Elezioni politiche, la guida al voto

Domenica 25 settembre seggi aperti per il rinnovo del parlamento italiano dalle ore 7 alle ore 23. Milioni di italiani sono chiamati a dire la loro. Ma per cosa si vota, e come? 

Si vota per il rinnovo della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica Italiana, con il sistema elettorale denominato “Rosatellum” (dal nome del primo firmatario della legge elettorale, Ettore Rosato) che prevede l’elezione di 400 Deputati e 200 Senatori con un metodo misto uninominale maggioritario e plurinominale proporzionale. 

Per la Camera, il numero di deputati da eleggere è di 400, dei quali 8 eletti nella circoscrizione estero. I 3/8 dei seggi (146 seggi) sono assegnati nei collegi uninominali, con formula maggioritaria, in cui è proclamato eletto il candidato più votato. Fatto salvo quello della Val d’Aosta che è costituita in un unico collegio uninominale, i restanti 245 seggi sono attribuiti con metodo proporzionale a livello nazionale in 49 collegi plurinominali.

Per il Senato, il numero di senatori da eleggere è di 200, di cui 4 nella circoscrizione estero. I 3/8 dei seggi (67 seggi) sono assegnati nei collegi uninominali, con formula maggioritaria, in cui è proclamato eletto il candidato più votato. Fatti salvi i collegi uninominali delle regioni che eleggono un solo senatore (Valle d’Aosta) e quelli del Trentino-Alto Adige (che elegge 6 senatori solo con sistema uninominale), i restanti 122 seggi sono assegnati, in ciascuna regione, nell’ambito di 26 collegi plurinominali, con il metodo proporzionale dei quozienti interi e dei maggiori resti, tra le liste e le coalizioni di liste che hanno superato la soglia di sbarramento.

L’ultima riforma costituzionale ha deciso una drastica riduzione del numero dei parlamentari, modificando gli articoli 56 e 57 della Costituzione, passando dagli attuali 630 a 400 deputati e dagli attuali 315 a 200 senatori.

Ma come funzionano i due sistemi? Nel sistema uninominale, per ogni collegio elettorale viene eletto un solo candidato, cioè quello che ha preso più voti. Nel sistema proporzionale, il numero di eletti viene calcolato in base al numero di voti che ogni lista ha preso, se ha superato la soglia di sbarramento del 3%. 

Ma in ogni caso non è possibile esprimere preferenze, cioè scrivere il nome del candidato che si ritiene di votare: anche nel sistema proporzionale si parla di “liste bloccate”, in quanto sono state presentate liste di 4 nomi per ogni partito. In base dei voti presi, verrà eletto, solo il primo, oppure i primi due, e via dicendo. 

Il sistema elettorale premia le coalizioni, più che i singoli partiti. La quota di uninominale vedrà favoriti i candidati che sono sostenuti da più partiti. Per questo motivi i sondaggisti hanno facile gioco a prevedere la vittoria del centro destra, visto che i suoi candidati sono sostenuti da Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia. 

In che modo si vota:

L’elettore riceverà due schede, una per la Camera e una per il senato. Egli potrà esprimere il proprio voto mettendo una croce sul partito (in questo modo il voto andrà sia alla lista proprozionale, che al candidato dell’uninominale) oppure solo sul candidato dell’uninominale (in questo modo i voti verranno ripartiti in proporzione per le liste collegate al proporzionale). Non è possibile il voto disgiunto, cioè mettere una preferenza per un candidato uninominale e un’altra preferenza per una partito nel proporzionale non collegato alle liste che sostengono il candidato uninominale. Per spiegarci meglio: possiamo votare Salvini all’uninominale, e la Lega al proporzionale, ma non possiamo votare Letta all’uninominale e Fratelli d’Italia al proporzionale. 

Chi può votare?

Possono votare tutti i cittadini italiani che hanno conseguito la maggiore età sia per la camera che per il senato. È la prima volta che i 18 possono votare per il senato; fino ad oggi per votare al senato occorreva aver compiuto 25 anni. 

Per votare occorre presentarsi nel proprio seggio con la scheda elettorale (se non la trovate più andate in comune) e un documento di identità. Il numero del seggio in cui votate è scritto sulla tessera elettorale. 

Non si vota solo in Italia: sono 4.871.731 gli elettori italiani residenti all’estero secondo quanto risulta dagli elenchi provvisori predisposti dal ministero dell’Interno, inviati al ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale per le verifiche di competenza. 

Per quanto riguarda la loro distribuzione geografica, la maggior parte si trova in Europa (2.645.030). Seguono America Meridionale (1.535.804), America Settentrionale e Centrale (437.802) e Africa, Asia, Oceania e Antartide (253.095). Le operazioni di voto all’estero sono già cominciate. 

Per sapere proprio tutto sul funzionamento del seggio, ecco la guida ufficiale del Ministero dell’Interno per le operazioni di seggio (con tutte le indicazioni anche per i rappresentanti di lista): https://dait.interno.gov.it/documenti/pubb_03_politiche_ed.2022.pdf

Se invece volete sapere tutte le liste e tutti i candidati in tutti i collegi, andate qui https://dait.interno.gov.it/elezioni/trasparenza/elezioni-politiche-2022



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andrea vignoli

Giornalista, scrittore, insegnante.

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