Sabato 11 luglio sarà una giornata dal forte valore simbolico per il Novese. Da una parte riaprono due luoghi identitari del territorio, il Parco Castello di Novi Ligure e il Forte di Gavi; dall’altra resta però sbarrata una delle arterie più importanti che collega direttamente le due località, la strada provinciale 158 della Lomellina (nella foto).
Un intreccio di eventi che racconta, nello stesso giorno, il volto di un territorio che investe nella valorizzazione del proprio patrimonio storico e turistico ma che continua a fare i conti con criticità infrastrutturali ancora irrisolte.
Dopo oltre due anni e mezzo di cantiere, Novi Ligure restituisce ai cittadini il Parco Castello, completamente riqualificato grazie ai fondi del PNRR. Il parco riaprirà ufficialmente sabato 11 luglio e sarà accessibile tutti i giorni dalle 6 alle 22. Gli interventi hanno interessato il recupero delle mura storiche, del Bastione, della scalinata di salita Ravazzano Santo, la sistemazione del verde, dei percorsi, dell’illuminazione, dei giochi per bambini, dell’area calisthenics, dei servizi e delle aree panoramiche. Alcune lavorazioni secondarie saranno completate nelle prossime settimane senza impedire la fruizione dell’area.
Nello stesso giorno, anche il Forte di Gavi apre una nuova pagina della propria storia. L’evento “Forte 4.00” celebra infatti i quattrocento anni dall’avvio della trasformazione dell’antico castello medievale nella fortezza seicentesca e inaugura un nuovo percorso di valorizzazione del monumento, con spazi rinnovati, un’esposizione permanente, tecnologie digitali, visite guidate, mostre, degustazioni e uno spettacolo finale di luci e suoni.
Due appuntamenti che rafforzano l’offerta culturale e turistica dell’intero territorio, valorizzando due dei suoi luoghi più rappresentativi.
A fare da contraltare a queste inaugurazioni, però, resta la situazione della strada provinciale 158 della Lomellina, il collegamento più diretto tra Novi e Gavi, ancora chiuso per il cedimento del corpo stradale causato da un movimento franoso. La strada è interdetta al traffico dal marzo 2025 e, nonostante la Provincia abbia approvato il progetto esecutivo e avviato le procedure per l’affidamento dei lavori, il collegamento non è ancora stato riaperto. Su “La Stampa” di ieri l’assessore provinciale alla viabilità, Giacomo Perocchio, ha dichiarato che l’obbiettivo della Provincia e quello di riaprire a senso unico alternato entro il periodo della vendemmia. Staremo a vedere.
Intanto, con l’apertura del parco Castello di Novi si placheranno – forse – le polemiche che da mesi il centro destra cittadino lancia circa i ritardi dell’apertura del parco e il rischio di perdita dei finanziamenti. Forse, hanno dedicato troppa attenzione al lavoro altrui e hanno finito di dimenticare il proprio.
A onor del vero, occorre ricordare che la richiesta di 3,5 milioni di euro per il recupero del parco castello fu avanzata dall’amministrazione guidata dal sindaco Cabella (e non da Muliere, che ha spesso fatto capire che forse quella cifra poteva essere indirizzata diversamente) così come occorre ricordare che i ritardi dei lavori, dovuti alla ditta incaricata, sono conseguenti all’appalto gestito dalla provincia stessa e non dal comune.
Il risultato è un evidente paradosso: mentre Novi e Gavi inaugurano due importanti interventi di recupero del patrimonio storico e monumentale, cittadini e visitatori continuano a dover percorrere itinerari alternativi passando da Serravalle Scrivia per spostarsi tra le due località.
Un dettaglio che rischia di pesare proprio in una giornata pensata per richiamare pubblico e turisti e che ricorda come la valorizzazione del territorio passi non solo attraverso il recupero dei suoi beni culturali, ma anche dalla piena efficienza della rete viaria che li collega.
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