Venezuela, la sinistra radicale italiana chiama alla mobilitazione contro l’imperialismo Usa

Un duro atto di accusa contro gli Stati Uniti e contro quella che viene definita una nuova fase di aggressione imperialista arriva da due forze della sinistra comunista italiana, che in comunicati distinti ma convergenti denunciano l’attacco al Venezuela e rilanciano la solidarietà con la Repubblica bolivariana.

Il Partito della Rifondazione Comunista, attraverso la segretaria provinciale di Alessandria Stefanella Ravazzi, parla apertamente di «invasione di stampo colonialistico» ai danni di uno Stato sovrano. Nel comunicato diffuso il 3 gennaio, Rifondazione condanna «con la massima severità» l’azione degli Stati Uniti, definita priva di giustificazioni se non quelle legate all’«accaparramento prevaricatore delle preziose ricchezze» del paese sudamericano. Nel testo si denuncia la lesione dell’autodeterminazione dei popoli, la caduta dei diritti e il silenzio della comunità internazionale, invitando tutte le forze democratiche a mettere in campo iniziative politiche per fermare quella che viene definita una violenza ideologica e militare e una grave violazione del diritto internazionale.

Su toni ancora più radicali il comunicato del Nuovo Partito comunista italiano, che inserisce quanto accaduto in Venezuela nel quadro di una “Terza guerra mondiale” già in atto. Secondo il (nuovo)PCI, nella notte tra il 2 e il 3 gennaio gli Stati Uniti avrebbero bombardato con droni e missili installazioni militari e civili a Caracas e in altri Stati federati, arrivando fino al rapimento del presidente Nicolás Maduro e di sua moglie. Un’azione che, secondo il partito, si affianca a decine di altri conflitti e operazioni di destabilizzazione nel mondo, dalle sanzioni economiche alla corsa al riarmo, componendo un quadro globale di guerra permanente prodotta dalla crisi del sistema capitalistico.

Il comunicato rivendica il valore politico dell’esperienza bolivariana, descritta come una speranza concreta per i popoli oppressi e come una dimostrazione del fatto che «si può fare» anche sotto embargo e pressioni internazionali. Ampio spazio viene dedicato al ruolo delle Comuni, considerate il perno della partecipazione popolare e dell’avanzamento verso il socialismo, e alla scelta del governo venezuelano di passare a una fase di difesa armata del paese, coinvolgendo milioni di cittadini in una strategia di “guerra di tutto il popolo”.

Sul piano interno, il (nuovo)PCI lega la solidarietà con il Venezuela alla lotta politica in Italia, indicando come obiettivi la fine della subordinazione alla NATO, lo stop al riarmo e la caduta del governo Meloni, definito «servo degli imperialisti USA». Da qui l’appello a moltiplicare manifestazioni, presidi e iniziative di protesta contro basi militari e sedi istituzionali statunitensi, e a lavorare per la costruzione di un “Governo di Blocco Popolare” come primo passo per sganciare il paese dall’alleanza atlantica.

Pur con linguaggi e accenti diversi, i due comunicati convergono su un punto centrale: la difesa della sovranità del Venezuela e la denuncia di un ordine internazionale dominato dalla forza militare ed economica delle grandi potenze. Per Rifondazione Comunista si tratta di una battaglia per il diritto internazionale e la dignità dei popoli; per il (nuovo)PCI è parte integrante di uno scontro storico più ampio, in cui guerra e rivoluzione vengono indicate come le due strade alternative davanti all’umanità. In entrambi i casi, la crisi venezuelana diventa il simbolo di un conflitto globale che interpella direttamente anche la politica italiana.

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Moscone

6 commenti su “Venezuela, la sinistra radicale italiana chiama alla mobilitazione contro l’imperialismo Usa

  1. Ritengo che quanto accaduto in Venezuela sia un gravissimo atto che calpesta in tutti i modi possibili il diritto internazionale. Prendo le distanze da Maduro come persona, ma essendo il presidente di quel paese non può essere rapito e condotto altrove da uno psicopatico miliardario guerrafondaio solo perché a lui inviso.
    Quello che preoccupa è il nostro governo che appoggia l’aggressore e lo giustifica.
    Per paragone, se anche Putin facesse lo stesso con Zelensky, il risultato quale sarebbe?

  2. Devi sapere che a suo tempo putin disse riguardo a zelensky:abbiamo i piani pronti,potremmo anche ucciderlo!sono d’accordo con te per quanto riguarda .maduro come presidente che non puo’ essere rapito ma come persona e’ meglio lasciar perdere:diritti umani calpestati,trafficante di droga(il principale porto del venezuale usato come logistica dai narcos colombiani per spedire la cocaina),ecc.

    1. Egregio Daffonchio, dovrebbe esserci un limite all’asservimento al nazisionismo imperante.
      putin ha subito più di 41 pesanti sanzioni economiche. Miliardi di euro russi sono stati sequestrati dalle banche europee (vatti a fidare a mettere i soldi in quelle banche!). La russia è bandita da ogni manifestazione sportiva, la UE ha stanziato 800 miliardi di euro per combattere contro la Russia. Soldi pagati agli USA per comprare le armi da loro. Mattarella ogni giorno attacca la Russia in TV. Arriverà presto a dire che i lager sono stati liberati dai camerati tedeschi…
      Ma nethaniau e trump possono bombardare e invadere chi vogliono, mettere in piedi pulizie etniche e omicidi mirati e sequestri di persona, senza uno straccio di processo, impuniti e ringraziati dai fascisti di casa nostra. NESSUNA SANZIONE, mattarella tace, il partito unico da forzanuova a bonelli si schiera per chi distrugge il diritto internazionale. E loro le olimpiadi le organizzano, come i mondiali di calcio. Gli paghiamo gas di infima qualità 5 volte di più di quello sano che arrivava coi gasdotti. Le nostra aziende chiudono per spostarsi dove gli viene ordinato, e qui ci raccontano che l’economia va benissimo.
      Mi chiedo come possiate scendere tanto in basso da usare lo pseudonimo di Craxi per leccare certi sederi. Perchè il vero Ghino di Tacco, che pure ebbe gravi colpe, a partire dalla distruzione di un partito centenario, agli imperialisti yankee seppe dire dei secchi NO.

      1. Credo che il commento estremamente esaustivo di Maurizio sia di ampia risposta agli altri commenti. Non mi sembra ci sia da aggiungere altro.

      2. Craxi nella storia è stato l’unico che gli yankee gli ha scaraventati, Sigonella ricorda, anzi nel 1989 condannò fermamente la cattura di Noriega, se non erro, presidente di Panama, da parte degli USA, non per difendere Noriega ma per difendere il diritto internazionale. La situazione ha delle analogie mi sembra.
        E poi chiamami con un altro
        Nome

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