Premiata fiaschetteria novese

Si dice che in via Paolo Giacometti sia stata aperta, ormai da tempo, una fiaschetteria. Non ci si lasci ingannare dalla denominazione; non si tratta di un locale per la mescita del vino o per la vendita di fiaschi ricolmi della godibile bevanda, si tratta invece di una fabbrica di fiaschi, che produce, secondo l’idioma anglofono, flop a ripetizione.

Esempi. L’Assessore del Comune di Novi Ligure con delega alla cultura e allo sport, ha dimenticato che il 28 maggio u.s. ricorreva il 100° anniversario della vittoria dell’U.S. Novese nel campionato di calcio 1921-22, dimenticanza che ha fatto inalberare tutti, a sinistra e a destra. Taluni riferiscono che la polemica proveniente dagli ambienti di destra abbia il sapore di un siluro inviato a Sisti, considerata la sua precoce investitura a candidato sindaco e alla sua conseguente “fuga” nella Lega.

Non è chiaro se la dimenticanza sia dovuta, semplicemente, alla labile memoria dell’interessato, oppure al fatto che sia più coinvolto da altre epoche storiche – vedasi quella relativa alle Fiere di cambio -, che, secondo i maligni, “fanno curriculum”. Si attendeva, come già accaduto la scorsa primavera, una nuova lenzuolata per via Girardengo, in questa occasione legata al calcistico evento. Dopo le numerose critiche pervenute da più parti, tardivamente e dopo otto giorni dall’anniversario, un comunicato ufficiale ha fatto sapere che saranno distribuiti nei negozi del centro storico (solo?) non già le tanto amate lenzuola, bensì dei gagliardetti (che ci vuole il suo tempo a far produrre); altresì, sono state annunciate manifestazioni in autunno, stagione in cui cadono le foglie e, spesso, anche gli Assessori.

La memoria a volte fa brutti scherzi … d’altro canto Illo, lo scorso anno, si è dimenticato di spendere i quattrini a sua disposizione: per il combinato disposto del decreto del Sindaco, Illo infatti è anche Assessore alla cultura e allo sport. Lo scorso anno aveva a disposizione, per i due settori, ben 416.000 euro, ma non ne ha spesi oltre 300.000. Quante lenzuola o tardivi gagliardetti avrebbe potuto acquistare?!!
Peraltro, il centenario dello scudetto della Novese era, al tempo stesso, un evento sia storico che sportivo: più di un fiasco, in questo caso, si tratta di una damigiana.

Eppure, colui che lo ha investito, prematuramente, della candidatura a Sindaco, nello scorso settembre aveva solennemente proposto di organizzare eventi per l’anniversario citato, proponendo anche di intitolare una piazza all’U.S. Novese in occasione dei cent’anni dello scudetto, dimostrando con tali intendimenti una rara sensibilità storica,nonché una conoscenza approfondita della città.
La zona individuata dal nipote del Sindaco (forse suggeritagli da qualche stanziale sull’area) era quella che i novesi chiamavano “piazza delle corriere”, oggi ribattezzata dai medesimi “piazza Pan di Spagna”.

Gli è andata male, poverino. Per puro dispetto, “quelli che c’erano prima”, fin dal 1994, avevano intitolato l’area antistante allo stadio alla squadra di calcio e allo scudetto conquistato nel 1922: location adeguata, fra l’altro, in quanto (pare) che le partite di calcio si giochino negli stadi… Nulla a che vedere con piazza Pan di Spagna. Altro fiasco, il cui contenuto, considerato il tempo trascorso, deve essersi trasformato in aceto.

Ma non basta. L’Assessore alla cultura, lo scorso anno si era dimenticato del 140° anniversario della nascita di Romualdo Marenco. È pur vero che è stato inaugurato il teatro dedicato all’illustre musicista; peccato però che, nell’occasione, Sisti il Giovane non si sia ricordato di parlare (o di far parlare) del grande musicista novese, e non solo per la ricorrenza dei suoi natali, ma perché, dopo tanti anni, si tornava ad entrare “in casa sua”. E quando si entra in casa d’altri, si bussa alla porta e si chiede permesso.
Forse ciò è accaduto perché, lo scorso anno, è stato tanto impegnato con le Fiere di Cambio, nonché a resuscitare il generale Suvarov (forse “fa curriculum” anche il generale russo). Faccenda, quest’ultima, oggetto di un altro solenne fiasco, sancito platealmente dal Consiglio Comunale, che ha bocciato la delibera con la quale si voleva stabilire un gemellaggio con la città russa che ha dato i natali al Generale. Lui e il nipote del Sindaco – stratega di politiche internazionali – ci tenevano tanto… 

Ultima considerazione: Sisti il Giovane, da quando è stato insignito (si insiste, prematuramente) candidato Sindaco, non abbandona mai la fascia tricolore. L’ha portata anche in Svizzera, nella missione in cui è stato accompagnato dal “degustatore” di cioccolato (esperto di fiaschi fioriti e bilanci appassiti), alla ricerca di turisti elvetici; questi ultimi, sicuramente interessati al “nettare degli dei” prodotto abbondantemente nella nostra zona, ma, forse, ancora sconosciuto nei cantoni svizzeri … 

Insomma, “l’insignito” non può far tutto; porta già la fascia tricolore, prematuramente.

Fiaschi semaforici

Selfie-man, al secolo Assessore ai lavori pubblici, ha dichiarato che se il semaforo all’incrocio tra via Manzoni e via Cavallotti non funziona è perché non ha trovato i pezzi di ricambio; nel frattempo, si sono verificati alcuni incidenti stradali. Peccato non ci sia più u Sgumèìn, il quale gli avrebbe spiegato che sono stati da tempo inventati i semafori mobili, usati nei cantieri, che si possono posizionare in loco alla bisogna, evitando incidenti. Ora sembra abba ritrovato i pezzi di ricambio. 
In una intervista, ha altresì motivato la ragione per cui la pista di atletica giace desolata, ammettendo l’esistenza di un progetto della vecchia Giunta – ma, a quanto pare, è vietato l’utilizzo di progetti “comunisti”, leggasi San Bovo e relativo sovrappasso – e la pista langue. Ma ora, forse perché incalzato, tanto da dover fornire spiegazioni a mezzo stampa, ci penserà lui, con tre anni di ritardo, trascorsi a scattare selfie. Per la cronaca, altri due fiaschi.

Fiasco referendario

Si approssimano i Referendum e ad un Comitato, presieduto dal leghista Paolo Caviglia, è stata concessa la sala di rappresentanza del Comune di Novi; dunque una concessione a favore di un’iniziativa di propaganda politica. Forse, travolto dall’entusiasmo giovanile del nipote del Sindaco (non si può parlare di entusiasmo giovanile per il nonno, pardon) il Comune – quindi Cabella – il 18 maggio annunciava l’iniziativa con un comunicato ufficiale, facendo la “pipì fuori dal bulacco”. In sostanza: il Comune ha pubblicizzato ufficialmente una iniziativa di parte, scelta non corretta né legalmente, né deontologicamente, in quanto la città dovrebbe essere gestita a nome di tutti i cittadini, senza esclusione alcuna.
Il 23 maggio, giorno stesso della manifestazione, un secondo comunicato,tardivamente (???), sosteneva che l’iniziativa non era riconducibile all’Amministrazione Comunale. 
Come diceva il grande giornalista Indro Montanelli, Una smentita è una notizia data due volte”. Altro fiasco.

Un grosso fiasco

Infine, c’è il fiasco grosso come … la Cavallerizza, che, anch’essa, langue. Dopo il nipote del Sindaco, anche selfie-man scarica la responsabilità dei ritardi sul Mungitore che, ultimamente, sembra essere attaccato da tutte le sue (ex) parti. A questo punto è palese che l’Amministrazione sia capace soprattutto di scaricare le proprie responsabilità sugli altri: su chi c’era prima, su assessori più o meno silurati, su funzionari, su dipendenti comunali. E MAI su se stessa. Dice che sarebbe troppo facile. 
Ora, però, paiono arrivati alla frutta; tutto il loro sbanattare sembra essere l’inizio della campagna elettorale.
Dopo i fiaschi, di solito, arrivano i fischi.

Il Malalingua

P.S. Esigenze di spazio non ci permettono di scrivere dell’ultima riunione del Consiglio Comunale, aperta e richiusa senza nulla di fatto. Un fiascone, o se si preferisce una damigiana, su cui torneremo.



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