Verso le elezioni: 10 domande a Laura Robbiano

Quinto appuntamento con le interviste ai candidati. Oggi a rispondere alle nostre 10 domande è la novese Laura Robbiano, candidata per Unione Popolare alla Camera dei Deputati nella circoscrizione Piemonte 2. 

Laura Robbiano (56 anni) è nativa di Ovada ma da alcuni anni si è trasferita a Novi Ligure. Attualmente sta lavorando per la Cooperativa Abc di Alessandria. Dal 2004 al 2009 è stata consigliere della biblioteca civica di Ovada. Dal 2009 al 2014 è stata eletta consigliere comunale a Ovada nella lista di Rifondazione Comunista e presidente della commissione cultura di Ovada. 
Al suo attivo varie esperienze sindacali e nel mondo del volontariato. 

  1. Perché hai deciso di candidarti?

    Ho deciso di candidarmi innanzitutto perché credo nel programma di unione popolare, poi per la mia passione alla buona politica di sinistra. Negli scorsi anni sono stata consigliere comunale e questa esperienza mi ha molto stimolato a intraprendere impegni politici mirati al sociale ambiente e non solo.
  1. Quali sono secondo te i principali problemi che il nuovo governo dovrà affrontare? 

I problemi che deve affrontare il nuovo governo sono molti e difficili, bisogna provvedere immediatamente a questo aumento insostenibile delle bollette che le famiglie devono sostenere. Occorre nazionalizzare il settore energetico a partire da Enel Green Power (al momento controllata da Enel al 100%) per creare un’azienda pubblica che investa su energie rinnovabili. Tetto duraturo al prezzo del gas. Tassare gli extra profitti al 90% non al 10% come sta facendo il governo Draghi. Lotta all’inflazione eliminare Iva sui prodotti di prima necessità (pane pasta latte). Basta stanziare soldi per la guerra. Stop all’invio di armi a tutti i paesi in conflitto. Migliorare la sanità pubblica ricostruendo un servizio sanitario nazionale. Investire sull’istruzione nella ricerca. Una legge contro la delocalizzazione industriale per impedire alle multinazionali di chiudere nel nostro paese. Il lavoro eliminando la Jobs act che ha incrementato solo il precariato, la legge Fornero, sicurezza sul lavoro troppi morti e pochi controlli da parte degli enti competenti… Ci sono troppi temi da trattare.

  1. Gli italiani possono aspettarsi che dalle urne esca una compagine di governo stabile? 

È difficile prevedere cosa può accedere, la legge elettorale in vigore non garantisce una stabilità, questa è una legge maggioritaria che favorisce delle alleanze contingenti ma non ideologiche.

  1. Molti Italiani sono preoccupati per le radici storiche del partito di Giorgia Meloni. Secondo te il tema dell’antifascismo è ancora attuale oppure sono altri i problemi che sta attraversando il paese?

L’Italia è antifascista come la sua costituzione, gli italiani hanno lottato e pagato un duro prezzo per la propria libertà. Il tema antifascista è e sempre sarà attuale nel nostro paese, sono contro ogni guerra nel mondo. Purtroppo ci sono molti problemi che l’Italia deve affrontare caro bollette aumento della benzina povertà disoccupazione pensioni sanità… e altro.

  1. Quali sono secondo te le riforme più importanti che il futuro governo dovrebbe avviare per affrontare le maggiori urgenze del paese?

La prima è il lavoro con l’introduzione del salario minimo garantito per legge di almeno 10 euro lordi. Eliminare la Jobs act che ha incrementato il precariato. Tornare al contratto a tempo indeterminato. Abolizione della legge Fornero, Unione Popolare vuole giungere all’età pensionabile a 60 anni o con 35 anni di contributi versati. Sicurezza sul lavoro a partire dal decreto legge Omicidio e lesioni sul lavoro, a oggi ci sono 667 morti sul lavoro, anche questa è guerra. Aiutare le fasce più deboli costruendo case popolari e commutando i beni in disuso dello stato in abitazioni centri di accoglienza rifugi per persone vittime di maltrattamenti.

  1. Se sarai eletta, quali sono i temi del nostro territorio che porterai a Roma, e che cosa da Roma riporterai qui? 

Bisogna impegnarsi alla difesa della sanità pubblica migliorando le strutture e bloccare drasticamente la privatizzazione accelerante ad una aziendalizzazione complessiva. Potenziare la medicina preventiva per rafforzare quella territoriale e riorganizzare la medicina di base. Bloccare le grandi opere come la Tav che devasta il territorio e soprattutto la salute delle persone. Maggiori controlli nelle fabbriche, vedi il caso Solvay. Aiutare le fasce più deboli coinvolgendo associazioni e amministratori, per focalizzare i problemi della comunità. 

  1. Ad ogni elezione, sono sempre meno gli italiani che si recano alle urne. Quali i motivi secondo te, e quali le soluzioni? 

Gli italiani sono stanchi di belle parole e pochissimi fatti, la pessima gestione dei precedenti governi ha fatto perdere la fiducia nella politica troppe promesse non mantenute. Troppe tasse, troppi aumenti. adesso per riconquistare la fiducia degli italiani bisogna iniziare a lavorare per il popolo aiutandolo, come ho detto nei punti precedenti, aumentare le pensioni minime aumentare i salari minimi, lotta all’evasione fiscale, sostegno ai lavoratori autonomi, rafforzare il presidio pubblico sanitario scolastico. 

  1. Tra sovranismo e europeismo cosa butti giù dalla torre?

Io credo nella sovranità del popolo.

  1. C’e chi propone di realizzare cimiteri per i feti derivanti da aborto apponendo il nome della madre sulla lapide senza il suo consenso. In alcune Regioni il 90% dei medici nelle strutture publiche è obiettore rispetto alla legge 194. Andiamo verso una revisione e/o riduzione di quanto stabilito nel 1978 dalla legge sulla interruzione volontaria di gravidanza? Che posizione hai su questo tema?

    La legge 194 del 1978 è stata un duro traguardo per l’emancipazione della donna, sarebbe come tornare indietro nel tempo, impensabile. Massimo sostegno all’applicazione della legge 194 sull’interruzione volontaria di gravidanza, i medici obiettori di coscienza che lavorano nel servizio sanitario nazionale astenendosi ledono il diritto autodeterminate delle donne. È agghiacciante il solo pensare di proporre di fare dei cimiteri per feti senza il consenso della madre naturale, questo è fascismo.
  2. Reddito di cittadinanza. Va bene così, va eliminato o va modificato? 

    Il reddito di cittadinanza va aumentato a una soglia di 1000 euro al mese, innalzare la soglia di accesso Isee da 9360 a 12000 euro e renderlo una misura individuale e non esclusivamente legata al nucleo familiare. Introdurre il reddito domestico per garantire dignità ad ogni persona, tutto questo con i controlli dovuti agli enti preposti.


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andrea vignoli

Giornalista, scrittore, insegnante.

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