Non una visita alle singole parrocchie, ma un percorso che coinvolge l’intero territorio. È questo il tratto distintivo della visita pastorale del vescovo Guido Marini, in corso nel vicariato di Novi Ligure, che comprende anche centri vicini come Basaluzzo e Pozzolo Formigaro e che si sviluppa nell’arco di due settimane, precedute da momenti preparatori.

Un’impostazione chiara fin dall’apertura, avvenuta al padiglione di Dolci Terre con una celebrazione unica che ha sostituito tutte le messe della mattinata. Una scelta simbolica, ma anche concreta, che segna il superamento di un modello basato su una presenza diffusa e frammentata per orientarsi verso una dimensione più comunitaria.

Nel corso dell’incontro con amministratori e autorità locali, il vescovo ha spiegato le ragioni di questo cambiamento. La diocesi di Tortona si estende su tre regioni – Piemonte, Liguria e Lombardia – e comprende realtà molto diverse tra loro: grandi centri urbani, piccoli paesi e aree difficili da raggiungere. A fronte di questa complessità, i sacerdoti oggi sono circa 130, con una presenza significativa di età avanzata. Un dato che rende sempre più difficile mantenere l’organizzazione tradizionale, con messe in ogni chiesa e in molteplici orari.

Da qui la necessità di riorganizzare il territorio attraverso le comunità pastorali, che uniscono più parrocchie in un’unica realtà. A Novi Ligure questo processo è già avviato da anni per le parrocchie del centro, ma il vescovo ha indicato con chiarezza una prospettiva ulteriore: arrivare a una comunità unica cittadina, con la possibile estensione anche a Pozzolo.

Una scelta che non risponde solo a esigenze organizzative, ma che punta a costruire comunità di fedeli meno legate alla dimensione della vicinanza geografica e più orientate a una partecipazione condivisa. Un cambiamento che può generare resistenze, ma che viene ritenuto inevitabile.

Nel dialogo con le istituzioni è emersa con forza la richiesta di collaborazione. Il vescovo ha invitato i sindaci a comprendere e sostenere questo percorso, evitando di alimentare malumori o contrapposizioni. Un appello raccolto dal sindaco di Novi Ligure, Rocchino Muliere, che ha sottolineato come il territorio abbia già dimostrato, in più occasioni, la capacità di lavorare insieme per il bene comune, al di là delle appartenenze politiche.

Muliere ha inoltre evidenziato la necessità di rafforzare il rapporto tra enti locali, Chiesa e volontariato per affrontare le fragilità sociali, non solo nella fase emergenziale ma anche in una logica di prevenzione. Sulla stessa linea l’intervento di Teresa Mantero, che ha portato il saluto del Consiglio comunale, auspicando una collaborazione sempre più stretta tra realtà diverse nell’interesse della comunità.

Il confronto con gli amministratori è stato necessariamente sintetico, rinviando a momenti successivi un approfondimento più articolato. La visita pastorale proseguirà infatti nei prossimi giorni con ulteriori incontri che potranno coinvolgere più direttamente parrocchie, associazioni e realtà del territorio.

La visita del vescovo si configura così non solo come un momento di incontro, ma come un passaggio di prospettiva per il futuro della Chiesa locale, chiamata a ripensare sé stessa in un contesto profondamente mutato.

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Di Moscone

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