A Novi l’università del volo

Quaranta ettari di terreno tra Novi e Pozzolo, 1200 metri di pista d’atterraggio. Stiamo parlando dell’aeroporto di Novi Ligure, intitolato alla memoria di Eugenio Mossi, giovane pioniere dell’aria di Spineto Scrivia precipitato durante il collaudo di un nuovo velivolo nel 1925. 
Quell’immenso prato tra Novi e Pozzolo ha avuto un ruolo fondamentale nella storia della città, ma fino ad oggi è stato un po’ dimenticato. Qualcosa però si muove all’orizzonte. 

Da quel prato, oltre 110 anni fa partirono i primi voli delle “Grandi manovre del Monferrato” relative alle prime perlustrazioni aeree. Fu la seconda esercitazione aerea militare al mondo, e la prima in Italia. 
La storia, quella con la S maiuscola, è passata più volte sull’erba del Mossi. Come ad esempio nell’agosto del 1918 quando atterrò l’aereo guidato dal pilota casalese Natale Palli, con a bordo Gabriele D’annunzio. Pochi giorni dopo i due fecero il famoso volo su Vienna. 
Come nel 1954, quando l’aeroporto di Novi è stato usato anche per un importante esperimento scientifico: il 12 ottobre dalla sua pista si alzò un pallone aerostatico costruito dall’università di Bristol, in volo verso gli strati più alti dell’atmosfera terrestre. Appeso al pallone, un armadio pieno di lastre fotografiche. Si trattava di un esperimento che passò alla storia con il nome di G-Stack. Una ricerca fondamentale per la fisica delle particelle a cui la nostra Città ebbe l’onore di partecipare fornendo la base di lancio. 
Fino al 1993 l’aeroporto di Novi fu sede di una caserma dell’areonautica. Poi, sull’area militare cadde l’oblio, ed oggi è una foresta da cui spuntano i tetti delle strutture abbandonate, tra cui la bellissima (un tempo) palazzina di comando. Recentemente, e ne siamo lieti, sono state rimosse le coperture di amianto dei vecchi stabili, ma in generale la struttura è sempre più degradata.

Fino a poco tempo fa, al Mossi erano attivi solo l’associazione del volo a vela (gli alianti) ed i paracadutisti. Dallo scorso anno, una nuova attività ha messo radici in un hangar e da lì potrebbe partire il rilancio della struttura novese. Stiamo parlando di BePilot, la nuova scuola per la formazione dei piloti che ha deciso di mettere base presso l’aeroporto novese.  BePilot nasce nel 2020 con l’obbiettivo di formare nuovi piloti, da zero a piloti di linea. 

Gianpietro Garbagna


A dirigere della scuola di volo è un pilota novese: il comandante ex Alitalia Gianpietro Garbagna, 18 mila ore di volo, pilota di Airbus e Boeing 737, con dieci anni di aviazione generale, capo piloti Minerva, responsabile addestramento Air Italy, examiner di aviazione generale. Garbagna ha all’attivo una pagina quasi eroica dell’aviazione civile italiana essendo riuscito nel 2011 a decollare da Tunisi e portando in salvo i suoi 123 passeggeri dell’Airbus Air One mentre intorno cadevano le bombe che segnavano l’inizio della primavera araba.

Ma come si diventa piloti? Lo abbiamo chiesto a Garbagna stesso. Il primo passo è il conseguimento della licenza PPL (private pilot licence), la prima certificazione ottenibile che abilita a pilotare un aereo per scopi privati, ovvero senza alcuna forma di remunerazione.  Il passaggio successivo è la licenza CPL (commercial pilot licence) che abilita ai voli commerciali, cioè alla possibilità di lavorare come pilota. 
Passaggio successivo è ottenere l’abilitazione IR, cioè il volo strumentale in assenza di riferimenti visivi esterni. 
Infine esiste la licenza ATPL (Airline Transport Pilot License) che è quella necessaria per essere pilota di linea. Bepilot è una scuola di formazione autorizzata dall’Enac, Ente Nazionale per l’Aviazione Civile. 
«Presso la nostra scuola è possibile al momento completare tutto il percorso formativo che permette di ottenere la licenza turistica, e stiamo lavorando per ottenere le certificazioni per permettere agli allievi di arrivare a conseguire la licenza Atpl “frozen”, che permette di essere pilota di linea previo specifico addestramento sull’aereo che si dovrà pilotare» ci ha detto Garbagna. 
La scuola ha avviato i suoi corsi e dispone, oltre che degli aerei necessari per la pratica di volo, di aule didattiche e di tutta la strumentazione didattica necessaria alla formazione. Il corso Ppl ha una durata di 145 ore, di cui 100 di aula e 45 di volo e prevede il primo volo “in solitaria”. L’abilitazione finale viene conseguita con un esame presso l’Enac. 
La neonata scuola novese ha avuto uno spiacevole imprevisto nello scorso aprile, quando ha subito il furto di un aereo. Un caso che ha destato scalpore a livello internazionale, in quanto il ladro (uno sloveno di 33 anni di cui non sono state rese note le generalità) durante il suo rocambolesco volo ha invaso lo spazio aereo francese, bloccando tutti voli nella nazione per alcune ore e finendo intercettato dall’areonautica militare.
«Quello rubato è uno dei nostri aerei di addestramento, e questo ci ha creato qualche problema con i nostri allievi. Ma l’aero è stato dissequestrato e a breve andremo a riprenderlo. Potrà tornare in volo dopo una serie di verifiche e collaudi previsti dalla normativa». 

Non a caso abbiamo parlato, nel titolo, di università del volo. Il conseguimento della licenza Atpl consente l’equiparazione con la laurea di primo livello in ingegneria aerea.  Bepilot ha scelto di prendere sede a Novi Ligure per specifici motivi logistici.  «L’aeroporto di Novi non è un semplice campo di volo, ma uno degli aereoporti piemontesi a possedere una sigla internazionale (come Caselle, ad esempio – ndr) ed ha una pista particolarmente estesa. Inoltre, Novi è estremamente comoda per i collegamenti stradali verso le altre regioni. Infine, siamo vicini alla Liguria dove non esiste nessuna scuola di volo, e le altre più vicine sono a Milano e a Torino». 
La scuola novese si rivolge in particolare ai giovani. Nelle scorse settimane ha ospitato gli studenti del Liceo Amaldi e del centro di formazione For.Al, che hanno avuto modo di visitare la struttura, conoscere da vicino un velivolo ed anche compiere un breve volo sopra le nostre colline. 
«Ci rivolgiamo ai giovani, perché il settore dell’aviazione offre numerose possibilità di carriera, non solo come piloti, ma nel settore tecnico, come quello della manutenzione degli aerei». 
I corsi di Bepilot sono a pagamento, ovviamente, visti gli alti costi degli aerei e della pratica di volo. Ma i prezzi sono sicuramente più competitivi a Novi Ligure che nelle grandi città. 



Segui il moscone su Telegram per ricevere una notifica ogni volta che viene pubblicato un nuovo articolo https://t.me/ilmoscone oppure per "dire la tua" scrivici su WhatsApp al numero +39 320 713 7299 (no telefonate)

Condividi questo articolo

andrea vignoli

Giornalista, scrittore, insegnante.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna in alto

Contact Us