Venerdì scorso l’Amministrazione comunale di Novi Ligure ha reso omaggio alla figura del Cavaliere Giuseppe Ansaldi con la posa di una lastra marmorea sulla sua sepoltura. Un gesto dal forte valore civile e simbolico, volto a rinnovare la gratitudine della città verso un uomo che ha dedicato la propria vita alla memoria, all’impegno e al servizio della comunità.
Siciliano di nascita ma novese d’adozione, Giuseppe Ansaldi fu tra i sopravvissuti dell’eccidio di Cefalonia, una delle pagine più tragiche della Seconda guerra mondiale. Per quella esperienza e per la sua testimonianza instancabile gli venne conferita la Medaglia d’Onore della Repubblica, riconoscimento che ne sancisce il ruolo di testimone diretto e custode della memoria storica.
L’eccidio di Cefalonia avvenne nel settembre 1943, all’indomani dell’armistizio dell’8 settembre. Sull’isola greca erano stanziati oltre 11 mila uomini della Divisione Acqui dell’esercito italiano, che si trovarono improvvisamente senza ordini chiari e di fronte all’ultimatum delle truppe tedesche, fino a quel momento alleate. Dopo giorni di incertezza e combattimenti, i militari italiani che rifiutarono di consegnare le armi vennero sopraffatti. Tra il 15 e il 24 settembre, migliaia di soldati e ufficiali italiani furono fucilati o uccisi sommariamente dai nazisti; molti altri morirono nei successivi affondamenti delle navi che li deportavano. L’eccidio è oggi riconosciuto come un crimine di guerra e rappresenta uno dei simboli più drammatici della dissoluzione dell’esercito italiano e della brutalità della repressione tedesca dopo l’armistizio.
Il legame di Ansaldi con Novi Ligure è inciso anche nello spazio pubblico della città. È sua infatti la realizzazione del Monumento ai Caduti della Divisione Acqui in via Garibaldi, un’opera voluta e concepita affinché il sacrificio dei soldati italiani a Cefalonia non fosse mai dimenticato e continuasse a parlare alle generazioni future.
Nel corso degli anni Ansaldi ha più volte raccontato la propria vicenda umana, segnata dalla deportazione e da un lungo e doloroso peregrinare che lo portò, dopo Cefalonia, in Russia, Polonia, India e Germania. Un viaggio forzato durato 77 giorni, che egli rievocò anche in un’intervista realizzata pochi mesi prima della sua scomparsa, avvenuta nell’agosto del 2012.
Quell’intervista fu condotta presso la Camera del Lavoro di Novi Ligure, luogo a lui caro, dove Ansaldi prestava la propria opera come volontario. Anche in quella occasione, con parole semplici ma incisive, seppe restituire il senso di una tragedia collettiva vissuta sulla propria pelle, trasformando il dolore in testimonianza e responsabilità civile.
La lastra marmorea posta sulla sua tomba non è soltanto un omaggio formale, ma un segno concreto di riconoscenza. Ricorda alla città un uomo che ha scelto di non tacere, di costruire memoria e di consegnare alla comunità novese un’eredità fatta di impegno, dignità e storia condivisa.
segui il link sotto per vedere l’ultima intervista di Giuseppe Ansaldi
https://www.granaidellamemoria.it/index.php/it/archivi/memorie-di-piemonte/giuseppe-andrea-ansaldi
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