Ma che strano, i soldi finiscono sempre in Alessandria e mai a Novi. 

Un progetto praticamente identico, scritto con la collaborazione dallo stesso consulente sia per Amag Reti Idriche di Alessandria che per Gestione Acqua, di Novi. Presentato al Ministero per lo Sviluppo Economico (Mise) è però stato valutato in maniera molto diversa: quello di Alessandria è finito al secondo posto, mentre quello di Novi è solo 39°. Con il risultato che ad Amag andranno oltre 16 milioni di euro a fondo perduto per l’ammodernamento della rete di distribuzione idrica, mentre a Novi, almeno per ora, non andrà nulla. Il finanziamento richiesto ammontava a 18 milioni di euro e riguardava tutti i comuni dell’ambito operativo di Gestione Acqua. 

Ma come mai il progetto di Alessandria è stato giudicato ottimamente, e quello di Novi no?

I politici alessandrini – Riccardo Molinari in primis – hanno annunciato con soddisfazione l’arrivo del finanziamento, senza dire però che il progetto è sostanzialmente lo stesso di Gestione Acqua. Anzi, c’è chi prende l’occasione per attaccare lo “status” di Gestione Acqua, rimproverandole l’aver un socio privato e facendo intendere che, se non lo avesse avuto, il suo progetto sarebbe stato favorito. Concetto falsissimo, visto che la prima in graduatoria è Acea di Roma, che il socio privato l’ha eccome: è addirittura quotata in borsa.

Quello del socio privato di Gestione Acqua è un pallino fisso degli alessandrini: già nel settembre 2021 l’allora presidente nominato dal centro destra, Paolo Arrobbio, aveva annunciato l’obiettivo di “riportare Gestione Acqua in ambito pienamente pubblico, a tutela della cittadinanza”
Riteniamo sia anomalo che Gestione Acqua debba gestire il servizio idrico integrato soggiacendo a logiche di natura privatistica – aveva detto Arobbio – in quanto il socio di controllo è partecipato da un soggetto privato (IREN) che esprime gli organi delegati”. 
Di lì a poco era scoppiato il caso delle perequazioni, cioè che Amag deve dare qualche milionata di euro a Gestione Acqua per i mancati investimenti sulla manutenzione della rete idrica nell’ambito del sistema regolatorio del servizio idrico integrato. 

La questione della perequazione che fine ha fatto? Non se ne è saputo più nulla e probabilmente è ancora aperta. Insomma, quei soldi a Novi devono ancora arrivare e c’è chi cerca di far dimenticare la questione. Intanto, con i soldi del Pnrr Amag potrà fare qualche intervento sulla rete, che non ha fatto quando doveva. E a Novi, nulla. Almeno fino alla prossima tranche di finanziamento. 

Una precisazione va fatta: la caduta della giunta Cabella a Novi non ha trascinato con sé tutti i nominati nelle partecipate dal centro destra, che restano tutti saldamente in carica, a partire dai vertici di Acos. Per vedere un avvicendamento, dovremo aspettare la loro scadenza naturale. 

Torniamo ai soldi del Pnrr: le dichiarazioni a mezzo stampa dei politici alessandrini (leggi Molinari e compagnia) hanno provocato un comunicato stampa di Gestione Acqua che ha dovuto precisare che “diversamente dal tenore di alcune dichiarazioni reso da esponenti politici locali e rilanciate dalla stampa, in nessun documento riconducibile al bando di gara per l’acquisizione dei fondi del PNRR si fa riferimento ad un trattamento agevolativo, (ad esempio, l’attribuzione di punteggi addizionali in sede di valutazione dei progetti), qualora i soggetti partecipanti risultino avere la natura giuridica di società operanti in regime di house providing (società integralmente pubbliche, quali AMAG Reti Idriche o Comuni Riuniti Belforte Monferrato), se non altro perché ciò risulterebbe in palese contrasto con il principio della libera concorrenza”.

A proposito dei comunicati stampa del gruppo Acos: da tempo il vostro Moscone è finito nella “black-list” dell’azienda, reo di aver scritto qualcosa di non gradito ai vertici. L’ultimo comunicato di Gestione Acqua, ad esempio, lo abbiamo trovato sulle pagine del sito di Telecitynews. 
Ma Il Moscone continuiamo a ronzare allegramente infischiandocene della “censura” nei nostri confronti, ben sapendo che ogni mattina migliaia di Novesi iniziano la giornata venendo sulle nostre pagine a leggere cosa succede in città. Non penseranno mica di tagliarci le ali non mandandoci i comunicati stampa? Un dispetto davvero divertente… Alla faccia della libertà di informazione e opinione. 



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