Seduta ad alta tensione quella del Consiglio comunale di Novi Ligure di martedì sera, culminata con la sospensione dei lavori per cinque minuti e con l’abbandono dell’aula da parte dei gruppi di minoranza, ad eccezione del consigliere del Movimento 5 Stelle Paolo Coscia.
Lo scontro si è consumato durante la discussione di un’interrogazione presentata dai gruppi di opposizione di centrodestra sul tema del diritto di informazione dei consiglieri comunali e sulle modalità di gestione dei lavori da parte della presidente del Consiglio comunale Teresa Mantero.
Dopo la risposta di Mantero, l’opposizione di centro destra ha degernerato in urla “belluine” (come è possbile ascoltare dalla registrazione del consiglio comunale, ) che hanno costretto la presidenza a sospendere temporaneamente la seduta. Al rientro in aula, i consiglieri di opposizione Poletto, Porta, Perocchio, Dolcino e Bertoli hanno deciso di abbandonare i lavori.
«Il confronto politico può essere anche acceso, ma non può mai tradursi in offese personali e professionali», ci ha dichiarato Mantero, aggiungendo che le espressioni utilizzate nei suoi confronti «non risultano chiaramente percepibili nella registrazione audio, ma chi era presente ha potuto cogliere il clima che si è venuto a creare».
La presidente ha però cercato di riportare il dibattito sul piano istituzionale, sostenendo di avere semplicemente applicato il regolamento comunale. Al centro della contestazione vi sarebbe la richiesta avanzata nella precedente seduta da alcuni consiglieri di introdurre temi non previsti all’ordine del giorno durante le comunicazioni del sindaco.
Secondo Mantero, consentire domande estemporanee durante quella fase dei lavori avrebbe creato «un precedente pericoloso», mettendo in discussione il principio della tassatività dell’ordine del giorno e il diritto dei consiglieri a conoscere preventivamente gli argomenti in discussione.
«L’ordine del giorno non è una formalità burocratica, ma una garanzia per tutti», ha spiegato la presidente, sottolineando come il regolamento serva a garantire «l’ordinato svolgimento dei lavori» e la possibilità per tutti i consiglieri di prepararsi adeguatamente sui temi trattati.
Mantero ha inoltre precisato che nella seduta di martedì l’interrogazione contestata era regolarmente iscritta all’ordine del giorno e che il sindaco era pronto a rispondere nel merito delle questioni relative a EGATO6 e al Parco Castello. Secondo la presidente, però, i gruppi di opposizione avrebbero preferito proseguire la polemica procedurale anziché consentire la risposta dell’amministrazione.
«Più volte ho invitato i consiglieri proponenti a consentire al sindaco di prendere la parola e rispondere nel merito dei quesiti posti», ha affermato. «Tuttavia, anziché favorire la risposta sui contenuti, si è preferito proseguire la polemica sulla gestione della seduta precedente».
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