Un ponte di solidarietà lungo oltre quattromila chilometri unisce Alessandria alla Guinea. È quello costruito dall’Istituto Cooperazione e Sviluppo ETS APS insieme alla Croix-Rouge Guinéenne, impegnati in questi giorni nella préfecture di Faranah per verificare l’avanzamento di un progetto che porterà acqua potabile e servizi igienico-sanitari a centinaia di bambini.

La delegazione alessandrina, guidata dal presidente Mohamed Ed Derras e dal vicepresidente Giovanni Mercurio, è sul campo dal 27 marzo. Dopo un primo incontro a Conakry con i vertici della Croce Rossa guineana, il gruppo ha raggiunto Faranah affrontando un lungo viaggio attraverso l’entroterra africano, tra piste sterrate e villaggi isolati.

Il progetto, finanziato grazie alla StrAlessandria 2025 e al contributo di Egato6, prevede la realizzazione di tre pozzi nei villaggi di Dalafilanin, Diana e Sèrèkoro, oltre a un intervento completo WASH (acqua, igiene e servizi sanitari) nella sous-préfecture di Beindou. Un’iniziativa che punta a migliorare concretamente le condizioni di vita e di studio di centinaia di bambini.

La missione si svolge in stretta collaborazione con le autorità locali e con il coordinamento operativo di Mamadou Daye Diallo, cooperante con lunga esperienza nel sistema della Croce Rossa internazionale. Sul campo, la delegazione è stata affiancata dal préfet di Faranah, Augustin Fancinedouno, dai responsabili sanitari e scolastici e dai tecnici dello SNAPE, l’ente che supervisiona le risorse idriche.

Momenti particolarmente significativi si sono registrati nei villaggi coinvolti. A Dalafilanin, il lancio ufficiale dei lavori è avvenuto davanti all’intera comunità, tra cerimonie tradizionali e segni di accoglienza. Qui le trivellazioni hanno già raggiunto i cinquanta metri di profondità, incontrando uno strato roccioso che è stato affrontato con soluzioni tecniche specifiche per proseguire i lavori in sicurezza.

Nello stesso villaggio, la direttrice della scuola Kadiatou Oularé ha raccontato la realtà quotidiana di oltre trecento alunni costretti a studiare in sole due aule, sottolineando l’importanza delle nuove strutture igieniche già realizzate grazie al progetto e la necessità di ulteriori spazi per garantire il completamento del percorso scolastico.

Anche a Diana e Sèrèkoro la delegazione ha incontrato le comunità locali, raccogliendo dati e definendo le prossime fasi operative. Proprio a Sèrèkoro è emersa un’ulteriore prospettiva di sviluppo: un gruppo di donne contadine, guidato da Nafina Faro, ha presentato le proprie attività chiedendo sostegno per progetti di saponificazione e coltivazione, aprendo la strada a possibili interventi futuri di empowerment femminile.

Il filo conduttore della missione è il rapporto diretto con il territorio, costruito giorno dopo giorno attraverso il dialogo con le comunità e le istituzioni. Un modello di cooperazione che va oltre l’intervento tecnico e si traduce in relazioni, ascolto e partecipazione.

La missione sul campo si concluderà con un ultimo incontro istituzionale a Faranah e il rientro a Conakry, ma il progetto proseguirà nei prossimi mesi fino al completamento delle opere. I risultati saranno raccontati alla cittadinanza in occasione della trentesima edizione della StrAlessandria 2026.

Un’iniziativa che dimostra come la solidarietà locale possa trasformarsi in interventi concreti, capaci di portare acqua, istruzione e dignità nelle aree più isolate del mondo.

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Di Moscone

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