Il Messaggero di Novi del 12 giugno 1926, riportava la seguente notizia: “La Deputazione di Alessandria ha invitato i Comuni della Provincia che hanno la qualifica di «Ligure» a sostituirla con quella più appropriata di «Piemonte». Con questo invito la nostra Novi dovrebbe non più chiamarsi Ligure ma Novi Piemonte, e così Gavi, Parodi, Rocchetta, Albera, Cantalupo, Mongiardino, Roccaforte, dovranno chiamarsi Piemonte.
La trovata è bella, ma noi per quanto riflette Novi, non l’approviamo, benché sia più appropriata, la qualifica di Novi Piemonte. Novi e gli altri Comuni si chiamano da tempo immemorabile Ligure e noi crediamo che nessuno di questi Comuni vorrà cambiare la sua tradizionalissima e simpatica qualifica. E noi diremo sempre Novi Ligure e mai Novi Piemonte, benché amministrativamente si sia in Piemonte. Amministrativamente… e non altro”.
Non passarono molti giorni da quella notizia che il giornale riceveva una lettera, pubblicata il 19 giugno 1926, nella quale era scritto: “Egr. signor Direttore, interrogata gran parte della popolazione novese, e visto quanto fosse propensa per la Liguria, noi facciamo un appello alla cittadinanza di Novi Ligure perchè non dimentichi l’antica storia.
Ricordatevi, o Novesi, che la nostra Città è stata fondata dai Liguri, che i nostri padri ed ancora noi stessi siamo figli della Superba Genova, di quella Città la cui storia è piena di gloria; non dimenticatevi che un giorno la nostra Novi era sotto la Liguria, che la ferrovia aveva una grandissima importanza, e per di più, ricordatevi che Genova procurò sempre e continua a procurare il pane ad una gran massa di Novesi. A Genova, un novese è sempre più rispettato e favorito fra tutti gli altri. Quindi, non solo non lasciamoci togliere il «Ligure» dal nostro Novi, ma domandiamo aiuto alla grande Genova, perchè ci prenda sotto la sua protezione e ci ridoni il Tribunale, e tutti gli altri privilegi che ci vennero tolti. E tu «Messaggero» che per 61 anni hai difeso gli interessi della nostra Città, aiutaci ancora colla tua parola vibrante ed instancabile, onde le nostre tradizioni siano rispettate. Molti novesi”.
Quando Novi diventò piemontese…
Dunque i novesi protestavano sdegnati contro l’invito della Deputazione provinciale di Alessandria, ma la polemica aveva ragioni antiche, quando la città venne, di fatto, istituzionalmente declassata, perdendo il ruolo di Provincia. Fu infatti l’alessandrino Urbano Rattazzi, Ministro dell’Interno del Regno, che con regio decreto n. 3702 del 23 ottobre 1859, istituì la provincia di Alessandria in territorio piemontese, inglobando diversi territori, tra cui quello di Novi, determinandone anche un declassamento a livello istituzionale. Novi perse il suo status, per diventare solo capoluogo di circondario e sede di sotto-Prefettura, perdendo anche la sede del Tribunale.
I novesi non avevano mai digerito quella decisione e non per ragioni di campanile, ma per ragioni di ruolo istituzionale della città.
…ma rimase ligure
Dopo l’Unità d’Italia si dovettero eliminare i casi di omonimia dei Comuni diffusi nel nuovo Regno. Nel 1862 il Ministero degli Interni invitò i Consigli Comunali a procedere alle modifiche. Il 17 settembre il Consiglio Comunale assunse la decisione di aggiungere “Ligure” al nome Novi, per la posizione geografica, poi sancita con Decreto Reale l’11 gennaio 1863.
I casi di omonimia erano tre, uno in provincia di Alessandria, l’altro in provincia di Modena e un altro ancora in provincia di Salerno. Fu dunque deciso, nell’ordine, di aggiungere ai nomi originari i suffissi Ligure, Modena e Velia.
Leggenda vuole che nel caso della nostra città sia stato aggiunto “Ligure” in polemica con la decisione assunta dall’allora Ministro dell’Interno del Regno di Sardegna, l’alessandrino Urbano Rattazzi, che, aveva istituito la nuova provincia di Alessandria, sottraendo Novi alla divisione di Genova. Sempre secondo la leggenda i novesi non avevano, appunto, “digerito” tale decisione, di conseguenza avevano ribadito, in questa occasione, il loro senso di appartenenza alla Liguria, ma negli atti ufficiali della polemica non vi è, ovviamente, traccia.
Nel 1926 ci riprovarono
Tornando al 1926 dopo l’invito della Deputazione Provinciale di Alessandria a sostituire il predicato “Ligure” con quello di “Piemonte” il Commissario prefettizio Guido Mancini decise in tal senso e inoltrò la richiesta perché fosse emanato il Decreto Reale, che però si arenò e nel 1928 il Podestà Pietro Cassone ritenne di non insistere e la Città riprese il nome originario di Novi Ligure.


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Un commento su “Da Novi Ligure a Novi Piemonte?”
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Che ritorni Novi e basta, come alle origini. Il discorso Ligure( che più non ne fa parte e fa confusione a chi non conosce la nostra cittadina) è finito come è finita l’egemonia genovese…. Che ritorni libera ed indipendente anche moralmente. Novi. Punto.