Ma il Pd rappresenta ancora la sinistra?

Ho partecipato alla conferenza Novi Riparte, da spettatore, magnificamente diretta dal prof. Andrea Vignoli che ha avuto la magnifica idea di utilizzare lo spazio esterno dell’ex Ilva. La serata, alleviata da una leggera frescura era particolarmente piacevole, inoltre il tassativo tempo disponibile a ogni oratore, scandito da un grosso cronometro , posto dietro al leggio, ha resa interessante l’esposizione dei numerosi personaggi.  Tanti sono stati gli spunti e le idee di riflessione da parte del pubblico intervenuto.

La serata si è aperta con l’audizione, dell’ex capogruppo del Partito Democratico che oltre a dare una sommaria descrizione della fine della giunta Cabella, annunciava l’intenzione del suo partito di aprire ad uno ascolto sistemico della popolazione per raccogliere idee e proposte per mettere in atto, un programma attinente alle necessità generali, sopratutto, attenzione alla protezione dei bambini con un riferimento alla prossima nascita del terzo figlio. In una città carente di nascita non è poco, resta un segnale incoraggiante.

Gli interventi sono stati tanti oltre una ventina e grazie al tempo contingentato, si è evitato di far scivolare alcuni oratori nella paciosa retorica , rendendo le argomentazioni fluiti, comprensibile e sintetici.
Ciò nonostante è emerso una carenza di linea politica proiettata verso un progresso temporale ed in ciò, nonostante l’intervento dell’ex sindaco abbia ribadito la necessità della difesa a oltranza della sanità e del lavoro, ignorando che la sua parte politica non ha fatto poco per la determinazione dell’attuale situazione.
Che strano modo di agire, si insegue la destra nel liberismo tranne poi criticarne gli effetti. E’ come lanciare il sasso e nascondere la mano. Se ben ricordo fu il governo della sinistra che ridimensionò i diritti dei lavoratori, ivi compreso la scala mobile e la stagnazione delle remunerazioni, anzi è rimasta inerme alla riduzione delle medesime. 
Comunque qualche personaggio che ha ricordato i punti di lotta della sinistra li ha espressi la brillante dottoressa Paola Cavanna che se non la conoscessi personalmente, l’avrei scambiata per una esponente grillina. 
Un altro intervento, di lucida articolazione politica è stato esposta da Claudio Torielli che ha messo in evidenza la rivalutazione dei trasporti e lo sviluppo evergreen, mentre l’ex vice sindaco Guido Trespioli, invitava a fare una riflessione accurata sulle cause che portarono allo sconfitta che non era mai avvenuta, in modo serio e convincente.
Argomento ripreso anche dal dipendente comunale Michele Sangiovanni che invitava a non dare per scontato la rielezione o a considerarla una rivincita l’eventuale successo.
Chiudeva dando mostra di grande buon senso con modi pacati, Gianni Noli che auspicava un futuro di rinnovo per lasciarsi alle spalle l’esperienza negativa della lega. 

Su quest’ultima precisazione ho parecchi dubbi: è vero che la lega ha fatto tutta da sola, determinando per inesperienza dei suoi esponenti, l’arroganza e la presunzione del segretario, nipote del sindaco, il quale anziché imporre una guida sicura, fatta di buon senso e mediazione , seguiva le direttive provenienti da lontano, evolvendosi dalla realtà locale e lo stesso sindaco nonostante la grande conoscenza e partecipazione nella gestione dell’attuale amministrazione dei fatti pubblici non dimostrava una guida forte e sicura, capace di dare una visione autorevole. Ricordiamoci che era stato il segretario del famoso sindaco Pagella… Probabilmente di quella esperienza ricorda ben poco.
Ma il fatto che nella nostra città si è cambiato amministrazione dopo oltre mezzo secolo, non è di per se un fatto negativo. Tutt’altro, ha consentito alle forze storiche di porsi degli interrogativi su cosa è la politica e cosa è l’efficienza amministrativa. Quest’ultima, deve essere curata giorno per giorno con buon senso e praticità in modo che il livello di percezione del vivere comune sia altamente positivo e non si dia mai nulla per scontato. Sopratutto non ci siano deviazioni non specificatamente di interesse esclusivamente collettivi, come possono essere anche gli sprechi; mentre l’azione politica deve comprendere un progetto di idee progressiste proiettate verso il futuro. 
Ha consentito comunque alle forze avverse, che già se ne dica, sono in maggioranza da tempo remoto e solo l’incapacità di aggregazione gli ha impedito di prevalere, ma se metteranno a frutto l’esperienza acquisita, facendo mente locale sulla passata esperienza, perfezionando l’organizzazione aggregativa, potranno riproporsi con rinnovato vigore.
D’altro canto, il centro sinistra deve chiarirsi le idee e cominciare a dire qualcosa di sinistra e comportarsi di conseguenza: non è politicamente il massimo dell’etica morale inseguire la politica di destra nel presunto liberismo per confondere gli elettori e poi farsi paladini delle incongruenze per non dire ingiustizie. 
Come disse tempo fa Gianni Moretti, “dite e fate qualcosa di sinistra”.
Chiudeva la sera, con l’ottimo cappello Andrea Vignoli sulla mafia , ma va ricordato che la malavita si insinua dove le istituzione e l’amministrazione sono poco solide, propense a opachi comportamenti e deve essere interpretato come un campanello di allarme da non sottovalutare.



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Francesco Giannattasio

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