L’Autorità Nazionale Anticorruzione torna a puntare l’attenzione sul fenomeno dei medici e infermieri «a gettone» nella sanità pubblica e, nel nuovo rapporto pubblicato a giugno 2026, dedica un passaggio particolarmente severo all’Asl di Alessandria.
Il report evidenzia come il ricorso ai gettonisti, nato durante l’emergenza Covid, non solo non si sia ridotto, ma abbia continuato a crescere a livello nazionale. Nel 2025 la domanda del Servizio sanitario nazionale per servizi di fornitura di personale medico e infermieristico ha raggiunto i 568 milioni di euro, superando complessivamente il miliardo di euro nel biennio 2024-2025.
Sul piano territoriale il Piemonte risulta tra le regioni che hanno speso di più per questo tipo di contratti, con 156,78 milioni di euro nel biennio considerato, preceduto soltanto da Sardegna e Lombardia.
Ma è soprattutto il capitolo dedicato all’attività di vigilanza dell’Anac a richiamare l’attenzione sulla provincia di Alessandria. L’Autorità ricorda infatti gli esiti di una visita ispettiva svolta presso l’Asl Alessandria, dalla quale è emerso «un sistematico ricorso ad appalti di servizi per reperire medici a gettone» per sopperire alle carenze di personale negli ospedali della provincia. Secondo l’Anac, tale situazione avrebbe portato «di fatto a una forma estrema di esternalizzazione che ha interessato interi reparti o linee di attività».
L’Autorità attribuisce il fenomeno a una cronica carenza di personale medico strutturato, aggravata dopo la pandemia e dall’elevato turnover, nonostante i tentativi di reclutamento tramite concorsi, mobilità e convenzioni con altri enti sanitari pubblici.
Nel documento vengono inoltre evidenziate diverse criticità nella gestione degli affidamenti. L’Anac parla di «non piena conformità degli affidamenti ai principi e alla normativa in materia», segnalando frazionamenti ripetuti delle procedure, carenze nella verifica dei requisiti degli aggiudicatari e dei professionisti impiegati, assenza di alcuni provvedimenti formali e una generale inadeguatezza dei dati pubblicati sul sito istituzionale dell’ente.
Le conclusioni del rapporto hanno immediatamente provocato una reazione politica. Il consigliere regionale del Partito Democratico Domenico Ravetti ha chiesto che la questione venga affrontata in Commissione Sanità.
«La relazione dell’Autorità Nazionale Anti Corruzione sul fenomeno dei gettonisti in sanità riguarda l’intero territorio nazionale. Ma Anac si sofferma su Asl Alessandria con giudizi inequivocabili. Parla di forme estreme di esternalizzazioni e di non piena conformità degli affidamenti ai principi e alla normativa in materia. Chiedo all’assessore, peraltro eletto in provincia di Alessandria, di relazionare in Commissione Sanità su quanto rilevato», afferma Ravetti.
La richiesta è indirizzata all’assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi, esponente di Fratelli d’Italia ed eletto nel collegio della provincia di Alessandria. Il confronto politico si annuncia particolarmente delicato, poiché le osservazioni dell’Anac riguardano non soltanto il ricorso ai gettonisti, ma anche le modalità con cui alcuni affidamenti sarebbero stati gestiti all’interno dell’azienda sanitaria alessandrina.
Il rapporto conclude auspicando un monitoraggio costante delle dotazioni organiche e l’adozione di misure strutturali capaci di ridurre il ricorso alle esternalizzazioni, garantendo nel contempo adeguati livelli di assistenza sanitaria.
clicca qui per il rapporto https://www.anticorruzione.it/documents/91439/391257415/Domanda+SSN+servizi+fornitura+personale+medico+e+infermieristico+-+Report+06.2026.pdf/b04663ac-2222-8c45-d3f3-755ffdfabf0b?t=1782203193077
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