Ancora con Bertoli… Eppure lo conoscete bene.

Niente da fare, siamo ancora con Bertoli e le sue intemperanze. Conosco Bertoli da oltre 30 anni, oltre 20 passati insieme in consiglio comunale. Anzi, molti anni prima ci siamo scontrati in squadre calcistiche diverse, lui nella Novese ed io nella Boschese in un incontro al Girardengo che non era ancora così titolato e che così si sarebbe intitolato con una delibera di Consiglio Comunale nel 1990 su mia proposta.

L’incontro lo vinse la Boschese per 1 a 0, risultato storico per la Boschese, e a volte, quando Bertoli in modo ricorrente usa similitudini calcistiche per analizzare azioni politico amministrative del nostro Comune senza dire apertamente che le sue analisi potrebbero essere discutibili gli ricordo di quell’episodio calcistico. Intendiamoci, la Novese era più forte della Boschese e il risultato al Girardengo in quella occasione è stato un poco bugiardo e che le eccezioni, le casualità, fanno parte dello scorrere degli eventi.

Il tutto, tornando alla attualità politica novese, per dire che oltre le critiche che si possono fare a Bertoli non bisogna mai dimenticare che si tratta di un personaggio furbo, intuitivo, intelligente e capace. Oggi è consigliere comunale di Fratelli d’Italia ma dire che sia convintamente aderente a quel partito è un azzardo. Bertoli non ubbidisce a ordini di partito a prescindere, è un personaggio che non rinuncerà mai al suo spirito libero.

Oggi come ieri lo accusano di scarsa collaborazione ripetendo in modo stucchevole quello che da sempre i suoi detrattori sanno perfettamente. Non può essere novità per chiunque abbia avuto a che fare con lui che sia un personaggio così, fedele alla sua personalità, insofferente ai dogmi di partito e che non ha mai fatto mistero delle sue convinzioni di uomo libero ed eternamente indipendente.

Marco Bertoli nel 1999, presidente della Novese calcio

Marco è mio amico da quando lo conosco, gli riconosco anche grande capacità mediatrice, al contrario dei suoi detrattori che lo accusano a piè sospinto di “insubordinazione”, che fu lui l’artefice principale della unità politica che nel 2019 portò il centro destra a vincere storicamente le amministrative. Fu quello un evento non squisitamente partitico ma sostanzialmente civico di una grande parte di novesi che volevano un cambiamento che doveva essere letto non come vittoria leghista ma come tentativo di modificare gli equilibri in città. Sappiamo come è andata a finire e non è il caso di ritornarci.

Quello che i suoi accusatori oggi dimenticano è il fatto che al personaggio Bertoli oggi si possono fare critiche ma solo e soltanto sulle tematiche concrete, soprattutto su Urbanistica e Sport. La semplicistica accusa di “saltimbanco” è davvero estemporanea. Le sue proposte sono sempre concrete, condivisibili o meno, ma pur sempre proposte.

Accusarlo ancora oggi di insubordinazione, sapendo da decenni come è fatto e che è un personaggio a volte anche “trasversale”. Ricordo per tutti la sua proposta del “patto della farinata” discutibile fin che si vuole ma originale. Marco ama Novi più di quanto non si pensi e le azioni politiche vanno viste con la giusta angolazione.

A  metà novembre del 2020 costituì, con Sabbadin e Bonvini, il gruppo squisitamente civico “Solo Novi” per dare un avviso, mai capito dalla maggioranza leghista, che per tenere in piedi quel “baraccone” occorreva visione più ampia sui problemi e sulle persone, anche oltre la maggioranza politica di allora perchè, piaccia o no, venivamo da decenni di sostanziale monocolore rosso che ha dato alla città progresso e buona convivenza economica e civica.

A tutti chiedo da semplice cittadino novese di pensare alla città ed ai suoi grandi problemi piuttosto che ripetere fino alla noia la musica di un disco rotto.

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Costanzo Cuccuru

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