Si è conclusa con risultati concreti e prospettive di sviluppo la missione congiunta della Croix-Rouge Guinéenne e dell’Istituto Cooperazione e Sviluppo nella prefettura di Faranah, in Alta Guinea. Dal 27 marzo al 3 aprile 2026, la delegazione ha verificato sul campo lo stato di avanzamento di un progetto destinato a migliorare l’accesso all’acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari in tre villaggi della sotto-prefettura di Beindou: Dalafilanin, Diana e Sèrèkoro.
L’iniziativa, sostenuta anche da EGATO6 Alessandrino e dal Comune di Alessandria nell’ambito di StrAlessandria 2025, prevede la realizzazione di tre pozzi e un programma WASH (Water, Sanitation and Hygiene), con la costruzione di infrastrutture sanitarie e attività di sensibilizzazione rivolte alle comunità locali.
Una settimana intensa, iniziata a Conakry con un incontro istituzionale presso la sede nazionale della Croce Rossa guineana, dove è stato confermato il quadro di partenariato e definito il piano operativo. Da lì il trasferimento verso Faranah: 450 chilometri su piste di laterite, tredici ore di viaggio che raccontano già da sole le difficoltà logistiche di un territorio complesso.
A Dalafilanin si è svolto il momento simbolicamente più significativo: il lancio ufficiale dei lavori, presieduto dal prefetto Augustin Fancinedouno, e la consegna del blocco di latrine, già completato. Qui la direttrice della scuola, Kadiatou Oularé, ha sottolineato il valore concreto dell’intervento per una comunità scolastica di trecento alunni distribuiti in sole due aule, rilanciando anche la necessità di nuove strutture didattiche.
Sul piano tecnico, le operazioni hanno già evidenziato criticità, come lo strato roccioso incontrato durante la trivellazione del pozzo. Un ostacolo superato grazie alla costruzione di un sistema di perforazione dedicato, sotto la supervisione dello SNAPE, l’ente nazionale per l’acqua.
Negli altri villaggi, Diana e Sèrèkoro, la missione ha confermato sia l’avanzamento dei lavori sia il forte coinvolgimento delle comunità locali. A Diana il pozzo è in fase di scavo, mentre a Sèrèkoro, oltre alla raccolta di dati sanitari e scolastici, è emersa con forza la voce delle donne. Un gruppo di contadine ha presentato le proprie attività e richiesto supporto concreto per sviluppare iniziative di saponificazione e orticoltura, aprendo così un nuovo possibile asse di intervento legato all’empowerment femminile.
Il 3 aprile, a Conakry, il debriefing finale ha sancito un passaggio importante: non più due organizzazioni distinte, ma «un’unica squadra» al servizio dello stesso progetto. Un concetto ribadito anche simbolicamente, con la richiesta dei rappresentanti ICS di essere registrati come volontari della Croce Rossa guineana.
Il progetto prosegue ora nella sua fase operativa: il pozzo di Dalafilanin è completato, quello di Diana è in corso e Sèrèkoro sarà il prossimo cantiere. Nei mesi a venire prenderanno forma le attività di sensibilizzazione igienico-sanitaria e si valuteranno nuove linee di cooperazione.
Si consolida così un ponte concreto tra Alessandria e Faranah, fondato non su un aiuto calato dall’alto, ma su una collaborazione paritaria, costruita insieme alle comunità locali e alle istituzioni del territorio. Un modello di cooperazione decentrata che mette al centro acqua, dignità e sviluppo condiviso.
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