Venerdi 24 aprile, alle ore 16, presso la cripta dei partigiani del cimitero cittadino verrà posata la targa dedicata al partigiano sovietico Gennadij Nikolayevich Aglamov, finora indicato sulla lapide solo come “partigiano sovietico” perché non se ne conosceva l’identità, che è stata “scoperta” dagli alunni dell’IIS “Ciampini Boccardo”

Infatti, dall’anno scolastico 2023-2024 presso l’IIS “Ciampini Boccardo” di Novi Ligure è in corso un lavoro di ricerca sui caduti della Resistenza del territorio, in collaborazione con l’ANPI di Novi Ligure. Gli studenti hanno inizialmente realizzato la digitalizzazione dei 175 ritratti fotografici di partigiani, conservati ed esposti sulle pareti della sede dell’ANPI. In seguito, si sono impegnati in un accurato lavoro di ricerca per ricavare il maggior numero possibile di informazioni relative alle persone ritratte nelle foto digitalizzate. 

Le notizie sono state tratte innanzitutto dal sito Partigiani d’Italia (https://partigianiditalia.cultura.gov.it/), ove sono raccolte le schede ufficiali prodotte dalle Commissioni istituite nell’immediato dopoguerra (1945 e 1948) e dalla Commissione unica nazionale. I dati desunti dalle schede sono stati confrontati, quando possibile, con altre fonti, soprattutto digitali (come l’Elenco generale dei Caduti del sito dell’Anpi di Genova, quello dell’Associazione Memoria della Benedicta, la banca dati sul partigianato piemontese di Istoreto). Tutto ciò ha permesso di ricostruire le informazioni essenziali per ciascuno dei caduti: luogo e data di nascita, nome di battaglia, Divisione e/o Brigata di appartenenza, luogo e data di morte.

Nell’anno in corso, il gruppo sta allestendo un sito web in cui sarà possibile consultare i dati raccolti.

Nell’ambito di questo lavoro di ricerca, a suscitare particolare interesse è stata la figura di uno dei caduti ritratti nelle immagini digitalizzate: l’unico che venne fotografato dopo la morte, il che, insieme al nome segnalato nella didascalia, «Aglamar (Gennaro) Denadi», bastava a farne intuire una provenienza lontana e di non semplice individuazione. 

Più sicuri risultavano invece il luogo di morte, alle porte di Novi, nella frazione Merella, e la data del 10 aprile 1945. Nelle banche dati di riferimento è stato rintracciato il nome di questo misterioso partigiano, ma riportato in forme leggermente diverse: nella scheda del sito Partigiani d’Italia, risultano il nominativo «Eglamor Gennaro», il nome di battaglia «Gennaro», il reparto di appartenenza la Brigata Vallemme Capurro, nel periodo 1.1.1944 – 12.4.1945, con la specificazione: «Caduto in combattimento a Tana, Novi L.». Gli stessi dati si leggono nell’Elenco generale dei cadutidell’ANPI di Genova. Il nome, nella medesima forma Eglamor Gennaro, compare anche nei Monumento ai Partigiani della Divisione Pinan Cichero che si trova a Cantalupo Ligure. Inoltre, come suggerito dal professor Pier Maria Ferrando, G.B. Lazagna in Ponte rotto (Sapere Edizioni, 1975) segnala «Aglamor Denadi “Gennaro”» tra i caduti della Brigata Val Lemme Capurro.

Nell’articolo pubblicato da Federico Cabella nel 2018 (sito https://novinostra.acosenergia.it/il-basso-pieve-evoluzione-e-declino-di-una-comunita/) intitolato «Il Basso Pieve, evoluzione e declino di una comunità», si è trovata la ricostruzione di «un episodio drammatico vissuto lungo le rive dello Scrivia: in seguito a un’imboscata, morirono nella notte del 10 aprile 1945 due partigiani: Irmo Ferrari, detto Burrasca, e il russo Aclamar Denadi [ennesima grafia del cognome!], soprannominato Gennaro. Un terzo ragazzo, Claudio Ferrari, seppur ferito riuscì a guadare il torrente. Una lapide, posta presso la cascina “Tana”, ricorda questo tragico evento».

In effetti, la lapide esiste ancora e il nostro partigiano, di nuovo chiamato Aglamar Denadi come nella foto della sede ANPI, è ricordato insieme a un giovane di San Cristoforo, Irmo Ferrari “Burrasca”, al quale è dedicata la via principale del suo paese.

Continuando a cercare su Google e tenendo come parola-guida «Denadi», è stato possibile giungere alla soluzione del mistero. Infatti, il nome di un Denadi Aglamov è stato rintracciato in rete nel volume Dal Caucaso agli Appennini. Gli Azerbaigiani nella Resistenza Italiana (Roma, Sandro Teti editore, 2013), scritto dallo storico russo Mikhail Talalay. Dopo questo ritrovamento, e con un po’ di fortuna supportata anche dai social network, si è riusciti a contattare l’autore, studioso di San Pietroburgo, esperto nei rapporti tra storia russa e Italia. Dopo il saggio del 2013, Talalay ha pubblicato a Mosca nel 2015 il volume I partecipanti russi alla guerra d’Italia 1943-45: partigiani, cosacchi, legionari, reperibile solo in russo ma gentilmente messo a disposizione dall’autore, che reca queste notizie: «AGLAMOV Gennadij Nikolayevich, Sverdlovsk (oggi Ekaterinburg) 1923 scomparso dopo un rastrellamento. Viveva a Sverdlovsk, meccanico di un centro auto. Evaso dalla prigionia, dal 10.11.1944 partigiano (soprannome Denadi) del distaccamento Franchi della brigata Oreste della divisione “Pinan Cichero”».

In realtà, dai pochi documenti esistenti pare che il nome di battaglia di Gennadij fosse proprio “Gennaro”, vale a dire il nome italiano più simile al suo, la cui particolare pronuncia doveva essere intesa tra i compagni come «Denadi». In tale confusione onomastica e ortografica, quando i resti dei combattenti novesi della Resistenza furono deposti nelle colombaie circostanti la cripta dei Partigiani nel cimitero cittadino, sulla lapide di Gennadij Aglamov fu scelto di indicare semplicemente «Partigiano Sovietico – Aprile 1945». 

La ricostruzione di identità, età e origine di Gennadij Aglamov, a cui si è giunti un anno fa, cioè proprio in concomitanza con l’ottantesimo anniversario della sua morte e della Liberazione dal nazifascismo, permette oggi di integrare i dati essenziali attraverso una targa, che verrà apposta sulla tomba, e una breve scheda informativa, da collocare nella cripta. 

La cerimonia di deposizione della targa avverrà venerdì 24 aprile alle ore 16:00 presso la cripta dei partigiani del Cimitero di Novi Ligure.

Il gruppo di ricerca dell’IIS Ciampini Boccardo è stato composto, nel corso dei tre anni di lavoro, dagli studenti Enes Balliu, Luca Baldon, Matteo Borgese, Andrei Vladut Comandatu, Raul Fernandez Covarrubia, Leonardo Damerio, Filippo Guido, Leonardo Musso, Andrea Pizzo, Darius Pitis, Susanna Ragonesi, Vittorio Repetto, Nicolò Rusconi, Giulia Russo, Davide Andrei Scripcariu, Daniele Vignolo, coordinati dai docenti Maria Maddalena Lombardi, Massimo Pizzorno, Angelo Russo e Giulia Valenti.

BIBLIOGRAFIA E SITOGRAFIA

Mikhail Talalay, Dal Caucaso agli Appennini Gli Azerbaigiani nella Resistenza Italiana, Introduzione di Valentino Parlato, Roma, Sandro Teti Editore, 2013, p. 72

http://intranet.istoreto.it/partigianato/ricerca.asp

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