La mossa di Forza Italia: Rapisarda spinge Bertoli all’opposizione

Il segretario cittadino di Forza Italia, Giuseppe Rapisarda, ha invitato Marco Bertoli a dimettersi da consigliere comunale. Un “benservito” al dissidente ex capogruppo della Lega che ha formato il suo gruppo consiliare e che si è posto ad “equidistanza” tra maggioranza e opposizione. 

Rapisarda (nella foto di apertura a con Poletto e Cavallera), nell’intervista rilasciata a Maurizio Priano su Panorama di Novi, non usa mezzi termini: «Marco Bertoli ha creato soltanto una situazione imbarazzante all’interno del Consiglio comunale e in merito a provvedimenti come ad esempio progetti che verranno realizzati, nell’interesse della città, con fondi del Piano Nazionale di Ripresa e di Resilienza. Non vedo quali risultati ha portato a casa il comportamento adottato da Marco Bertoli nei confronti di un’Amministrazione comunale della quale è stato candidato. Il comportamento adottato da Marco Bertoli secondo me non costituisce un valore aggiunto e non è affatto indirizzato all’interesse dei novesi». Parole pesantissime da parte del segretario del secondo partito della maggioranza. 
Il ragionamento che porta Rapisarda a chiedere le dimissioni di Bertoli è semplice: «In passato Marco Bertoli è stato candidato come indipendente nelle liste di Forza Italia e nel 2019 era in quelle della Lega Nord. I voti, l’ultima volta, li ha presi dalla Lega e se vuole essere coerente, avendo assunto posizioni diverse, dovrebbe dimettersi». Il ragionamento di Rapisarda – se fila – per estensione vale per tutti quelli che hanno “cambiato casacca”. A partire da Luciano Saracino, il primo a lasciare la Lega con cui è stato eletto. A seguire, con Bertoli, anche Francesco Bonvini e Cristina Sabbadin. Ragionamento che vale anche per Francesca Chessa, eletta nella lista di Forza Italia, poi passata a Fratelli d’Italia con tanto di conferenza stampa (“ora mi sento a casa”, aveva detto la consigliera) e oggi (dicono i rumors cittadini) uscita anche dal partito di Giorgia Meloni. 

Insomma, a seguire il ragionamento di Rapisarda, sono più quelli che si devono dimettere che quelli che restano. 

Ma, è ovvio, Bertoli non ha nessuna intenzione di seguire i consigli dell’ex luogotenente dell’esercito Rapisarda. Pensare che poche settimane fa sembrava scoppiata finalmente la pace all’interno della maggioranza, con il politico-contadino che prometteva di votare sia il Dup che il bilancio di previsione. 
A proposito di Dup: che fine ha fatto? Alle fine di febbraio il documento in consiglio era stato bocciato, e non è più stato riportato al voto nonostante la dichiarazione di Bertoli di essere disponibile a votarlo. Forse l’assessore Moncalvo lo ha perso? 
Torniamo a Rapisarda. L’espulsione di Bertoli getta benzina sul fuoco e non può essere certo interpretata come “voce dal sen fuggita”. Forza Italia ha deciso di spingere definitivamente all’opposizione i dissidenti di “Solo Novi”. Quello di Rapisarda non è un ultimatum, del tipo “o la smettete o siete fuori”. È un licenziamento senza appello con cui, più che Bertoli, dovrà fare i conti Cabella. 

L’impressione è che tutti abbiano ben compreso che il progetto politico di questa amministrazione è da tempo finito, ma nessuno voglia restare con il cerino in mano. Cabella (e la Lega con lui) preferirebbe andare a casa ma senza dimettersi personalmente, potendo dare la colpa a qualcuno (Bertoli, ovviamente). Anche Bertoli vorrebbe che Cabella si dimettesse, ma spontaneamente, per non essere additato come il responsabile della caduta della prima amministrazione di destra della storia democratica di Novi. Forza Italia ha deciso di rompere gli indugi e mettere Bertoli nell’angolo. Se Rapisarda pensasse che esistono ancora spazi di agibilità politica a questa amministrazione, non avrebbe reso quelle dichiarazioni. 

Forza Italia è il secondo partito della coalizione che sostiene Cabella si è accaparrata, forte del suo 9% dei voti, moltissimi posti nella spartizione delle poltrone. Infatti esprime il vicesindaco Diego Accili, l’assessore alla cultura Andrea Sisti, il presidente del consiglio comunale Oscar Poletto, il vicepresidente di Srt Rapisarda, il vicepresidente di Gestione Ambiente Maria Rosa Porta, il presidente di Acosì Angelo Carosio, il consigliere di Gestione Acqua Andrea Bidone, il presidente del Csp Gabriella Mazzarello (speriamo di non aver dimenticato nessuno).

In casi come quello di Novi, la soluzione è semplice: ridare la parola agli elettori. 



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andrea vignoli

Giornalista, scrittore, insegnante.

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