Non voti? Bene, grazie! (e chi se ne frega)

Se sei tra quelli che oggi non andranno a votare pensando di fare un dispetto alla classe politica, o comunque di mandare un segnale alle istituzioni, sappi che di dispetti non ne farai a nessuno, e che il giorno dopo sentirai – come sempre – tutti i politici dire “dobbiamo interrogarci sui motivi di questo forte astensionismo” e cose del genere, ma che in realtà non gliene frega proprio nulla a nessuno. Se non voti, non conti. Punto e basta. 

Lo so cosa pensi, caro elettore che non va alle urne: nessuno mi rappresenta, tanto sono tutti uguali, tanto poi fanno quello che vogliono. Non c’è problema: a decidere per te ci pensano gli altri, quelli che a votare ci vanno, e l’unico risultato che ottieni con la tua astensione e far contare un po’ di più il voto di chi a votare ci va. 

Ma se nessuno andasse a votare, dici tu, allora si che la capirebbero. Sei proprio un illuso se pensi che arriverà un giorno in cui nessuno andrà alle urne. Pensaci bene: i candidati ci andranno di sicuro, e ci andranno i loro amici, i loro parenti, eccetera. 

Ma poi, cosa dovrebbero capire questi benedetti politici dalla tua astensione? Ma chi ti credi di essere? 

Se davvero vuoi far capire qualcosa, studia. Informati, discuti, e poi decidi. Magari tappandoti il naso, magari con tanti dubbi, ma non rinunciare a dire la tua opinione, non rinunciare al tuo diritto di votare. Non solo perché c’è chi ha lottato per la democrazia (mai sentito parlare della Lotta di Liberazione?) ma perché, come disse Winston Churcill, “la democrazia è la peggior forma di governo, eccezion fatta per tutte quelle altre forme che si sono sperimentate finora”. 

Lo so cosa stai pensando: i politici parlano tutti bene in campagna elettorale, ma poi… 
È vero: se vai a sfogliare i programmi dei vari schieramenti (io l’ho fatto, e tu?), trovi un mucchio di buoni propositi. Meno tasse, lotta ai cambiamenti climatici, pensioni più alte ed età pensionabile più bassa, sanità più efficiente, meno burocrazia. Come non essere d’accordo? 

Però alcuni trucchi ci sono, per capire se stanno solo cercando di riempirti di belle promesse, o se pensano davvero quel che scrivono. 

Un tema comune a tutti, ma proprio tutti, (ad esempio) è quello di facilitare l’ingresso dei giovani nel mercato del lavoro. Bene, benissimo. Ma come? Devi scavare, e vedere se dietro alla proposta che condividi c’è un progetto, o se hanno solo buttato lì una cosa a caso, tanto per prendere il tuo voto. Quindi, non solo cosa fare, ma come farlo. Con che soldi, in quali tempi. Si capisce subito se sono solo belle promesse o se sono davvero proposte politiche. Basta informarsi, e oltretutto non è più come una volta: hai internet a disposizione, puoi studiare ed approfondire tutto quello che vuoi. 

Io sono sicuro che se studi un po’, qualcuno che si è messo d’impegno per fare proposte un po’ più serie lo trovi. Ecco, il politico e il partito che la pensano come te non ci saranno, ma qualcuno che è un po’ più d’accordo con le tue idee, ci deve essere. 

Perché, secondo me, il problema non è che in Italia non ci sono politici seri, preparati ed onesti. Li abbiamo, ma spesso prendono pochi voti, e vediamo andare al governo politici poco seri, poco preparati e spesso anche disonesti con la forza di moltissimi voti. E grazie anche a quelli che come te a votare non ci vanno. 

Io a votare ci sono sempre andato, e ci andrò anche domenica. Non voterò il partito che la pensa preciso preciso come me, perché non c’è. Un po’ mi tapperò il naso, un po’ penserò “meglio questo, che gli altri”. Poco mi importa se il mio voto non sarà maggioranza: la democrazia funziona così, governa chi prende più voti. Io però, almeno, potrò lamentarmi. Ne avrò più diritto di chi non è andato a votare. 



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andrea vignoli

Giornalista, scrittore, insegnante.

4 pensieri su “Non voti? Bene, grazie! (e chi se ne frega)

  1. Buon giorno , sono un neo lettore di questo “moscone” , d’alatronde lo sono anche io .Mi chiamo Foca . Ho apprezzato molto la schietezza con il quale è stato descritto il rammarico per aver perso ; si penso che oltre a un rimprovero verso chi non è andato a votare , c’è dell’altro . L’amarezza che a vincere o stravincere sia stata una controparte. Per conto mio , io non voto non per delusione o altri motivi reppellenti verso la classe politica , ma per scelta . Si una scelta ponderata sulla storia , sui fatti che i governi umani sono fallaci.Allora mi sono chiesto , allora il problema non è questo o quello schieramento o persona. D’altronde , persone per bene ce nè sono tante, ma probabilmente è il sistema sbagliato . Prima di arrivare a questa scelta milioni di persone nel mondo hanno studiato e fatto anche qualche esame . Certo io personalmente ringrazio di cuore , quando beneficio di leggi e provvedimenti , però quando queste mi sono avverse resisto perchè sò perchè è così.
    Quindi io ho scelto , non il meno peggio , qualcosa di meglio .

    1. Hai scelto. Hai scelto di accettare passivamente quello che il governo (fallace e frutto di un sistema sbagliato) decide per te e per il tuo futuro. Non hai scelto il meglio, hai scelto di non scegliere. Questo secondo me, naturalmente.
      La democrazia (rappresentata da governi fallaci e sbagliati) si fonda su persone che si sono presi la responsabilità di scegliere. Magari hanno scelto male in tante occasioni ma che ti consente di non votare e non come da qualche parte dove viene la polizia armata a casa tua e ti fa votare a forza guardando cosa voti.
      La democrazia non è gratis, bisogna lottare tutti i giorni e scegliere.

  2. Ciao!!
    Si ho scelto , è una questione di metodo , la mia scelta di non votare non è affatto passiva, anzi . Io tutti giorni (e non ogni 5 anni , se va bene) , sono attivo , io la mia famiglia e così altri migliaia in Italia ; pubblicamente e privatamente testimoniamo il perchè della nostra scelta . Avvolte , essendo qualche volta un pò troppo zelanti, ma sinceri e con grande apprezzamento per chi ci permette di Non votare , concentrarci su metodi alternativi , ma non passivi in alcuni casi rischiando anche la vita oppure di essere beffegiati, questo non è assumersi le responsabilità ?Per esempio , testimoniando anche nelle carceri , nei negozi , adoperandoci in casi di disastri naturali in alcune occasioni insegnando anche a leggere scrivere . Consapevolmente che tutto perfetto non lo è , ma è fatto con il cuore , in maniera ponderata e riflessiva però attivissima e viva!
    Un abbraccio

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