I pendolari novesi chiamano in causa Lombardia e Liguria per i treni

Il Presidente del Comitato Pendolari Novesi, Andrea Pernigotti, ha diffuso due comunicati stampa per riportare due importanti iniziative del comitato. Nel primo, preparato insieme alle associazioni e comitati pendolari della Lombardia, per richiedere la convocazione dei tavoli tecnici lombardi (“tavoli di quadrante”) dovuti a norma di legge regionale e di regolamento Trenord nei rapporti con le associazioni, ma non più convocati dall’autunno del 2019 con la “scusa” del Covid.

Il secondo comunicato informa della lettera congiunta scritta dalle associazioni e comitati di pendolari della Liguria, insieme ad Associazione Pendolari Novesi, al nuovo assessore ai trasporti della Liguria, Augusto Sartori, affrontando subito alcuni temi sul trasporto pubblico.

1 – Richiesta di convocazione dei tavoli tecnici.

con la presente, in qualità di Rappresentanti dei Viaggiatori alla Conferenza del TPL e di Rappresentanti dei Comitati accreditati in Regione, i sottoscritti chiedono la convocazione dei Tavoli Territoriali di Quadrante. Come a voi noto, secondo la prassi consolidata e dettagliata nell’art. 28 del Contratto di Servizio con Trenord, sono previste due sessioni annuali di tali tavoli di confronto, da tenersi per ognuno dei quadranti geografici di riferimento in cui è stato suddiviso il territorio regionale, che sono pari a quattro.

Segnaliamo che, poiché l’ultima sessione di detti tavoli si è tenuto nel novembre 2019, da allora Regione Lombardia e Trenord non hanno adempiuto a quanto previsto dall’art. 28 sopra citato, neppure con modalità da remoto. Come richiamato dal Contratto di Servizio, le consultazioni obbligatorie con le Associazioni dei Consumatori e dei Pendolari, cui la prassi sopra richiamata consente di ottemperare, sono effettuate ai sensi dell’art. 2, comma 461 della Legge 24 dicembre 2007, n. 244. Tale norma stabilisce anche i contenuti della Carta della Mobilità di Trenord, nella quale sta scritto che l’Azienda “favorisce le occasioni di confronto, valuta le critiche, le proposte e i suggerimenti dei Clienti, delle Associazioni dei Consumatori e dei Comitati dei Pendolari”.

Si fa presente che, agli scriventi, non sono state comunicate altre modalità con le quali Trenord e Regione intendono assolvere pienamente all’obbligo di consultazione, definito dalla L. 244, o come intendono assicurare la possibilità per ogni singolo cittadino, di presentare osservazioni e proposte in merito all’adeguatezza dei servizi erogati.

2 – Comitati e Associazioni chiedono al nuovo Assessore ai Trasporti discontinuità con il passato

Abbiamo inviato una lettera al nuovo Assessore ai Trasporti della Regione Liguria per augurargli buon lavoro e chiedere una discontinuità con la gestione del passato. L’occasione è anche offerta dalla convocazione del tavolo tecnico del 1° dicembre, auspicando, già a partire della stessa organizzazione e conduzione dei tavoli, un segnale di cambiamento. E’ necessario infatti che i tavoli tecnici siano convocati con adeguato anticipo, soprattutto quando essi sono relativi a questioni quali il cambio orario, di cui sono note da anni le tempistiche.

Ma ancora più importante è la funzione che i tavoli tecnici dovrebbero svolgere, quella di reale condivisione delle scelte con i diretti interessati, che sono gli utenti, mentre è diventata prassi consolidata che i tavoli siano il luogo dove vengono semplicemente comunicate decisioni già prese da RFI e Trenitalia e su cui in pratica non è possibile incidere, trovandosi di fronte a variazioni alla circolazione che vengono effettuate in modo totalmente imprevedibile, comunicate o trasmesse con scarsissimo anticipo.

Auspichiamo nei tavoli così come nella pianificazione del servizio, un ruolo di sostegno verso gli utenti da parte della Regione e non di accettazione delle scelte fatte o dal gestore dell’infrastruttura o dall’impresa ferroviaria, perché questo è sfortunatamente quanto si è percepito durante la gestione dell’Assessore Berrino, da cui non è arrivato in passato quel sostegno che i pendolari si sarebbero aspettati. Ma il punto non sono solo i tavoli tecnici, ma più in generale le scelte sul servizio, e la pianificazione nel suo complesso. Siamo tra l’altro di fronte a problematiche che possono variare nello specifico da tratta a tratta, ma hanno come comun denominatore il fatto che spesso si trascinano da anni, se non da decenni.

Le carenze di servizio e i “buchi” di orario, variano da caso a caso, ma sono comuni a tutte le tratte: che sia il servizio invernale insoddisfacente nell’estremo levante e nelle Cinque Terre o i costanti “buchi” d’orario nel Ponente, che sia il cadenzamento mancato sulla Genova-Acqui o i vuoti di servizio sulla Genova-Busalla, che sia il problema di località “minori” che hanno un servizio carente o l’attestamento dei Regionali veloci a Genova Principe invece a che a Genova Brignole.

Altro comun denominatore sono i tempi di percorrenza che invece di ridursi si sono sempre più dilatati nel corso degli anni a parità di fermate effettuate, e si potrebbe continuare ancora con l’informazione inadeguata e quasi mai tempestiva, se non del tutto assente, con i ritardi e disservizi che a volte si protraggono per settimane senza alcuna spiegazione o con l’impossibilità (a quanto pare) di avere temperature accettabili (né troppo fredde né troppo calde) a bordo treno.

A monte di tutto ciò le scelte da noi più volte contestate del Contratto di Servizio con Trenitalia, che ha già portato e porterà sempre di più incrementi delle tariffe senza incremento del servizio e come contropartita materiale rotabile nuovo in gran parte non adeguato a svolgere un servizio in Liguria (e in grande parte non utilizzabile a Ponente) e che rimarrà comunque di proprietà di Trenitalia, pur essendo finanziato con gli aumenti tariffari pagati dagli utenti. Si deve poi parlare della stessa mancanza di trasparenza del contratto, cosa che non accade in altre regioni.

E per concludere si deve far riferimento agli interventi fatti da RFI, che hanno prodotto negli anni con l’eliminazione dei binari di precedenza e di incrocio, avvenuti dappertutto in Liguria, un progressivo irrigidimento e impoverimento delle linee. Su tutto quanto sopra, oltre che sulla gestione dei tavoli tecnici, abbiamo chiesto al nuovo Assessore un segnale di discontinuità da troppo tempo atteso, che sarebbe certamente positivo non solo per i pendolari e gli attuali utenti ma più in generale per la stessa economia e qualità ambientale dei territori, nell’ottica di un comune obiettivo di miglioramento del servizio.

Foto credits: littorina.net

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Associazione Pendolari Novesi

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