«Progettare nuovi inceneritori nel 2026 è antistorico come voler produrre locomotive a carbone». Con queste parole Europa Verde – Verdi interviene nel dibattito sulla realizzazione di un nuovo impianto per lo smaltimento dei rifiuti in Liguria, schierandosi al fianco dei cittadini della Val Bormida, dei sindaci contrari al progetto, della Provincia di Cuneo e dei comitati genovesi.

Al centro delle argomentazioni degli ambientalisti c’è anche la proposta presentata il 17 luglio dalla Commissione europea per includere l’incenerimento dei rifiuti nel sistema europeo di scambio delle quote di emissione EU ETS a partire dal 2031, con la piena applicazione prevista dal 2034.

Secondo Europa Verde, questo passaggio comporterebbe per gli inceneritori un costo aggiuntivo stimabile in circa 45 euro per tonnellata, da sommare agli attuali costi di trattamento indicati dal partito tra 130 e 180 euro a tonnellata. Una prospettiva che, sostengono i Verdi, renderebbe l’incenerimento ancora meno conveniente e potrebbe avere conseguenze anche sulla TARI pagata dai cittadini.

Il comunicato insiste soprattutto sull’impatto climatico di questi impianti. Secondo Europa Verde, l’energia prodotta attraverso l’incenerimento dei rifiuti comporterebbe emissioni di anidride carbonica per megawattora circa doppie rispetto a quelle del metano, arrivando a livelli paragonabili a quelli delle centrali a carbone.

Gli ambientalisti ricordano inoltre come già nel 2019 l’Unione europea avesse negato alla Serbia il finanziamento per la costruzione di un inceneritore, inserendo la questione nel più ampio percorso europeo verso la riduzione delle emissioni e il potenziamento del riciclo.

Europa Verde concentra poi l’attenzione sulla situazione ligure. Richiamando i dati del Catasto nazionale dei rifiuti di ISPRA, sottolinea come la Liguria si trovi all’ultimo posto tra le regioni del Nord Italia per percentuale di raccolta differenziata e come Genova sia il fanalino di coda tra le province liguri.

Nel 2024, secondo i dati riportati nel comunicato, in Liguria sarebbero state prodotte 334 mila tonnellate di rifiuto indifferenziato residuo. Una quantità che, sostengono i Verdi, potrebbe diminuire drasticamente migliorando la raccolta differenziata: scenderebbe a circa 176 mila tonnellate raggiungendo livelli di efficienza analoghi a quelli dell’Emilia-Romagna e a 91 mila tonnellate prendendo come riferimento la provincia di Treviso.

Per Europa Verde proprio questi numeri metterebbero in discussione la sostenibilità economica di un nuovo inceneritore, che avrebbe bisogno di quantità elevate e costanti di rifiuti per funzionare senza diseconomie.

Il partito contesta anche l’argomento secondo cui la presenza di un termovalorizzatore consentirebbe automaticamente di abbassare la tassa sui rifiuti. Porta come esempio Genova e La Spezia: entrambe prive di inceneritore, ma con livelli tariffari molto differenti. Secondo i Verdi, dunque, a incidere maggiormente sui costi sarebbe l’efficienza dell’intero sistema di raccolta e gestione dei rifiuti, piuttosto che la presenza o meno di un impianto di incenerimento.

C’è infine la questione dei tempi. Europa Verde stima in circa sette anni il periodo che intercorre tra la pubblicazione di un bando e l’entrata in funzione di un inceneritore in Italia. Un impianto progettato nel 2026, sostengono gli ambientalisti, diventerebbe quindi operativo quando il nuovo regime europeo sulle emissioni sarebbe già entrato in vigore, trovandosi a sostenere fin dall’inizio i relativi costi della CO2.

«Incenerire i rifiuti è ambientalmente sbagliato ed economicamente svantaggioso», affermano i firmatari del documento, definendo il nuovo impianto «una soluzione obsoleta» e sostenendo che la strada da percorrere debba essere invece quella della riduzione dei rifiuti, della raccolta differenziata e del riciclo.

Il comunicato è firmato da Simona Simonetti, coportavoce ligure di Europa Verde – Verdi, Mauro Trombin, coportavoce piemontese, Marco Brescia, coportavoce della provincia di Savona, e Maurizio Battegazzore di Europa Verde – Verdi della provincia di Cuneo.

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Di Moscone

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