LUCIANO VIOLANTE PRESIDENTE EMERITO CAMERA DEI DEPUTATI

Esistono discorsi che si limitano a celebrare e discorsi che, invece, hanno la forza di cambiare la traiettoria di una comunità. L’intervento di Luciano Violante alla vigilia della Festa della Liberazione, appartiene senza dubbio a questa seconda categoria. È uno dei testi più belli e necessari mai pronunciati su questo tema perché non cerca lo scontro, ma la sintesi; non punta l’indice, ma tende la mano, trasformando una ricorrenza che spesso rischia di dividere in un momento di autentica “empatia civile”. 

Il cuore del ragionamento di Violante è spiazzante nella sua modernità: ci invita a smettere di agitare lo spettro del passato come un’arma politica. “Alla storia del pericolo fascista non ho mai creduto”, ha dichiarato con la schiettezza di chi ha vissuto le istituzioni ai massimi livelli, aggiungendo che in Italia non abbiamo un problema di nazifascismo”. Per l’ex Presidente della Camera, la vera sfida oggi non è gridare all’emergenza, ma costruire una democrazia matura dove sinistra e destra si rispettino davvero. Questo è il punto di rottura rispetto alla retorica tradizionale: la Liberazione non deve più essere vista come il trofeo di una parte, ma come il suolo comune su cui tutti camminiamo. “La Liberazione non è patrimonio di una singola parte politica, ma deve essere di tutto il Paese”, ha ribadito, ricordando che “se tutti possono avere gli stessi diritti è perché c’è stata la liberazione”

L’aspetto più commovente e profondo del suo discorso è il richiamo alla comprensione delle “ragioni degli altri“, un tema che Violante porta avanti fin dal 1996 e che non smette di far discutere. Ha ricordato con coraggio il dialogo con l’Anpi e l’insegnamento di Togliatti, che già nel ’45 chiedeva ai giovani comunisti di non odiare i propri coetanei che avevano scelto Salò, perché la colpa era di chi li aveva mandati, non dei ragazzi.  A tanti anni da quel giorno ho l’impressione che restino divisioni, restino incomprensioni. Resti, come dire, la voglia di non sforzarsi di capire”. In queste parole c’è un invito rivolto soprattutto alla Generazione Z: non abbiate paura di provare pietà, perché la pietà non cancella la verità storica, ma nobilita chi la prova. “Pensiamo con rispetto anche a quelli che sono caduti dalla parte sbagliata”, ha detto, sottolineando che i valori per cui altri hanno combattuto dalla “parte giusta” devono diventare “parte viva della nostra vita”, non cenere in un museo. 

Violante sposta poi l’attenzione dal diritto al dovere, un concetto quasi rivoluzionario in un’epoca di individualismo sfrenato. Il dovere è il collante della società. Per spiegare questa responsabilità verso l’altro, ha usato la storia struggente di Elena Di Porto, la “matta” del ghetto di Roma. Una donna libera, che fumava, portava i pantaloni e giocava a biliardo, e che la mattina del 16 ottobre 1943 corse a urlare l’imminente rastrellamento nazista. Nessuno le credette. Elena scelse di non scappare, di restare con la sua gente, finendo ad Auschwitz. È qui che il discorso di Violante tocca l’apice: ci chiede di essere come Elena, capaci di vedere la verità anche quando è scomoda e di restare fedeli a un sistema di valori personali. “Ognuno di noi deve porsi questa  domanda: io a che cosa direi comunque no? Se non so a che cosa dire no, vuol dire che non ho personalità”

Il motivo per cui questo è uno dei discorsi più belli di sempre sta proprio in questa fusione tra etica e memoria. Violante non ci chiede di dimenticare chi ha vinto e chi ha perso, ma ci sprona a capire che la democrazia entra in crisi quando diventa solo una “tecnica per ottenere voti” e perde l’anima morale. La vera pacificazione nasce dal rispetto, e il rispetto nasce dalla capacità di riconoscere l’umanità nell’avversario. È un appello alla dignità della persona che scavalca i decenni, ricordandoci che la libertà è un esercizio quotidiano di responsabilità, un ponte costruito sopra le ferite della storia. 

Ti è piaciuto questo articolo? Offrici un caffè con Ko-Fi

Segui il moscone su Telegram per ricevere una notifica ogni volta che viene pubblicato un nuovo articolo https://t.me/ilmoscone

Visited 1 times, 1 visit(s) today
WP2Social Auto Publish Powered By : XYZScripts.com

Contact Us