Giorgia Meloni, l’ultima malcapitata di turno

Appena chiuse e raffreddate le urne si ritorna sulla terra. Per quelli che hanno pensato di poter fare una passeggiata sulle nuvole sarà un prevedibile una ennesima delusione. Ho assistito, quasi in silenzio, alla campagna elettorale, quella che “conta” dei grandi soloni della politica e che, in tempi della vituperata prima repubblica erano, si e no, personaggi di terza fila. Nemmeno le esperienze ci insegnano qualcosa.

Negli ultimi decenni abbiamo assistito ad un susseguirsi di avvicendamenti di capi della politica, tutti finiti male perchè dopo aver promesso mari e monti hanno dovuto fare i conti con la realtà. Un dato è eloquente, mai nessuna coalizione e relativo governo ha potuto beneficiare di una riedizione. I governi venivano e vengono regolarmente bocciati. Toccò al Berlusca nel 1994 che vinse con un colpo geniale di riciclaggio del vecchio pentapartito, vinse a marzo e sparì a novembre. Poi toccò a Prodi, Ciampi, D’Alema, l’ineffabile “baffino” del “fu fu”, con temporanee comparse come Amato, Monti, Letta, Renzi, Gentiloni. Ci fu un intermezzo con una riedizione del Berlusca nel 2008 ma poco dopo fu fulminato da uno “spread” artificiosamente impazzito e da una ingiusta, diciamolo pure, sentenza di Cassazione.

L’era del giustizialismo, unica a rimanere sempre in piedi, non ha fatto sconti a nessuno. Intanto l’elettorato si abituava a vedersi scippare i governi che avevano scelto nelle urne. Da allora chi arrivava al potere diventava un malcapitato con un parlamento impazzito dove i cambi di casacca erano diventati il primo partito.

Arrivò l’epoca di Grillo, poi Conte uno e due, poi l’avvento leghista nel 2018 e proseguito nel 2019. Per ultimo Draghi, uomo senza partito ma il risultato è stato identico… tutti a casa.

Oggi sento suonare note di “momenti di gloria” per Giorgia Meloni, l’ultima malcapitata di turno. Giorgia è certamente brava, sa fare, ma di qui a dire che “sistemerà” molte cose è ancora tutto da vedere. Le prime note sono stonate. L’immarcescibile Berlusca avvisa i naviganti e sentenzia che Forza Italia è il “garante” e senza di loro nemmeno si parte. La Lega pretende per Salvini un ministero che Meloni non gli vuole dare.

Chi ben inizia è a metà dell’opera, si dice, ma così rischiano di non partire neppure. E anche se dovessero partire come la sbroglierebbe Giorgina con tutte le pensioni minime a 1000 euro, con quota pensionistica 61, con la flat tax a percentuale variabile perchè Salvini ne dice una Berlusca ne dice un’altra e Meloni ancora tace. Con il mantenimento del reddito di cittadinanza e aggiungendo le promesse elettorali del centro destra i conti pubblici, che già devono fare i conti con una crisi internazionale devastante, salterebbero per aria.

Meloni è prudente perchè capisce la situazione, ma le promesse le hanno fatte in un cartello elettorale a guida Fratelli d’Italia e, su questi temi, in campagna elettorale lei stessa se ne è guardata bene dallo smentire, quindi le promesse impossibili dei suoi alleati le deve mantenere.

L’immediata domanda è: Berlusca e Salvini sono suoi alleati o suoi avversari? Presto lo sapremo. Intendiamoci, il vizio, chi più chi meno, era ed è comune a molti senza distinzioni perchè è la strada più semplice e demagogica.

Intanto io sogno una politica che non promette ma che analizza e concorda il da farsi sia in tempi di vacche magre che in tempi di opulenza. Tradotto in termini politici significa che dobbiamo lavorare per un’area liberale, riformista e repubblicana. Ci stiamo provando con il Terzo Polo senza promettere l’impossibile, come fatto da Calenda in campagna elettorale con realismo e pragmatismo, ma straconvinti di un concetto lapalissiano: se non si crea ricchezza, se non ci liberiamo dalla dipendenza energetica, non si può distribuire molto per combattere la povertà e i “vincitori” di queste elezioni, oltre a promettere quello che non potrà essere mantenuto, che è l’ennesima presa in giro degli elettori, non hanno detto come intendono creare ricchezza e produttività.

Facendo una similitudine bancaria si può dire che non si possono spendere soldi che non esistono sul conto corrente senza un fido deliberato.

Costanzo Cuccuru – Area Civica “Insieme per Novi” . Coordinatore di Azione per Novi Ligure.



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Costanzo Cuccuru

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