La protesta dei lavoratori del magazzino Arcese nel polo logistico di Tortona riporta al centro una questione che riguarda non solo un singolo stabilimento, ma l’intero modello di sviluppo che negli ultimi anni si è imposto nella provincia di Alessandria e in molte aree del Paese.
Negli ultimi anni capannoni e poli logistici sono proliferati ovunque, lungo gli assi autostradali e ferroviari. A prima vista vengono presentati come simboli di sviluppo e occupazione. Ma la domanda che sempre più lavoratrici e lavoratori si pongono è semplice: quali condizioni di lavoro esistono davvero dentro questi capannoni?
Nel magazzino Arcese di Tortona, dove si movimentano merci per grandi clienti multinazionali come Zara, Stellantis e Solvay, i lavoratori denunciano una situazione fatta di contratti precari, turni che superano spesso le dieci ore giornaliere, carichi di lavoro pesanti, carenze nella sicurezza e discriminazioni nei confronti di chi prova ad organizzarsi sindacalmente.
Secondo quanto riportato dai lavoratori in sciopero, la precarietà è diventata uno strumento di pressione: chi protesta o chiede il rispetto dei propri diritti rischia semplicemente di non vedersi rinnovare il contratto. Una pratica che di fatto trasforma il lavoro in ricatto permanente.
L’ultimo incontro in Prefettura ad Alessandria non ha prodotto risultati concreti. Per questo motivo la mobilitazione operaia è ripresa con forza, con una richiesta chiara: garanzie sul salario e sul posto di lavoro per tutti i lavoratori, senza discriminazioni o rappresaglie.
In un contesto storico segnato dall’aumento del costo della vita, dai salari sempre più bassi e da scelte politiche che privilegiano la spesa militare e gli interessi delle grandi imprese, la condizione dei lavoratori della logistica rappresenta uno dei punti più critici del sistema produttivo italiano. La logistica è oggi un settore centrale dell’economia, ma troppo spesso cresce sulle spalle di lavoratori precari e sottopagati.
Per questo Rifondazione Comunista e le forze della sinistra esprimono piena solidarietà alle lavoratrici e ai lavoratori in lotta. Non è accettabile che il rinnovo dei contratti a tempo determinato venga utilizzato come arma di ricatto per abbassare il costo del lavoro e aumentare lo sfruttamento.
Le richieste dei lavoratori sono legittime e riguardano principi elementari di giustizia sociale, trasparenza nei criteri di assunzione e rinnovo dei contratti, stabilizzazione dei lavoratori precari, rispetto dei diritti sindacali condizioni di lavoro sicure e sostenibili.
In altri magazzini della logistica queste conquiste sono state ottenute grazie alla determinazione dei lavoratori del sindacato Si Cobas Alessandria e alla solidarietà collettiva. Anche a Tortona la strada è quella della mobilitazione e della lotta, perché senza diritti sul lavoro non può esistere un vero sviluppo del territorio.
Rifondazione Comunista e le forze della sinistra continueranno a sostenere questa battaglia, perché difendere i lavoratori della logistica significa difendere i diritti di tutte e tutti.
Robbiano Laura PRC
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