La gomma bucata

A sconfitta ancora “calda” (si potrebbe dire scottante, ma non si vuole infierire), la Lega novese non ha perso tempo e ha eletto un nuovo segretario (o presunto tale) nella persona del decaduto Assessore al Bilancio. Il quale, in merito alla sconfitta, autocriticamente, pare abbia commentato: “La colpa è degli altri: se non avessero fatto tutte quelle domande, perdendo tempo, io non avrei risposto (come di consueto N.d.R.) e saremmo ancora in carica”. 

Nel comunicato emesso dal partito cui appartiene dopo la sua elezione “a number one” (o presunto tale) di via Amendola, si legge, tra l’altro, che è “laureando in giurisprudenza”. Ora, sgravato dall’impegno amministrativo, avrà tutto il tempo di dedicarsi allo studio per ottenere l’agognato (nonché sofferto?) riconoscimento scolastico.

Certo, il nuovo incarico non è importante come il precedente (e si presume senza “gettone”), ma è pur sempre un premio per le fatiche sostenute – anche in campo turistico – fino al 30 giugno, ultimo scorso.

L’incarico da segretario leghista cittadino (o presunto tale) gli è stato consegnato dal nipote dell’ex Sindaco, ex Consigliere comunale, in fuga verso altri incarichi leghisti; si narra, però, che costui sovraintenderà (“a prescindere”, direbbe Totò) ai lavori novesi, con una sorta di longa manuse che, di volta in volta, dispenserà consigli, ivi compresi baratri. In altre parole, continuerà a fare ciò che ha fatto nei tre anni trascorsi con il nonno, ossia prenderà decisioni che il neo-segretario supinamente e pedissequamente “condividerà”. Insomma, parrebbe proprio un incarico a sovranità limitata, mentre l’ex segretario avrà il ruolo di “burattinaio” che gli è sempre piaciuto, fin dai tempi della scuola materna.

D’altra parte, si vocifera che anche lui sarà premiato con i galloni di Segretario provinciale della Lega, a sua volta manovrato da un altro burattinaio (per non perdere la tradizione). Pertanto, cercherà di trasferire la sua (disastrosa) esperienza (di cui i novesi, purtroppo, si ricorderanno per molto tempo) in altri lidi. Ciononostante, non è stato premiato con la candidatura alle elezioni politiche, malgrado i suoi notevoli sforzi, congiunti a quelli del nonno, il quale aveva assunto il ruolo di agnello sacrificale pur di promuovere la carriera politica all’amato nipote. Prima della presentazione delle liste elettorali, il baldo ex segretario ha smentito di essere candidato: per la serie “tanto è acerba”. Da Sindaco Cabella voleva “tirare la volata” al nipote, ma, poverello, ha bucato la gomma della bicicletta, significativamente e simbolicamente proprio al Museo dei Campionissimi. Non è dato sapere se il velocipede sarà esposto nella galleria ciclistica, come un altro cimelio di recentissima acquisizione, ma meriterebbe, in quanto le due ruote rappresentano il primato della consigliatura novese più breve del secondo dopoguerra. 

In una intervista pre-feriale il nipote dell’ex Sindaco, come fosse ancora il segretario leghista novese (C.V.D.), forse in assenza del turistico neo-segretario, impegnato nella ricerca delle olandesine, ha sostenuto che tutto il centro-destra novese (ad eccezione del Mungitore, causa di tutti i mali del pianeta) si siederà intorno al tavolo e deciderà il nome di colui il quale sarà il futuro candidato Sindaco (pare comunque qualche idea ce l’abbia: non può certo farsi trovare impreparato).

Non si conoscono le doti taumaturgiche del nipote dell’ex Sindaco, ma dopo aver chiuso le porte, illo tempore, ai vari Cuccuru, Bertoli & Co. (i quali, a quanto pare, non staranno fermi) e dopo aver cannibalizzato Forza Italia, pare che tutto l’ottimismo sprizzato durante le dichiarazioni pre-feriali sia stato quantomeno azzardato.

Giulio Andreotti affermava: “Il potere logora che non ce l’ha”. Il centro-destra novese (da configurarsi come il nipote dell’ex Sindaco) ha conseguito un capolavoro, riuscendo a logorarsi, pur avendo il potere. Significativa è la trasmigrazione dell’ex azzurro – che, più di una ferita, per Forza Italia è stato un autentico smacco politico – (si può ancora usare questa parola?); il fattaccio è avvenuto poco prima della debacle, dimostrando che l’allora segretario della Lega, con grande argutezza politica (sempre se si può usare questa la parola?), non si era reso conto della tempesta imminente. Oppure, voleva semplicemente manifestare, ai suoi e solo a loro, la sua “importante” presenza, riscoprendo il “celodurismo” di bossiana memoria. Si sbaglierà, ma si sospetta che gli azzurri non digeriranno facilmente l’onta subita: manco fossero degli struzzi.

Ma c’è di più: rumors, per dirla all’inglese, patlèsi o ceti, per dirla in novese, raccontano che, dopo aver archiviato la candidatura a Sindaco dell’uomo che amava portare la fascia, ci siano altri “pretendenti al trono”: per esempio Diego, fotografo di se stesso, il quale, a quanto risulta, ambirebbe correre per la poltrona sindacale. Nel suo programma pare ci sia anche l’allestimento di uno studio fotografico con autoscatto a Palazzo e l’elaborazione di un progetto “turistico più turistico, che più turistico non si può, nemmeno col candeggio”.

Dunque, non tutto è scontato. Non per rigirare il coltello nella piaga, ma esiste anche l’incognita della “Signora in azzurro”, nel 2019 rimasta fuori dalla … Porta (ora migrata nella lista per la Camera dei deputati). Rimarrà ancora in stand-by per Novi? In allora non fu presentata nella competizione elettorale cittadina, forse con la promessa di futuri incarichi, e venne poi battuta sul filo di lana da selfie-man, il quale, si narra, le soffiò l’incarico da vice-Sindaco; e c’è pure chi afferma non fosse gradita ai leghisti.

Si immagina altresì che nel parterre leghista ci siano altri pretendenti al trono, rimasti anch’essi in stand-by, per incarichi tanto anelati (a volte anzitempo vantati lungo le vie cittadine), ma mai assegnati. Per esempio, chi, in primis, non fu dirimpettaio dell’allora Sindaco, ma venne lasciato solo nell’atrio del Palazzo, a contare i gradini dello scalone.  Nella situazione presente par proprio di vedere già molti “sbanattare”.

E Poletto, con l’elmetto, dove lo metto? Non si può dimenticare che, egli, ha dimostrato una rara sensibilità democratica sciogliendo la seduta del Consiglio comunale pur in presenza del numero legale (non riuscendo più a convocarlo, in quanto fu sciolto lui stesso, come neve al sole); soprattutto, non si può dimenticare che sia stato il primo eletto di Forza Italia nel 2019, ottenendo 162 preferenze (buttale via). A meno che … non venga annesso anch’egli alla Lega.

E la terza eletta di Forza Italia, che vanta ben 116 preferenze sempre nel 2019, ora trasmigrata – forse – in Fratelli d’Italia, dove la mettiamo? Di questo ultimo partito, per ora, nulla si sa: pare in altre faccende affaccendato.

Insomma, molta confusione alberga sotto il cielo del centro-destra novese; ma alla fin fine, come è stato nel 2019, c’è sempre un Cabella di riserva: vecchia Novi etichetta nera, l’ex Sindaco che crea un’atmosfera.

Il Malalingua

P.S.: tempo fa un giornale, in merito alle candidature per le elezioni politiche, ha scritto che occorreva godere di qualche “santo” nelle segreterie nazionali dei partiti (o nei dintorni) per entrare nell’olimpo dei candidati. Ovvero, ingresso per grazia ricevuta. A quanto pare non è andata così: forse non basta sgomitare, forse non basta contare su amici o nonni compiacenti, forse ha ancora rilevanza ciò che si è fatto, o non si è fatto, sul territorio. Come diceva Bastiano, “un basta mia parlò baìn e mancu sbanatò”.



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