La Lega esulta per lo stop definitivo al blocco della circolazione delle auto diesel Euro 5 in Piemonte. In un comunicato diffuso dopo la presentazione del nuovo Piano regionale della qualità dell’aria, il capogruppo alla Camera Riccardo Molinari parla di «stop definitivo ai divieti», definisce il provvedimento una «follia ideologica targata UE» e rivendica il ruolo del partito nell’aver prima rinviato e poi cancellato la misura.
«Grazie all’incessante lavoro della Lega in Regione Piemonte – afferma Molinari – è possibile cancellare definitivamente un provvedimento iniquo, che sarebbe andato a scapito delle fasce più deboli della popolazione».
La vicenda, tuttavia, presenta un elemento politico che merita di essere ricordato.
Il blocco dei diesel Euro 5, inizialmente previsto dal 1° ottobre 2025 nei territori del Bacino Padano, non era infatti stato introdotto da un precedente governo o direttamente dall’Unione europea, bensì dal decreto-legge n. 121 del 12 settembre 2023, approvato dal Governo guidato da Giorgia Meloni, con Matteo Salvini ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti.
Il decreto nasceva per dare attuazione agli obblighi derivanti dalle procedure europee per il superamento dei limiti di inquinamento atmosferico e prevedeva che le Regioni del Bacino Padano adottassero le limitazioni alla circolazione dei veicoli diesel Euro 5.
Successivamente, nel 2025, è stata ancora la Lega a promuovere un emendamento al Decreto Infrastrutture, firmato dallo stesso Molinari, che ha rinviato di un anno l’entrata in vigore del blocco e ha escluso dall’applicazione i Comuni con meno di 100 mila abitanti, lasciando alle Regioni la possibilità di adottare misure alternative.
Con il nuovo Piano della qualità dell’aria approvato dalla Regione Piemonte, amministrata dal centrodestra, quella possibilità è stata utilizzata per evitare definitivamente il blocco dei diesel Euro 5 attraverso misure compensative.
Da qui il paradosso politico della vicenda: la Lega oggi rivendica l’eliminazione di una misura che il Governo di cui faceva parte aveva introdotto nel 2023 per rispondere agli obblighi imposti dalle procedure europee sulla qualità dell’aria.
Nel comunicato, Molinari attribuisce la responsabilità della misura a una «follia ideologica targata UE». Dal punto di vista normativo, però, la sequenza è diversa: gli obblighi di riduzione dell’inquinamento derivano dalle sentenze della Corte di giustizia dell’Unione europea e dalle procedure d’infrazione aperte nei confronti dell’Italia, mentre la scelta di tradurre tali obblighi nel blocco dei diesel Euro 5 è stata compiuta dal Governo Meloni con il decreto-legge del settembre 2023. Il Ministro dei trasporti, allora come oggi, si chiama Matteo Salvini.
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