Alleanza Verdi e Sinistra torna a chiedere interventi concreti sul tema dell’inquinamento da PFAS in Piemonte, sostenendo che il tempo delle analisi e delle verifiche sia ormai terminato e che sia necessario passare alle decisioni politiche e amministrative.

In un comunicato diffuso dai vertici regionali e provinciali del movimento, vengono richiamate le recenti dichiarazioni del sindaco di Alessandria, Giorgio Abonante, e del sindaco di Montecastello, Gianluca Penna, considerate la conferma di una situazione ambientale che interessa un’area ben più vasta del solo sito industriale di Spinetta Marengo.

Secondo AVS, i monitoraggi effettuati negli anni hanno evidenziato la presenza delle sostanze perfluoroalchiliche non soltanto nell’aria, ma anche nelle acque, nei terreni, negli alimenti e nel sangue delle persone esposte. Da qui il richiamo alle parole del sindaco di Montecastello, che ha affermato come «non si può chiudere l’aria», frase che per il movimento rappresenta efficacemente la condizione vissuta dalle comunità della Fraschetta.

Nel documento viene espresso sostegno alle richieste avanzate dal comitato “Ce l’ho nel sangue”, secondo cui l’urgenza attuale non consiste nel raccogliere ulteriori prove, ma nell’attuare misure concrete. Per AVS le priorità devono essere due: da un lato la tutela sanitaria delle popolazioni esposte, attraverso programmi di prevenzione e monitoraggio; dall’altro la riduzione delle emissioni industriali fino all’obiettivo dichiarato di «zero PFAS nell’ambiente».

Il movimento ricorda inoltre le interrogazioni e gli atti presentati in Consiglio regionale per chiedere chiarimenti sul rinnovo dell’Autorizzazione Integrata Ambientale, sul futuro delle produzioni dello stabilimento di Spinetta Marengo e sul confronto in corso con Solvay nell’ambito del procedimento relativo al presunto disastro ambientale.

Nel comunicato viene chiamata direttamente in causa la Regione Piemonte, invitata a mettere la salute pubblica al centro delle proprie scelte. In particolare, AVS richiama le recenti dichiarazioni dell’assessore regionale Federico Riboldi, che aveva indicato come priorità lo stop ai PFAS e le bonifiche dei territori contaminati. «È arrivato il momento di tradurre le parole in atti, decisioni e iniziative politiche conseguenti», affermano gli esponenti del movimento.

Un passaggio è dedicato anche all’attività dell’eurodeputata Cristina Guarda, impegnata a portare il tema PFAS all’attenzione delle istituzioni europee insieme ai cittadini dei territori interessati.

AVS chiede infine una normativa nazionale specifica che preveda limiti più severi alle emissioni industriali e una progressiva eliminazione degli usi non essenziali di queste sostanze, sostenendo che l’Italia stia accumulando ritardi rispetto ad altri Paesi europei.

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Di Moscone

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