Il consigliere regionale Pasquale Coluccio ha interrogato la Giunta Cirio sui risultati dei monitoraggi dell’agenzia regionale di protezione ambientale svolti nei pozzi d’acqua in prossimità del cantiere del Terzo Valico dei Giovi, dopo che le analisi del 2025 avevano mostrato la presenza di triclorometano (cloroformio) e bromodiclorometano nei prelievi raccolti nella zona. La questione è stata sollevata anche attraverso post diffusi sui profili social del consigliere, in cui si richiedeva maggiore trasparenza sulla frequenza e i risultati dei controlli.
In risposta all’interrogazione, l’assessore regionale ha spiegato che i controlli avvengono con cadenza semestrale sui pozzi e sui piezometri della rete regionale, con monitoraggi aggiuntivi specifici nel sito interessato dai cantieri. Tra il 2020 e il 2025 sono stati effettuati 54 monitoraggi per il triclorometano, di cui 19 hanno mostrato risultati oltre il limite di quantificazione e 6 risultati superiori alla soglia di contaminazione fissata dalla normativa sulle acque sotterranee. Uno studio di approfondimento commissionato nel 2025 al Politecnico ha evidenziato che la presenza della sostanza è diffusa su un’area più ampia, anche in pozzi idrogeologicamente situati a monte o laterali rispetto ai cantieri, portando l’Amministrazione a ritenere al momento non direttamente attribuibile alle attività di scavo del Terzo Valico la contaminazione e a ipotizzare cause storiche legate all’antropizzazione del territorio.
Fonti giornalistiche locali indicano che in alcuni pozzi monitorati i livelli di triclorometano superavano i limiti di legge previsti per le acque sotterranee, con concentrazioni medie attestate su valori di poco superiori ai limiti normativi, mentre il bromodiclorometano è risultato nei limiti consentiti nell’area.
Nel dibattito consiliare l’assessore ha sottolineato che molti dei valori riscontrati risultano inferiori o solo leggermente superiori ai limiti di legge, e che tali livelli non configurano, allo stato attuale, rischi ambientali significativi. Il consigliere Coluccio ha tuttavia ribadito la necessità di continuare i monitoraggi, chiedendo di potenziare la frequenza dei controlli e di rendere i dati accessibili alla popolazione e agli enti locali, al fine di tutelare la qualità delle acque sotterranee e la salute pubblica.
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