La denuncia dei pendolari novesi: grave episodio accaduto in un tunnel della linea dei Giovi

Un principio di incendio in galleria, fumo nelle carrozze e momenti di panico tra i passeggeri. È quanto denuncia il Presidente l’Associazione Pendolari Novesi Andrea Pernigotti in un comunicato relativo a un grave episodio avvenuto la mattina di giovedì 5 febbraio lungo la linea dei Giovi.

Secondo quanto riportato dall’associazione, il treno regionale veloce RV 2113, partito da Torino e diretto a Genova, avrebbe avuto un guasto al sistema frenante mentre percorreva il tratto in discesa tra Mignanego e San Quirico. Dopo aver superato Mignanego, il convoglio avrebbe iniziato a frenare per limitare la velocità e, quasi subito, nelle carrozze si sarebbe diffuso un forte odore acre di freni bruciati, accompagnato da fumo.

I testimoni a bordo riferiscono che il treno si è fermato all’interno di un tunnel. La situazione, proprio per la posizione in galleria, avrebbe generato forte preoccupazione: il fumo avrebbe invaso progressivamente tutte le carrozze, mentre i passeggeri, in modo ordinato ma allarmato, si sarebbero spostati verso la coda del convoglio. Alcuni avrebbero tentato di contattare il 112, senza riuscire a ottenere risposta al primo tentativo a causa dell’assenza di segnale telefonico in galleria.

Dopo circa quindici minuti il treno sarebbe ripartito per alcune decine di metri, per poi fermarsi nuovamente sul viadotto di Campomorone. Tra i viaggiatori qualcuno avrebbe notato un adesivo relativo all’ultimo controllo manutentivo risalente al 2021, circostanza che APN segnala auspicando che eventuali verifiche più recenti siano registrate con altre modalità. Altri passeggeri avrebbero riferito di problemi già riscontrati a Novi Ligure, nonostante i quali il convoglio avrebbe proseguito la corsa con circa mezz’ora di ritardo.

Dopo ulteriori minuti di attesa, il treno è ripartito in direzione di Genova Piazza Principe, dove è giunto con circa 45 minuti di ritardo. Nei giorni successivi, secondo quanto emerso, la frenata brusca sarebbe stata causata anche dall’azionamento del freno di emergenza da parte di un passeggero, allarmato dalla copiosa presenza di fumo.

L’associazione sottolinea di riportare i fatti così come riferiti dai viaggiatori e coglie l’occasione per tornare su un problema più ampio che riguarda i pendolari del basso Piemonte e della valle Scrivia. Da oltre quattro anni, ricorda APN, i convogli provenienti da Torino attestano la corsa a Genova Piazza Principe, obbligando chi è diretto a Genova Brignole o nel Levante a un cambio che comporta ulteriore perdita di tempo, già aggravata da ritardi frequenti e tempi di percorrenza ritenuti eccessivi.

Come esempio viene citato proprio il RV 2113: l’arrivo a Ronco Scrivia è spesso in ritardo e, non raggiungendo più Genova Brignole, costringe a cambi “volanti”. Inoltre, secondo APN, le tracce orarie sarebbero state progressivamente dilatate: il treno, che da orario arriva a Ronco Scrivia alle 7:07, è previsto a Genova Piazza Principe alle 7:41, con 34 minuti di percorrenza per una tratta che talvolta viene coperta in circa venti minuti. «Perché non revisionare e ottimizzare seriamente le tracce orarie», si chiede l’associazione, «invertendo la tendenza ad allungarle sempre più?».

Nel merito dell’episodio del 5 febbraio, APN chiede alla Regione Piemonte, in qualità di committente del servizio, di vigilare affinché il materiale ferroviario sia in perfetto stato di manutenzione e possa garantire adeguati standard di sicurezza. «Un viaggio per andare a lavorare o a studiare non deve trasformarsi in un’avventura quotidiana», conclude l’associazione.

Infine viene rivolto un appello anche alla Regione Liguria per avere conferma che lo stato dei lavori sul nodo ferroviario consenta di ripristinare l’attestamento dei regionali da Torino a Genova Brignole nel mese di aprile, come dichiarato in precedenza da RFI.

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