Non è la prima volta che i luoghi della memoria partigiana di Cantalupo Ligure diventano teatro di scritte legate alle tensioni politiche del presente. L’ultimo episodio ha come bersaglio Mara Scagni, ex sindaca di Alessandria e componente della segreteria provinciale dell’Anpi, definita «fascista» da una scritta comparsa nell’area della Stele di Pertuso.
Il fatto ha provocato la dura reazione del Partito Democratico provinciale. Il segretario Giorgio Laguzzi ha espresso solidarietà a Scagni sottolineando come il gesto, oltre a colpire personalmente l’ex Sindaca, «infanga un luogo simbolo della Resistenza».
L’episodio arriva a pochi giorni dalla commemorazione dell’82° anniversario della Battaglia di Pertuso, celebrata domenica 30 agosto. Proprio Mara Scagni era intervenuta alla cerimonia insieme ai rappresentanti delle istituzioni e delle associazioni partigiane.
Ma per comprendere meglio quanto accaduto occorre tornare indietro di poco più di un anno.
Nel febbraio 2025 erano infatti apparse altre scritte nei pressi della stele dedicata a Fëdor Poletaev, il soldato sovietico che, dopo essere fuggito dalla prigionia tedesca, si unì ai partigiani della Val Borbera e morì combattendo a Cantalupo il 2 febbraio 1945.
In quell’occasione il muro che delimita l’area era stato dipinto con i colori giallo e blu della bandiera ucraina. Erano comparse le frasi «libera Fedor» e «stand whit ukraine», quest’ultima con l’errore ortografico presente nella scritta originale.
Contemporaneamente, nei pressi del cimitero di Cantalupo Ligure, erano comparsi altri messaggi: «Guerra alla guerra di Putin», «Fascisti russi fuori dalla valle» e «Fedor è vivo i morti siete voi».
La vicenda aveva avuto un seguito alcuni mesi dopo. Nel luglio 2025 il muro presso il monumento a Poletaev era stato riverniciato di grigio da un gruppo di persone nel quale figuravano la console generale russa a Genova Maria Vedrinskaya, il consigliere provinciale e consigliere comunale di Novi Ligure Giacomo Perocchio e la stessa Mara Scagni.
Scagni partecipava all’iniziativa anche nella sua veste di presidente di RY.AL.GE, associazione che prende il nome da Ryazan, Alessandria e Genova e che mantiene rapporti legati alla memoria di Poletaev.
La presenza della rappresentante diplomatica russa in Val Borbera aveva già suscitato polemiche. Nel 2023 il Comune di Cantalupo aveva scelto di non partecipare a una cerimonia alla quale era stata invitata la console russa, spiegando che, nel pieno della guerra in Ucraina, un’amministrazione comunale non poteva ignorare la posizione assunta dal governo italiano nei confronti della Russia.
A distanza di un anno, dunque, le scritte tornano nei luoghi simbolo della Resistenza della Val Borbera, ma questa volta il bersaglio è proprio Mara Scagni, che nel 2025 aveva contribuito a cancellare quelle precedenti.
Non ci sono al momento elementi per attribuire i due episodi alle stesse persone o per stabilire un collegamento diretto tra le scritte del 2025 e quella comparsa in questi giorni. La successione degli avvenimenti evidenzia però come i monumenti dedicati alla Resistenza e alla figura di Poletaev siano diventati, negli ultimi anni, anche uno dei luoghi nei quali si riflettono le contrapposizioni provocate dalla guerra tra Russia e Ucraina.
Una sovrapposizione tra memoria storica e conflitti contemporanei particolarmente delicata in Val Borbera, dove il ricordo della lotta partigiana conserva un significato profondo e dove la figura del sovietico Poletaev rappresenta da decenni uno dei simboli della Resistenza locale.
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