Siamo in tempo di musica italiana, quella che per molti decenni ha accarezzato molte anime italiche ma che da qualche anno ha smarrito la sua anima. Non è l’unico esempio da annoverare, ce ne sono parecchi.

Ma non mancano anche le sortite dei vertici dello Stato ad arricchire il triste panorama. Proprio in questi giorni il presidente del Senato, Ignazio Benito Maria La Russa, padre di Geronimo Leonardo, di Lorenzo Cochis , se ne è uscito con l’invito a Carlo Conti, conduttore di Sanremo 2026, di “riparare” al torto subito dal comico Pucci, autoescluso dalla platea degli invitati, per farlo rientrare dalla finestra dopo che lo stesso aveva sbattuto la porta.

Nel frattempo ho approfondito la “surreale” comicità di Pucci e, tra le diverse uscite sui social mi sono imbattuto su alcune presunte comicità grette ed una esposizione a bordo barca “a culo nudo”. Vi assicuro che non siamo ad una festa campagnola ad ordinare un piatto di agnolotti, tipico piemontese. Gli agnolotti erano assenti, il culo nudo in pieno sole. La vicenda aveva già interessato anche la Giorgia nazionale che aveva incolpato fantomatici comunisti di ostracismo bieco, lei è solita cantare questo trito ritornello.

Seguendo la politica ormai da  una vita noto che non si è mai parlato tanto di comunisti da quando c’è Meloni al governo mentre in giro non ce ne sono più, proprio come gli “Apaches” tanto cari al numero due dello Stato. Da quando sono quasi scomparsi i comunisti sono colpevoli di tutto.

Ad ogni buon conto vedere il numero due dello Stato fare una telefonata di un minuto e mezzo circa per raccomandare un “blitz” del suo protetto a Sanremo è deprimente e preoccupante.

Ma fosse solo questo, ogni giorno ne vediamo di tutti i colori. A reti quasi unificate sentiamo continui osanna all’azione di governo che pensa più alle armi e alle guerre che non a scuola, ospedali, manutenzioni di strade da terzo mondo, pensioni e deindustrializzazione crescente e si lamenta ogni giorno di non avere le mani libere dopo aver aggirato la Costituzione come sta avvenendo per l’articolo11 che da alcuni anni è diventata per lorsignori più un ingombro che un dettato da osservare religiosamente. Un esempio è la sudditanza verso i guerrafondai e verso gli speculatori e che ci ha visti attoniti spettatori alla penosa partecipazione del ministro Tajani, con in mano il rosso cappellino trumpiano MAGA, alla prima del “Board of Peace”.

Ben più pesante è la sortita di Nordio che ha invitato le opposizioni a votare SI per potersi difendere dai magistrati una volta tornati al potere. Testimonianza di uno spirito conflittuale e non collaborativo. La definizione “paramafiosa” attribuita al CSM da Nordio, non si sa se era lucido o meno in quel momento, non ha tenuto conto, forse, che a presiedere il CSM è il Presidente della Repubblica.

A questo punto c’è da chiedersi se l’obiettivo  di Giorgia & C, sia solo la separazione delle carriere o altri disegni torbidi. Lo scopriremo a breve, intanto registro nolte perplessità da parte di personaggi non di secondo ordine. Ad esempio concordo con le dichiarazioni di Nando Dalla Chiesa quando riferisce che il problema referendario riguarda solo lo 0,5% dei 9000 magistrati che lavorano in Italia ma che per un numero così piccolo di magistrati si cambiano sette articoli della Costituzione, una follia.  Lorsignori sono avanti nei lavori ma proprio per questo bisogna dire NO al loro progetto. 

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