Caro Giannattasio, la sinistra non c’è più

Non ero presente alla serata “Novi Riparte”, ma ne ho letto i resoconti e seguito alcuni interventi in rete. Mi chiedo: quando non ascolteremo più frasi come “saremo vicini agli ultimi”, “non lasceremo nessuno indietro”, “ascolteremo le persone”, eccetera eccetera? 
Mi sembra tutto ovvio e scontato, e poi, in pratica? 
Per non parlare del governo. Abbiamo governato con Monti, Conte, Draghi, insieme alla Lega, a Forza Italia, ai grillini, e continuiamo a dire: in Italia ci sono i salari più bassi d’Europa, l’evasione fiscale è stratosferica (ma non ci possiamo fare nulla), abbiamo un problema di rappresentatività sindacale grosso come una casa, abbiamo più di un morto al giorno sul lavoro per carenza di controlli – e mettiamoli sti controlli!-, non riusciamo a controllare le delocalizzazioni delle grandi multinazionali (non ci possiamo fare nulla, siamo in libero mercato, perbacco), la fiscalità progressiva resta un sogno, le mafie, a proposito, esistono ancora?

Ultimamente abbiamo scoperto, ad esempio, ma la notizia non ha avuto gran spazio sui media, che il prelievo fiscale sugli extraprofitti energetici è prossimo allo zero: semplicemente non vogliono pagare perché lo ritengono ingiusto (non ne sono sicuro ma L’ENEL ha chiuso la semestrale con sette miliardi di profitti). Ricordo tra l’altro che in Francia, l’imposizione sugli extraprofitti è circa il doppio che in Italia, credo oltre il 40%.

Poi la scuola, la sanità e si potrebbe andare a vanti. Solo parole.

Ho l’impressione che abbiamo perso questa guerra sul welfare, sulla giustizia sociale e le diseguaglianze (altro mantra) sulla conversione ecologica, sarà meglio rendersene conto velocemente e capire se è ancor possibile fare qualcosa. Poi è ovvio che la battaglie si possono vincere o perdere, almeno provarci.

Caro Signor Giannattasio, non solo il PD non rappresenta la sinistra; il fatto è che la sinistra non c’è più, se non residuale. Stanno girando in televisione servizi sulle feste dell’Unità, il mitico popolo delle salamelle; c’è una rassegnazione, una disillusione e una tristezza come non si era mai vista, non ci credono più nemmeno loro.

Ma ora come sostiene il Professor Cacciari dobbiamo “fare su anche le briciole” perché c’è da sconfiggere una destra che peggio non si può. Questo è, e non possiamo permetterci altro. Non facciamo gli schizzinosi, quindi dentro tutti, “o Franza o Spagna, purché se magna” come pare abbia detto Guicciardini, nel nostro caso vincere le elezioni, ammesso che sia ragionevole sperarlo.



Segui il moscone su Telegram per ricevere una notifica ogni volta che viene pubblicato un nuovo articolo https://t.me/ilmoscone oppure per "dire la tua" scrivici su WhatsApp al numero +39 320 713 7299 (no telefonate)

Condividi questo articolo

Giacomo Orlando

3 pensieri su “Caro Giannattasio, la sinistra non c’è più

  1. Caro Mino,
    finalmente posso dirti che la penso come te. Magari da prima di te, peraltro, ma non importa. Del resto, su questo argomento sei decisamente più informato e legittimato a parlare del buon Giannattasio, transnavigatore politico approdato da poco su spiagge a lui precedentemente ignote.
    Che la Sinistra (sostantivo) non esista più, quanto meno in quanto rappresentatività delegata, lo penso e lo dico da anni.
    Dai tempi della svendita della Sanità operata da Balduzzi, dai tempi della privatizzazione delle opere pubbliche e delle infrastrutture a vantaggio dei grandi appaltatori senza gara, vedasi Gavio, Impregilo e poi Salini e Benetton e compari.
    Dai tempi delle regioni a guida che allora si diceva sinistra (ma evidentemente era un aggettivo) che chiudevano letti e reparti negli ospedali pubblici (a volte appena costruiti a caro prezzo dalle imprese amiche) dopo che nei pressi era arrivata la clinica privata di turno, ricca di generose convenzioni.
    Dai tempi dell’ambiente sempre sbandierato e sempre devastato, che è stato stravolto da brebemi varie, o da tav merci costosissimi, con annesso corredo di scandali insabbiati, inutili rotonde, capannoni vuoti, megacentri commerciali che svuotano città per poi svuotare se stessi, circonvallazioni che erodono terreno agricolo all’infinito, come se potessimo nutrirci di cemento e asfalto. E cave poi riempite di notte, e discariche poco controllate, e falde acquifere impoverite o avvelenate e organizzazioni criminali che dilagano e ingrassano…
    Vabbè, dai, inutile ripetermi, tanto chi, come te, è in sicura buonafede sa già.
    Solo sull’ultimo periodo del tuo intervento permettimi di essere meno ottimista.
    Sarà che sono stanco, e forse spossato dal caldo e dalla siccità frutto di un cambiamento climatico che letta e draghi vogliono combattere a colpi di centrali nucleari, combustibili fossili come il carbone, inceneritori (che strano, due posizioni opposte dello stesso partito tra Novi e Roma, chissà se avranno più peso i nostri rispetto all’agenda Draghi),
    Sarà per le tante disillusioni, ma non concordo con l’ennesimo invito a turarsi il naso per fermare “il peggio”.
    Perchè a giudicare dai fatti, a furia di chiedere il voto dei cittadini contro il peggio, ci stiamo dentro da tempo, nel peggio. Cerchiamo di perseguire il miglioramento. Sarebbe una rivoluzionaria inversione di tendenza, anche con piccoli numeri.
    Un abbraccio.

    1. Azz… ho scordato di parlare di lavoro, forse perchè vittima di Fornero e Jobs Act, devo aver rimosso questa infamia. O mi piacerebbe riuscirci.

I commenti sono chiusi.

Torna in alto

Contact Us