Un ordine del giorno che chiede la revoca dei nuovi criteri per la classificazione dei comuni montani e l’apertura immediata di un confronto con i territori è stato presentato il 29 dicembre in Consiglio provinciale di Alessandria, a firma dei consiglieri Pd Sabrina Caneva e Roberto Scifò.

Il documento è indirizzato al Ministero per gli Affari regionali e le Autonomie, guidato dal ministro Roberto Calderoli, e contesta il Dpcm in fase di approvazione che definisce i parametri applicativi della nuova legge sulla montagna. Secondo quanto evidenziato, i criteri proposti avrebbero effetti particolarmente penalizzanti per il territorio alessandrino: i comuni montani della provincia passerebbero infatti dagli attuali 49 a soli 15.

«Si tratta di parametri applicati indiscriminatamente su tutto il territorio nazionale – sottolinea Sabrina Caneva, assessore alla Cultura e al Turismo di Ovada – che escluderebbero dalla possibilità di accedere a bandi e finanziamenti numerosi comuni marginali della fascia appenninica, come quelli dell’Ovadese e di gran parte della provincia di Alessandria». Comuni che, viene ricordato, soffrono già fortemente la denatalità e lo spopolamento e che necessitano di politiche mirate e differenziate.

La nuova classificazione, secondo i proponenti, rischia inoltre di mettere in discussione servizi essenziali come scuola e sanità e di produrre effetti negativi anche sul tessuto economico, penalizzando le imprese con sedi operative nei comuni oggi riconosciuti come montani. Una scelta che, invece di ridurre i divari territoriali, finirebbe per accentuarli.

Nel testo dell’ordine del giorno viene richiamata anche la posizione dell’Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani, che ha espresso una netta contrarietà a criteri uniformi su scala nazionale, ritenuti incapaci di cogliere le specificità dei territori e potenzialmente divisivi tra amministrazioni locali.

«Proprio per questo – conclude Roberto Scifò, consigliere comunale ad Arquata Scrivia – abbiamo chiesto una presa di posizione immediata della Provincia e l’apertura di un dialogo con la Regione, affinché siano tutelati tutti i comuni dell’Alessandrino che rischiano di perdere la qualifica di comuni montani. La Provincia deve svolgere fino in fondo il proprio ruolo in una partita che riguarda il futuro di intere comunità».

L’ordine del giorno impegna formalmente il Consiglio provinciale ad attivarsi presso la Regione Piemonte e il Governo, chiedendo il ritiro del Dpcm e l’avvio di un confronto costruttivo con i territori interessati, a tutela dei piccoli comuni che rappresentano l’ossatura sociale ed economica della provincia di Alessandria.

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Di Moscone

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