Per quanto me lo riproponga almeno una volta alla settimana, non riesco proprio ad astenermi dal dare almeno un’occhiata ai social e, per quanto riguarda Novi, ad un social che ha grandissimo seguito. Ora questo social si sta spostando da piazza di liberi commenti, sia pur incontrollata, a portavoce di una posizione politica nazionale chiaramente identificabile (che non può coincidere, dati elettorali alla mano, con quella della maggioranza degli oltre 30 mila iscritti al gruppo) e che spesso, non provando neppure a correggere gli errori di chi interviene non avendo tutte le informazioni, mi genera l’orticaria. (“Non ti piace? Esci dal gruppo” la replica la conosco già, non occorre scrivermela).

Ma stiamo ai fatti e al tema sopra indicato.

Nei giorni scorsi quella pagina Facebook ha lanciato un sondaggio sulla produzione di rifiuti indifferenziati. 

Sondaggio che annunciava già la conclusione, in quanto in premessa si leggeva “A Novi Ligure gli svuotamenti gratuiti del secco sono pochissimi” e si aggiungeva “Una famiglia arriva facilmente a 24 svuotamenti all’anno”.

Detto tutto questo, i risultati, per il mio ruolo pubblico, m i interessano e li ho esaminati.

Intanto, ad oggi le risposte sono state 293. Ammesso che siano tutti novesi, il che non è provato (la prima domanda di un sondaggio con un minimo di pretesa di significatività doveva essere: “sei un utente del servizio di Gestione ambiente, regolarmente registrato?; impedendo di proseguire a chi avesse risposto no), in ogni caso il sondaggio ha avuto risposte da circa 1 novese ogni 100. 

Dalla lettura delle risposte e dei commenti è evidente che in molti casi la regola degli svuotamenti inclusi in tariffa (numero componenti della famiglia + 1) è stata mal compresa da questi cittadini, che hanno un bidoncino piccolo da 30 litri, mentre il numero si riferisce al bidone alto, da 120 litri. Gli svuotamenti calcolati in bidoni piccoli sono 4 volte i componenti della famiglia + 4. Quindi un single ha 8 svuotamenti, una famiglia di 3 persone ne ha 16. 

Sono numeri che, a parte situazioni molto particolari su cui tornerò, sono praticamente impossibili da raggiungere anche con una raccolta differenziata fatta in modo superficiale.

Per chi non lo avesse letto, ecco una sintesi delle risposte. Malgrado l’equivoco possibile tra bidone da 120 e bidoncino da 30 litri, la stragrande maggioranza delle risposte (70 su 100) dichiara svuotamenti nella fascia più bassa, che nel questionario era “fino a 10”. Seguono 11-20 svuotamenti con il 16%, 21-24 con il 5% e oltre 24 con il 7%. Ma ripeto, non si capisce (o si capisce anche troppo bene) se a tutti era chiaro che dovevano tradurre in bidoni da 120 litri perché quelli piccoli contano un quarto. 

E veniamo ai casi particolari: famiglie con neonati, famiglie con componenti che per età o malattie utilizzano pannoloni, famiglie che ospitano animali domestici.

A questo proposito, ricordo che il comune di Novi (diversamente da alcuni altri comuni della zona) ha deciso anche quest’anno di farsi carico del costo dello svuotamento dei bidoncini sanitari (pannolini e pannoloni per adulti) che Gestione Ambiente, per legge, deve addebitare e lo fa con una tariffa al 50%, ma che il comune rimborsa a Gestione Ambiente stessa. Tutto questo costa ogni anno circa 100 mila euro ed è una scelta sociale a favore di malati e famiglie con neonati.

Per quanto riguarda traverse e lettiere per animali, oltre alla possibilità di un conferimento settimanale gratuito al centro di raccolta, aperto mattino e pomeriggio anche il sabato, si segnala che esistono sabbie biodegradabili che possono essere smaltite senza produrre rifiuti. 

Porre invece a carico di tutti i costi relativi a questi rifiuti quando non rientrano nel limite indicato non ci è sembrato al momento equo. 

Qui si potrebbe aprire un bell’approfondimento sul bilancio comunale, per spiegare come non tutto ciò che “sarebbe bello fare” è possibile. 

L’amministrazione fa delle scelte ed è stata eletta per farle. 

Coprire altre spese di gestione rifiuti anziché porle a carico del produttore del rifiuto stesso, oltre ad essere incoerente con i principi europei e nazionali in argomento, costringerebbe a tagliare altre forme di intervento che riteniamo siano da privilegiare. La coperta è corta, come si suol dire.

Per fare due esempi: le spese per riscaldare le palestre nelle quali i nostri ragazzi praticano sport o ancora l’assistenza alle autonomie dei portatori di handicap nelle scuole della città. Per quest’ultima forma di intervento sociale, lo stato riconosce al comune meno di 50 mila euro e il comune insieme con il CSP integra per raggiungere una spesa che si avvia ad essere dieci volte tanto. 

Si devono fare necessariamente delle scelte. L’attuale amministrazione ha compiuto scelte orientate ai più fragili. E se ne assume la responsabilità.

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Un pensiero su “Raccolta differenziata: sondaggi o fumo negli occhi?”
  1. Il problema è che novi è piena di depensanti gli vanno dietro come le galline nel pollaio

I commenti sono chiusi.

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