Guido Marini, vescovo di Tortona, diocesi alla quale appartengono Novi e il circondario, effettuerà, da domenica 12 aprile e per due settimane, la visita pastorale al vicariato di Novi.
Più che in passato, questa visita pastorale ha implicazioni per tutta la città e non solo per i fedeli delle parrocchie, le associazioni religiose, le opere che fanno capo alla diocesi.
Una visita che ha un impatto sulla città, già a partire dall’evento di apertura, che vedrà domenica mattina la sospensione di tutte le celebrazioni, per raccogliere tutti in una sola grande Messa ospitata (per motivi logistici) nell’area fieristica di Dolci Terre, ai Campionissimi, alle ore 10.30.
Un approccio di rottura, che vuole dare un segnale forte di cambiamento, spostare l’attenzione dai campanili e soprattutto dai campanilismi alla necessità di un percorso unitario della “Chiesa che è in Novi”.
Non sono solo le parrocchie e i parrocchiani, più o meno praticanti, ad avere bisogno di ripensare le parrocchie in modo diverso e a doverne affrontare le conseguenze: che la chiesa locale torni (cominci?) a far sentire la propria presenza in modo meno frammentario è importante anche per la città.
Da più parti, per fare un solo esempio, quando si parla di ragazzi e di giovani, si richiama il ruolo degli oratori del passato, dove giovani preti ed educatori erano capaci di dialogare con le nuove generazioni, offrendo uno spazio di fatto aperto a tutti e dove tutti hanno potuto crescere in un ambiente protetto e sicuro. Un ambiente che ha formato intere generazioni e che, anche per chi crescendo ha compiuto scelte diverse, è ricordato con nostalgia e con la consapevolezza di quanto sia stato importante per la maturazione umana, sociale e molte volte anche politica. E’ d’obbligo qui un richiamo all’indimenticato Bruno Soro, economista che più volte ha scritto del ruolo degli oratori proprio nella città di Novi per la sua generazione.
Un aneddoto: nei giorni scorsi, a chi scrive è capitato di trovarsi a sfidare a bigliardino consiglieri comunali, assessori e anche il sindaco, ciascuno memore dell’oratorio in cui aveva appreso le regole e i segreti di questo gioco, ciascuno cresciuto in un diverso oratorio di Novi o di Tortona.
Il bigliardino come strumento per recuperare capacità di dialogo e confronto sereno. Perché no?
Almeno sotto questo aspetto, la visita del vescovo, che ha come filo conduttore anche una diversa impostazione dell’attività pastorale e quindi dell’organizzazione delle parrocchie, riguarda davvero tutti i cittadini. In prospettiva, l’esperienza di una sola comunità pastorale che ha sostituito le tre parrocchie del centro storico, che ha ormai quasi dieci anni di vita, è la strada indicata dal vescovo per tutta la città.
E’ significativo anche il fatto che, oltre all’invito alla celebrazione di apertura del 12 aprile alle ore 10.30, gli amministratori locali, tutti, siano invitati ad un momento loro riservato, sabato 18 aprile alle ore 10.30, nella chiesa di san Pietro.
Sarà interessante tornare in argomento dopo aver ascoltato le indicazioni di monsignor Marini.
Ti è piaciuto questo articolo? Offrici un caffè con Ko-Fi

Segui il moscone su Telegram per ricevere una notifica ogni volta che viene pubblicato un nuovo articolo https://t.me/ilmoscone


“impatto sulla città” il fatto che il Vescovo di Tortona venga a Novi? È una battuta spero assessore, giocatori meno a bigliardino