Sulla vicenda della pista di atletica dello stadio Girardengo, dopo la risoluzione del contratto con la ditta appaltatrice, intervengono il Partito Democratico di Novi Ligure e il sindaco Rocchino Muliere, respingendo le critiche arrivate dal centrodestra e rivendicando l’operato dell’Amministrazione comunale.
Il Pd parla di «ennesimo, scomposto tentativo del centrodestra locale di mistificare la realtà e fare sciacallaggio politico sulla pelle della comunità». Secondo i democratici, le condizioni per la rinascita della pista sarebbero state create dal centrosinistra, attraverso un bando e l’accensione di un mutuo, mentre il centrodestra, quando era alla guida della città, avrebbe bloccato l’attuazione dell’opera.
Al centro della polemica c’è anche il tema dell’assegnazione degli appalti. Il Pd sottolinea che, sopra determinate soglie economiche, la competenza per l’affidamento non è direttamente del Comune: «I Comuni non scelgono le ditte a piacimento; sono le prime vittime quando i meccanismi di assegnazione centralizzati mostrano le proprie falle». Da qui l’attacco al governo nazionale: se Lega e alleati cercano responsabilità, sostiene il Pd, devono guardare «a Roma» e non a Palazzo Dellepiane.
Sulla stessa linea il sindaco Muliere, che definisce la risoluzione del contratto «una decisione drastica ma inevitabile», assunta a seguito dei «gravi e ingiustificati ritardi» accumulati dall’impresa. Il cantiere era stato consegnato ad aprile, ma fin dalle prime fasi sarebbero emerse criticità. Dopo una formale diffida rimasta senza esito, il Comune ha scelto di interrompere il rapporto per tutelare l’opera e la comunità.
Muliere respinge quindi le accuse dell’opposizione: «Dispiace notare come Lega e centrodestra locale cerchino di sfruttare questi intoppi burocratici per fare pura propaganda e disinformazione, dimenticando che quando erano al governo della città avevano bloccato il progetto non ritenendolo prioritario».
Il primo cittadino rivendica la tempestività dell’azione amministrativa e punta il dito contro le rigidità della normativa nazionale sugli appalti, che limiterebbe i poteri di scelta e controllo diretto dei Comuni. Ora l’obiettivo è far scorrere la graduatoria della gara e affidare il cantiere a una nuova impresa, per restituire al più presto agli sportivi novesi una pista moderna e adeguata.
«La trasparenza e la tutela di Novi Ligure vengono prima di qualsiasi polemica», conclude Muliere.
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