Dolci Terre 2022, qualche spunto di riflessione… polemico

Dopo un periodo di stop torna la rassegna enogastronomica Dolci Terre di Novi, uno degli appuntamenti più attesi dai novesi e non solo. In data 15/11/2022 sul sito del Comune di Novi Ligure sono stati pubblicati il comunicato e la locandina dell’evento, sull’albo pretorio, invece, si possono vedere gli ingaggi e i budget impiegati.

A metà comunicato si legge “Viene confermato lo spazio dedicato al prestigioso mercato delle Dolci Terre: più di 60 bancarelle di prodotti tipici della zona, e non solo, realizzato in stretta collaborazione con Slow Food condotta del Gavi e Ovada: formaggi e salumi, prodotti della terra, dolci, vini e distillati, pasta fresca. Non mancheranno i prodotti dei Presidi Slow Food, quelli dei produttori segnalati da Slow Food, nonché le De.Co a denominazione comunale”. Viene confermato? Ma come? Le bancarelle con i prodotti tipici sono Dolci Terre. Negli anni passati, inoltre, erano decisamente più di 60, sfioravano quota 100. 

Si legge poi “Ospiti alla tre giorni del gusto anche il Comune di Tortona, con lo stand istituzionale Assaggia Tortona, e il Comune di Gavi con Assaggia Gavi”; presenza dovuta probabilmente al patto che l’ex Sindaco Cabella aveva stretto con i due comuni per la promozione turistica, escludendo però tantissime altre realtà che compongono il territorio. 

Ultimo ma non meno importante, un grande assente: il Distretto del Novese. Ci si chiede perché. Non solo manca nell’elenco dei loghi inseriti sulla locandina ma non è citato in alcuna parte del programma. Il Distretto del Novese, solitamente, è sempre stato incluso, coinvolto, ha sempre partecipato attivamente a Dolci Terre, organizzando eventi collaterali come mostre, tour, dibattitti e si è sempre occupato di promuovere la mostra mercato novese, a costo zero, tramite i social. 

È sempre bene dare spazio a diversi soggetti perché la partecipazione di più persone è fonte di stimoli nuovi ma è essenziale mettere a sistema il tutto, creando rete, sinergia ed inclusione. Più facile a dirsi che a farsi? Sicuramente sì.



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Carlotta Codogno

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