Sanità, Pnrr e… mattoni

La torta messa a disposizione dal PNRR per la sanità in Italia è di circa 20 miliardi di euro.L’Europa ci chiede che vengano utilizzati in maniera efficaceefficiente, equa e responsabile. Più o meno le quattro cause per cui, secondo Aristotele, le cose avvengono.

Sembrerebbe un invito ovvio, chi si augurerebbe il contrario? Ricordiamoci inoltre che il 64% dovremo restituirlo… Infatti non cominciamo proprio bene a mio avviso: la metà di questa cifra andrà per la realizzazione di 381 ospedali di comunità, 1200 case di comunità e 600 centrali operative territoriali; il rimanente andrà in ricerca e digitalizzazione. Va da se che medici e infermieri dovrebbero far funzionare queste strutture. Ma i media hanno da poco scoperto che esiste una carenza di personale sanitario, in tutti i ruoli; in più, come l’Ocse ci rimprovera spesso, le professionalità infermieristiche sono da noi clamorosamente sottoutilizzate. Tra il 2010 e il 2017 sono usciti dal sistema 6348 medici e 10.373 infermieri (Ministero Salute). Durante l’emergenza Covid sono stati assunti 46.000 professionisti con contratti precari; anche se fossero stabilizzati tutti mancherebbero 17.000 medici e 350.000 infermieri.

Attualmente 1213 ambiti territoriali sono privi di medico; i giovani medici ospedalieri sono fortemente disillusi dal trattamento loro riservato dal sistema sanitario nazionale sia dal punto retributivo che professionale; ottima spinta a lasciare il pubblico per il privato (Studio Cimo-Fesmed 2022), dove ci si immagina di essere trattati meglio, anche se non sempre e così. Insomma prendiamoci cura di chi cura; ad esempio la presenza femminile è sempre più significativa nella professione medica; questo comporta una visione lungimirante della programmazione dei ritmi di lavoro che adeguino i tempi del lavoro ai tempi della vita.

Il Piemonte ha stanziato 1,3 miliardi di € per sei nuovi ospedali a Torino, Ivrea, Vercelli, Savigliano, Alessandria e Cuneo. Il mattone ha sempre il suo fascino, ancorché necessario; ma poi queste strutture, Ospedali, Ospedali di Comunità, Case di Comunità, vanno riempite di personale e di tecnologie, lo ripeto, se no saranno le classiche cattedrali nel deserto. E soprattutto cosa ne pensano i medici di base, i principali attori della case di comunità e degli ospedali di comunità? 



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Giacomo Orlando

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