Volevano lasciare un segno

Tra le cose che Giampaolo Cabella, colui che fu Sindaco, avrebbe voluto lasciare – probabilmente per essere ricordato in saecula saeculorum – c’era pure lo spostamento del tradizionale spettacolo pirotecnico dalla sera del 4 a quella del 5 agosto. 

La ratio della scelta non è stata dichiarata, nella certezza che i novesi se ne sarebbero accorti (ma non avrebbero capito). 

A proposito di “in saecula saeculorum”, la festa della Madonna della Neve si è sempre svolta in maniera diversa da come volevano organizzarla gli sfrattati da Palazzo Pallavicini. Il 4 agosto, in una sorta di celebrazione laica, si faceva lo spettacolo pirotecnico, mentre il 5, giorno della festa patronale della “Madonna della Neve”, ossia della Madonna Lagrimosa (lo si ricorda agli smemorati), si svolgeva la Santa Messa solenne e, a seguire, la processione religiosa lungo le vie del centro storico. 

Chi se ne capisce sostiene che la ratio è sempre stata: 4 agosto celebrazione della festa pagana, 5 agosto festa religiosa. La scelta ha una sua logica, che si può anche non condividere, ma la storia non si può “revisionare” alla stregua di un’automobile: gli “ex”volevano fare il tagliando alla storia, ma sono stati rottamati. (In verità avevano già provato a revisionare la storia con la questione del generale Suvorov per compiacere gli amici russi, ma gli è andata male).

La faccenda non sorprende più di tanto se si ricorda che, tempo addietro, sempre l’alloraSindaco aveva dichiarato a Rai3 – manifestando significativa conoscenza della vita in città negli ultimi trent’anni – che la Fiera di Santa Caterina veniva allestita presso il Centro Fieristico Dolci Terre di Novi, laddove, invece (“Lo dice il ragionamento stesso”, avrebbe esclamato il comico Maurizio Ferrini, in arte signora Coriandoli), si svolgeva la omonima Rassegna Enogastronomica dei prodotti tipici locali, soppressa negli scorsi anni a causa della pandemia (e non per colpa della sfrattata Amministrazione … di colpe ne ha tante altre). La Rassegna avrebbe dovuto essere sostituita, in minima parte, dalla Festa dell’Hamburger, a quanto pare rinviata, se non, addirittura, cassata. È risaputo, d’altro canto, che la nota polpetta sia un prodotto tipico locale … di Amburgo; l’idea, probabilmente, era legata alla strategia del turismo più turistico, annunciata tempo fa da selfie-man in Consiglio comunale. Ovvero: invece di celebrare due giorni di festa patronale, facciamone uno solo. Forse Lor Signori non rammentavano che la sera del giorno 4 agosto la città si riempiva di persone, anche foreste, così come nel giorno 5, con buona pace delle attività commerciali che, con le nuove scelte, invece di lavorare alla grande due giorni, avrebbero lavorato solo una giornata. Si potrebbe dunque affermare, come sostenevano, un tempo, i suoi fans: grazie (ex) Sindaco Cabella. Egualmente occorre ringraziarlo per aver fatto arrivare in città la ruota panoramica, fuggita anzitempo(sarà stato un segno premonitore?!!).

Si dice inoltre che l’ex Assessore turistico, a tempo determinato, al Bilancio, fosse disposto a recarsi nella città teutonica per assaggiare in anteprima la polpetta tedesca (accompagnata da kartoffeln); invece gli è stata servita una polpetta novese avvelenata (ma si suppone non se ne sia accorto).

Si azzarda anche l’ipotesi che lo spostamento di data, in nome della ormai desueta “rivoluzione del buon senso” (oggi definibile “involuzione del non-senso”) sia stata una fulgida idea partorita dal nipote dell’allora Sindaco – pur sempre nonno – il quale, forse, ha una scarsa conoscenza della storia cittadina; pertanto per lui le date del 4 o del 5 agosto sono paritetiche, ovvero “questa o quella per me pari sono” (cfr. il “Rigoletto” di Giuseppe Verdi). Forse sarà stata dell’amato nipote anche l’idea di abbinare lo spettacolo di wrestling (poi rinviato) in coda alla festa patronale … sport, notoriamente, di antica tradizione … inglese e americana, che “ben” si sposa con la storia novese.

Altra ipotesi potrebbe essere che lo spostamento di data sia stata proposta dall’alloraAssessore alla cultura, all’epoca aspirante candidato Sindaco, ghigliottinato nelle calde giornate di termidoro, il quale, si sa, non ha particolare dimestichezza con le cronologie, avendo “ciccato” il centenario dello scudetto dell’U.S. Novese. Nel caso specifico la tradizione è ben più antica di quella della squadra di calcio; probabilmente il suo calendario è rimasto fermo al 1600, quando a Novi si svolgevano le Fiere di Cambio da lui tanto amate (i maligni sostengono facciano “curriculum” in ambito universitario), tanto è vero che, ignaro di quanto sarebbe accaduto – a dimostrazione di rara sensibilità politica – aveva già pubblicizzato sul tema una nuova iniziativa celebrativa per settembre (quando si dice l’efficienza).

Non si pensa, invece, che il cambio di data dei “fuochi” sia stato voluto da colui che fu l’agitato Presidente del Consiglio comunale, noto frequentatore di tutte (o quasi) le funzioni religiose sul globo terrestre; sicuramente molto religioso, ma altresì attento alle manifestazioni che danno una certa visibilità.

Infine, si ipotizza che per un attimo, ma solo per un attimo, lo spostamento di data sia stato voluto da colui che fu Sindaco, il quale, con il noto tradizionale decisionismo, avrebbe asserito: “meglio i fuochi al venerdì – che è di magro – anziché al giovedì, quando si fanno gli gnocchi, o al sabato, quando si mangia la trippa. A tal proposito, pare volesse anche modificare la ricetta della “trippa alla novese” con quella di Pont de Lègn, sempre in funzione del programma “involuzione del non-senso”.

Insomma, volevano lasciare un segno: rimangono invece numerose ferite.

P.S.: lo spettacolo pirotecnico, come noto, è stato poi annullato per saggia decisione del Commissario, considerato il periodo di grave siccità e conseguenti motivi di sicurezza.

Che cos’è la sinistra

Qualche settimana fa, dopo la riuscita assemblea del centro-sinistra al Circolo Ilva, Francesco Giannattasio, si è chiesto amleticamente se esiste ancora la sinistra. E’ una domanda legittima soprattutto se si ricordano le performance elettorali del suddetto fine analista politico, il quale se non ricordiamo male, agli inizi di questo secolo era in Consiglio comunale eletto nelle fila di Forza Italia o del Popolo della Libertà che dir si voglia, comunque a destra. Nel 2004, pentito, era in lista con la Margherita, ovvero nel centro sinistra, persino gestore, per una edizione, di una improbabile trattoria alla Festa de l’Unità, non molto frequentata, forse per gli altrettanto improbabili menù. Facendo un salto temporale, per non annoiare i lettori, ritroviamo l’analista Giannattasio, ri-pentito, nel 2019, nuovamente nella lista di Forza Italia, ovvero a destra (portò in dote“ben” 22 preferenze, quindi un briciolo di responsabilità del disastro comunale, recentemente consumato, è anche suo).

E’ dunque logico, oltre che legittimo, che oggi, il suddetto ondivago pensatore, ri-ri-pentito???, si chieda, per dirla con Giorgio Gaber, “che cos’è la sinistra”suggeriamo si chieda anche “cos’è la destra”, così, per far chiarezza a se stesso. Eventualmente: palla al centro.



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