Crisi in comune, ora cosa succede?

L’antefatto: il segretario cittadino di Forza Italia, Giuseppe Rapisarda, dichiara a Panorama di Novi che Bertoli dovrebbe dimettersi. Lunedì pomeriggio, nella riunione dei capigruppo, Marco Bertoli dichiara che il suo gruppo consiliare è ora da iscriversi tra i gruppi di opposizione. 

Facciamo i conti per capire i nuovi equilibri di forze all’interno del consiglio comunale. Innanzitutto, per onor del vero occorre dire che il gruppo “solo Novi” ufficialmente non esiste. I tre fuoriusciti (Bertoli, Sabbadin e Bonvini) hanno data vita al gruppo ma il regolamento del consiglio comunale specifica che chi lascia il gruppo in cui è stato eletto, confluisce nel gruppo misto. Quindi, il gruppo misto è composto da 5 consiglieri: oltre ai tre di “soloNovi” anche Luciano Saracino (il primo fuoriuscito dalla Lega) e Francesca Chessa, che ha lasciato forza Italia. In teoria Saracino e Chessa avrebbero voluto costituire il gruppo di Fratelli d’Italia, ma sempre per il regolamento non è stato possibile. E pare comunque che oggi Chessa non sia più iscritta a Fratelli d’Italia. 

Comunque, i tre consiglieri di “solo Novi” si vanno ora ad aggiungere ai 6 che all’opposizione sono stati messi dal risultato delle elezioni di tre anni fa: i 5 Dem più Lucia Zippo del Movimento 5 stelle. In maggioranza restano i sicuramente i 4 della Lega (Perocchio, Gatti, Baruffa e Pelanda), più il sindaco Cabella e il presidente del consiglio Oscar Poletto. Ad essi, visto che non si hanno notizie contrarie, è necessario aggiungere Chessa e Saracino.  Quindi, fatte le somme, abbiamo 9 consiglieri di opposizione e 8 di maggioranza. 

Ora cosa succederà? 

Innanzitutto, nel primo consiglio comunale utile (sedute fissate per il 19 e il 27 aprile), Bertoli dovrà dare comunicazione ufficiale e quindi si aprirà il dibattito tra i consiglieri, che immaginiamo che sarà particolarmente vivace. Anche perché Bertoli ha la delega del sindaco sull’area Z3 e sui rapporti con SportinNovi. Passando all’opposizione queste deleghe non può più tenerle. 

E poi? 

La normativa prevede che il sindaco cada in caso di voto contrario (per due volte consecutive) sul bilancio. Quindi, al prossimo voto sul bilancio di previsione (scadenza fissata per legge il 31 maggio) o sul bilancio consuntivo potrebbe cadere Cabella. 
In alternativa, i consiglieri comunali potrebbero presentare una mozione di sfiducia al sindaco, che deve essere firmata da 2 quinti dei consiglieri comunali, senza contare il sindaco. Vale a dire che la mozione deve essere presentata da 7 consiglieri. Il Pd quindi non può presentarla autonomamente, ma deve convincere anche altri due consiglieri a firmarla. 
In assenza di mozione di sfiducia, e in attesa di voti sul bilancio, Cabella resta quindi in sella, a meno che non decida di propria iniziative di dimettersi. Ipotesi che normalmente si avvererebbe (un sindaco non può governare senza maggioranza) ma che difficilmente sarà contemplata dai portatori della “rivoluzione del buon senso”. 
Ma anche al voto di bilancio Cabella potrebbe “sfangarla”: Bertoli si è precedentemente impegnato a votare il bilancio di previsione, se si troveranno i soldi per permettere a “SportinNovi” di proseguire l’attività. Difficile che – in caso i soldi ci siano – Bertoli non lo voti, con il risultato di mettere in crisi non solo il comune, ma l’intero sistema sportivo cittadino. 
Quindi, è probabile che nei prossimi mesi assisteremo ad un intensificarsi delle scaramucce all’interno della maggioranza, con una giunta sostanzialmente paralizzata, ma pur sempre salda sulla poltrona. 

E se invece Cabella dovesse cadere o dimettersi? Si andrà al commissariamento del comune, in attesa del voto. La prima finestra elettorale possibile è fissata a giugno del prossimo anno. Lo sanno bene a Pianezza (TO) dove pochi giorni fa si è dimesso il sindaco di centrodestra Alberto Signoriello e per avere un nuovo sindaco si dovrà attendere oltre un anno di commissariamento. 
Quindi, se Bertoli dovesse decidere di far cadere davvero Cabella, ci troveremmo di fronte ad un lunghissimo commissariamento e a una campagna elettorale lunga un anno densa di veleni e accuse reciproche all’interno della destra. 
L’ipotesi più probabile è che Bertoli attenda la fine dell’anno o i primi mesi del prossimo per far cadere Cabella. 

Intanto, i novesi hanno pazienza… o no? 



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andrea vignoli

Giornalista, scrittore, insegnante.

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