Il Comune di Novi Ligure apre ufficialmente una fase di confronto tecnico con operatori economici interessati a investire nella riqualificazione della Cavallerizza, edificio storico al centro di un progetto di rigenerazione urbana. L’iniziativa sarà presentata nel corso di una conferenza stampa in programma venerdì 27 febbraio 2026 alle ore 16 nella Sala Consiliare di Palazzo Dellepiane, in piazza Dellepiane.

L’avviso pubblico esplorativo è finalizzato a raccogliere manifestazioni di interesse da parte di soggetti strutturati, disponibili a valutare opportunità di investimento e gestione nell’ambito di un modello di partenariato pubblico-privato.

Il progetto riguarda un complesso di rilevanti dimensioni: circa 1.000 metri quadrati di superficie coperta rifunzionalizzata e 3.000 metri quadrati di aree esterne. L’obiettivo è restituire nuova vita a uno spazio di valore storico e architettonico, inserendolo in un percorso di sviluppo urbano capace di coniugare tutela, innovazione e sostenibilità economica.

L’incontro rappresenterà un primo momento di dialogo con il mercato, in vista della definizione di un percorso condiviso per il futuro della Cavallerizza, destinata a diventare uno dei tasselli strategici della trasformazione urbana cittadina.

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Di Moscone

Un pensiero su “Cavallerizza, il Comune avvia un avviso pubblico esplorativo per la riqualificazione”
  1. L’avviso esplorativo è uno strumento utile solo se arriva nel momento giusto: serve a testare il reale interesse degli operatori, calibrare destinazioni d’uso e modello economico, verificare la sostenibilità gestionale prima che l’ente pubblico si vincoli su scelte edilizie e finanziarie difficilmente modificabili. Nel caso della Cavallerizza, invece, l’indagine di mercato viene lanciata quando la prima fase dei lavori – centrata su messa in sicurezza e recupero strutturale – è già partita e la morfologia generale dell’intervento risulta sostanzialmente impostata, con un progetto che si presenta all’esterno come “in corso” più che come “in costruzione insieme ai futuri gestori”.
    Questo crea alcune criticità: il margine reale di influenza dell’esito dell’avviso sul progetto appare limitato; se le manifestazioni d’interesse fossero scarse o molto condizionate, la capacità dell’amministrazione di rimettere in discussione impostazione funzionale e modello di gestione sarebbe ridotta, a meno di ulteriori costi pubblici. Il rischio di “asimmetria” tra chi ha già immaginato una certa narrazione d’uso dell’immobile e un mercato che potrebbe non riconoscerla come economicamente sostenibile è elevato, soprattutto in un contesto di piccole/medie dimensioni come Novi, dove la platea di operatori potenziali è fisiologicamente ristretta.
    Se davvero si vuole usare il PPP come leva per dare vita a un polo urbano vitale e sostenibile, il passo successivo dovrebbe essere una forte trasparenza: chiarire pubblicamente qual è oggi il perimetro “non negoziabile” del progetto (vincoli strutturali, destinazioni già cristallizzate, fonti di finanziamento), quale spazio di adattamento si lascia alle proposte dei privati e cosa intende fare il Comune se l’interesse del mercato dovesse rivelarsi debole o condizionato a un aumento degli oneri a carico del pubblico. Solo in quel quadro l’avviso esplorativo sulla Cavallerizza può essere letto come un vero momento di co‑progettazione e non come l’ultimo atto di un iter già scritto, con il rischio di scaricare sulla collettività, fra qualche anno, il peso di una struttura recuperata ma difficile da gestire.

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