Proseguiamo la rivisitazione dei passaggi del Giro d’Italia a Novi Ligure. Dopo la tappa del 1965 e quella del 1978, il giro tornò a Novi il 9 maggio 2004, con la partenza della tappa per Pontremoli.

L’87° Giro d’Italia era partito da Genova il 9 maggio; il giorno precedente si era svolta nella città della Lanterna una gara cronometro individuale, vinta dall’australiano Bradley McGee. La prima tappa, dal capoluogo ligure giunse ad Alba, e incoronò Alessandro Petacchi; Maglia Rosa il tedesco Olaf Pollack. Il “Giro” 2004 fu vinto dal ventiduenne Damiano Cunego, al primo successo in un Grande Giro, davanti a Serhij Hončar e Gilberto Simoni.

Il giorno successivo, lunedì 10 maggio, da Novi partì la seconda tappa del“Giro”; i ciclisti erano giunti ad Alba non già in bicicletta, ma come mezzi motorizzati, per poi ripartire in sella dalla nostra città. Si trattava di una novità andata consolidandosi nel tempo, poiché, in passato, l’arrivo e la partenza delle tappe si svolgevano nella medesima località; negli ultimi anni, invece, era abbastanza frequente assistere ad uno sdoppiamento, con la realizzazione dei due eventi in città diverse; ciò determina un differente impatto economico per le città ospitanti, poiché l’arrivo di tappa non solo risulta più importante, ma anche più costoso.

Nel 2004, comunque, Novi aveva necessità di una importante manifestazione come il“Giro”, per far sapere al mondo sportivo che la città – già definita Università del Ciclismo – poteva offrire un grande museo, “dei Campionissimi”, che vanta la più grande esposizione permanente d’Europa, su oltre tremila metri quadrati. Inoltre l’occasione divenne anche una sorta di inaugurazione, in quanto l’anno precedente, il giorno 11 aprile 2003, l’apertura ufficiale del museo era stata rinviata coercitivamente a causa di una scossa di terremoto che aveva colpito la città.

Ingresso del Museo dei Campionissimi, 2004. 

Fu un momento drammatico: erano in corso i preparativi per l’inaugurazione del Museo e la sala del Centro fieristico, inaugurato l’anno precedente, era stata attrezzata per accogliere tutti gli inviati; i tecnici stavano provando gli impianti quando, alle ore 11,26, una scossa di magnitudo 4,8 della scala Richter mandò in fumo giorni di preparativi e quattrini già spesi per l’evento. Pertanto la tappa del Giro fu vista come una sorta di riscossa cittadina, e non a caso la sua partenza fu stabilita in viale dei Campionissimi, proprio di fronte al museo.

Novi, dunque, ospitava la sola partenza della seconda tappa del “Giro 2004”; i corridori dovevano percorrere 184 chilometri per raggiungere l’arrivo a Pontremoli, dove tagliò il traguardo Damiano Cunego; Maglia Rosa di quella giornata fu l’australiano Bradley McGee.

L’evento fu accompagnato da numerose manifestazioni in città. Dal primo maggio era iniziata “Vetrine in rosa”: i commercianti avevano allestito le vetrine dei negozi a tema, riferendosi al mondo della bicicletta e, in particolare, al Giro d’Italia. Il Museo dei Campionissimi, sabato primo maggio, aveva ospitato lo spettacolo “In punta di pedale”, curato dal Centro Danza di Roberta Borello, intrattenimento di musica, teatro e danza. Il fine settimana precedente alla partenza, nei locali del Museo, si tenne la manifestazione “Week end con gusto”, evento per la promozione dei prodotti tipici del territorio; sempre nei locali del Museo, il giorno di sabato 8 maggio, venne inaugurata la mostra “Storia del Giro d’Italia”, che esponeva una serie di pannelli messi a disposizione dal quotidiano rosa la“Gazzetta dello Sport”. E per l’occasione fu donata al museo la maglia di Campione d’Italia appartenuta al primo campionissimo del ciclismo, Costante Girardengo.

Domenica 10 maggio, presso il Centro Fieristico Dolci Terre di Novi, si svolse una gimkana, protagonisti i bambini, organizzata da “Progetto ciclismo”; nello stesso locale si tenne la manifestazione il “Giro delle Pro Loco”, rassegna enogastronomica che offriva ai visitatori la possibilità di gustare piatti tipici, cucinati dalle associazioni turistiche del novese; e sempre il Centro fieristico ospitava un’esposizione di biciclette da corsa. Però il momento più toccante delle varie manifestazioni si verificò il giorno della partenza, quando, alle ore 9,30, fu donata al Museo dei Campionissimi una bicicletta appartenuta a Marco Pantani, uno tra i più forti scalatori italiani, che aveva ottenuto 46 vittorie in carriera, registrando i migliori risultati nelle corse a tappe; l’atleta aveva vinto un Giro d’Italia, un Tour de France, la medaglia di bronzo ai mondiali in linea, e tuttonello stesso anno, il 1995. Il “pirata”era scomparso solo alcuni mesi prima, il 14 febbraio di quell’anno.

I ciclisti transitano in via Girardengo.

La carovana del “Giro” giunse in città nel tardo pomeriggio di domenica 9 maggio e in poche ore tutto era pronto per l’evento; in piazza Stefano Pernigotti (già piazza del Maneggio) furono ospitati i mezzi al seguito della corsa, in particolare le auto delle venti squadre, le famose “ammiraglie”; la zona del Museo dei Campionissimi era deputata a ricevere i corridori e la parte tecnica della corsa; alle 10,55 del lunedì si sarebbe svolta la punzonatura, momento fondamentale della gara, con la registrazione di ogni singolo atleta alla partenza.

Verso le 12,20 di quel lunedì i ciclisti mossero da viale dei Campionissimi, attraversarono il centro storico, per raggiungere il punto di partenza ufficiale, posto all’incrocio tra via Serravalle e la statale 35 bis dei Giovi (ove oggi vi è la grande rotatoria fronteggiante lo stabilimento DKC). Alle 12,25 fu alzata la bandiera che diede avvio alla corsa, e i ciclisti sfrecciarono in direzione Pontremoli.

La partenza del giro 2004 davanti al museo

2005. Il “Giro” transita per Novi

Nel 2005 il “Giro” transitò a Novi, in direzione Ovada, e da lì raggiunse il traguardo di Varazze: era la sedicesima tappa dell’88° Giro d’Italia. Il viale dei Campionissimi accolse i camper propagandistici e fu allestito un traguardo volante ufficiale; ai primi tre ciclisti che lo tagliarono furono assegnati 6, 4 e 2 secondi di abbuono, valevoli per la classifica generale. Al primo ciclista, inoltre, furono donate una targa del Museo e una bottiglia magnum da tre litri di vino cortese “Terre del Gavi”. A Varazze giunse primo il francese Christophe Le Mével, Maglia Rosa Paolo Savoldelli, il quale risultò poi vincitore della ottantottesima edizione del Giro d’Italia.

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