Anche quest’anno la città di Ovada ha ricordato Peppino Impastato, nel giorno dell’anniversario della sua uccisione per mano mafiosa, avvenuta il 9 maggio 1978. Nella giornata di ieri l’amministrazione comunale ha deposto un mazzo di fiori nella piazzetta intitolata all’attivista e giornalista siciliano, simbolo della lotta alla mafia e dell’impegno civile contro ogni forma di sopraffazione.
Alla commemorazione erano presenti il vicesindaco Mario Esposito, l’assessore Sara Olivieri e una rappresentanza cittadina dell’Anpi.
«Ricordare Peppino Impastato è un dovere civico di ciascuno e in particolare di chi si occupa della cosa pubblica» sottolinea la nota diffusa dal Comune. «Peppino fu assassinato dalla mafia per le sue coraggiose battaglie civiche e il suo dissenso verso ogni logica di potere e sopruso. Un esempio per tutti noi».
Nato a Cinisi, in Sicilia, nel 1948, Peppino Impastato proveniva da una famiglia legata ad ambienti mafiosi, ma scelse fin da giovane di rompere con quel sistema, denunciando pubblicamente i boss del territorio attraverso l’attività politica, culturale e giornalistica. Celebre la sua esperienza con Radio Aut, emittente libera attraverso cui ironizzava e denunciava gli affari della mafia locale, in particolare quelli del boss Gaetano Badalamenti.
La notte tra l’8 e il 9 maggio 1978 venne assassinato. Per anni si tentò di far passare la sua morte come un attentato terroristico fallito o un suicidio, ma grazie all’impegno della famiglia, dei compagni e dei movimenti antimafia, la verità emerse: Impastato era stato ucciso da Cosa Nostra.
Oggi il suo nome continua a rappresentare un simbolo di libertà, partecipazione e resistenza civile contro le mafie.
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