Le aziende vinicole costrette alla raccolta meccanizzata perché nessuno vuole più vendemmiare

Sono sempre più numerose le aziende agricole che investono in macchinari e tecnologie per compiere le operazioni di raccolta delle uve: Cia Alessandria rileva le esperienze dei viticoltori associati, che nella campagna 2022 testano nuovi macchinari acquistati a causa della mancanza di personale.

La vendemmia è iniziata in provincia di Alessandria da alcuni giorni e tra i filari si notano vendemmiatrici meccaniche. La mancanza di manodopera è un problema che le aziende si sono trovate a fronteggiare negli ultimi anni, acuito poi dalle restrizioni dovute alla pandemia (in particolare, nel 2020 il divieto di circolare oltre confine ha spopolato i vigneti dal personale straniero). Gli investimenti compiuti dalle aziende per questi macchinari sono di decine di migliaia di euro, ma sono ormai inevitabili – riferiscono gli imprenditori agricoli.

Spiega Luigi Arditi, titolare della Cantina del Monferrato – Fratelli Arditi a Rosignano Monferrato: «La situazione di ricerca personale è peggiorata negli anni: nessuno sembra cercare lavoro, il telefono in azienda non squilla più per questo. Inoltre, chi viene a provare lascia dopo qualche giorno di prova: forse per la fatica che la vendemmia comporta, forse per forme di sussidio come il reddito di cittadinanza, è difficile mantenere chi si propone per il lavoro nei campi. Una volta non era così. Siamo dovuti ricorrere all’acquisto di una vendemmiatrice meccanica capace di lavorare anche su forti pendenze. Spero di avere risolto il problema della manodopera almeno in vendemmia, ma saremo in difficoltà in altri momenti dell’anno per le varie lavorazioni necessarie nei vigneti». In accordo con Arditi, anche il collega viticoltore Andrea Leveratto, dell’Azienda Agricola Il Colle a Cassine: «Abbiamo acquistato un nuovo mezzo che abbiamo visto in uso in Toscana, adatto per lavorare su terreni di collina. Il macchinario svolge il lavoro di oltre quindici persone e considerata la grave difficoltà a trovare personale per la vendemmia, siamo molto soddisfatti di questo investimento».

Commenta Gabriele Gaggino di Tenuta Gaggino a Ovada e presidente di Zona Cia Ovada: «Nella nostra azienda ci avvaliamo di meccanizzazione dal 2000, prima aiutati da contoterzisti poi, nel 2013, abbiamo acquistato la prima macchina. Negli anni la meccanizzazione si è resa indispensabile perché la reperibilità di personale è sempre minore ma anche per un altro fatto molto importante da non sottovalutare: le aziende fanno sempre più fatica ad assumere per una finestra temporale breve, come la vendemmia impone, a causa della burocrazia farraginosa richiesta dal sistema. La messa in regola dovrebbe essere aiutata da strumenti più agili, come erano i voucher, altrimenti il futuro è tutto riposto nella meccanizzazione. Che, comunque, assicura qualità e grande rispetto della raccolta del prodotto».



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Red

Un pensiero su “Le aziende vinicole costrette alla raccolta meccanizzata perché nessuno vuole più vendemmiare

  1. Però la vendemmiatrice meccanica della foto pubblicata non sta lavorando bene… Troppe foglie!

I commenti sono chiusi.

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