La sera del 31 dicembre, mentre fuori si festeggiava l’arrivo del nuovo anno, nel carcere Don Soria di Alessandria una persona detenuta ha deciso di togliersi la vita. Un gesto estremo che riporta al centro dell’attenzione le condizioni della struttura penitenziaria alessandrina e che arriva al termine di un anno descritto come particolarmente difficile, tra sovraffollamento, carenza di personale e spazi ritenuti inadeguati.

Sulla vicenda è intervienuto Eugenio Spineto, segretario provinciale di Sinistra Italiana: «Quando una persona muore in carcere fallisce lo Stato. Fallisce un sistema penitenziario che dovrebbe garantire diritti, salute, umanità e invece troppo spesso produce isolamento, sofferenza e disperazione. Fallisce l’idea stessa di pena come strumento di rieducazione, come previsto dalla Costituzione».

Nel comunicato, Sinistra Italiana collega l’episodio a un quadro più ampio che riguarda la tenuta complessiva del sistema carcerario, sostenendo che il livello di civiltà di una società si misuri anche da come tratta le persone private della libertà personale. «Una pena che umilia, isola e abbandona non è giustizia: è solo emarginazione sociale istituzionalizzata», è la posizione espressa.

Da qui l’appello a interventi strutturali: risorse, incremento del personale, percorsi di sostegno psicologico e una revisione delle politiche penitenziarie.

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Di Moscone

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