precedente, salendo a 10.943 abitanti. Nonostante ciò, il numero dei decessi continua a superare nettamente quello delle nascite, e l’incremento è dovuto quasi esclusivamente agli spostamenti migratori interni ed esterni. La città mostra una capacità di attrazione, ma resta esposta alle stesse criticità demografiche del resto del territorio.

Cresce anche Acqui Terme, che nel 2025 supera quota 19.100 residenti, avvicinandosi alla soglia dei ventimila. L’aumento è significativo e conferma un trend positivo già avviato, sostenuto sia da nuovi residenti sia da una presenza straniera consistente. Anche in questo caso, però, il dato delle nascite rimane debole e non consente un riequilibrio strutturale.

Tortona la popolazione cresce di 42 unità, raggiungendo 27.288 residenti. Un elemento rilevante è l’incidenza delle famiglie di origine straniera, che rappresentano circa un quinto del totale dei nuclei familiari. La crescita è quindi legata in larga misura all’immigrazione, mentre il saldo naturale resta negativo.

Più incerta la situazione di Valenza, per la quale mancano dati anagrafici aggiornati al 2025. Le ultime informazioni disponibili, riferite alla fine del 2024, indicano una popolazione di circa 18.295 abitanti, in aumento rispetto all’anno precedente ma con un saldo naturale fortemente negativo e una popolazione sempre più anziana.

Nel complesso, l’andamento demografico dei centri zona della provincia di Alessandria evidenzia una tenuta affidata quasi esclusivamente ai flussi migratori. Le nascite restano insufficienti ovunque a compensare i decessi, confermando una fragilità strutturale che pone interrogativi rilevanti sul futuro dei servizi, del lavoro e della coesione sociale. Le lievi crescite registrate in alcuni comuni non rappresentano ancora un’inversione di tendenza, ma piuttosto un equilibrio precario in un contesto demografico complessivamente in difficoltà.

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Di Moscone

Un pensiero su “Andamento demografico in provincia: solo a Novi popolazione in calo, negli altri centri sale grazie agli immigrati”
  1. Ritengo che la crisi che sta attraversando mezzo mondo e la precarietà lavorativa, metta in condizione le giovani coppie a desistere nel metter su una famiglia con dei figli, cosa che ormai accade da un paio di decenni. Le società stanno diventando multietniche a tutti gli effetti, quindi non c’è meraviglia se il numero di abitanti di paesi e città aumenta grazie all’immigrazione che personalmente ritengo utile per certi aspetti allo sviluppo della collettività mentre di controparte purtroppo ha anche lati negativi su altri fronti.
    Se molti stranieri lavorano nel nostro paese è sempre una buona cosa, a mio avviso. Serve ad aprire un po’ le mentalità un po’ chiuse, soprattutto qui in Piemonte.

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